BiblioLudica vol. 02: 'The Ultimate History of Videogames' di Steve Kent  0

Il mereghetti dei videogiochi? Quasi. The Ultimate History of videogames comprime trenta lunghi anni di gioco elettronico sotto forma di dati storici, dichiarazioni ufficiali di insiders dell'industria, aneddoti e altro in 600 pagine di puro godimento videoludico. Un must assoluto.

Intitolare un libro “la storia definitiva dei videogame” richiede una buona dose di coraggio. Si può però perdonare Steve Kent, visto che il coraggio per scrivere un’opera così monumentale dev’essere stato certo maggiore. Questa vera e propria bibbia di circa 600 pagine - tutte piene zeppe di testo, fatta salva una piccola appendice fotografica centrale – si è imposta come, e rimarrà a lungo, l’opera documentale sulla storia dei videogiochi più esauriente e ben realizzata in assoluto. Nel suo genere, beninteso: che è poi quello di un enorme archivio indicizzato di fatti storici, aneddoti, dichiarazioni raccolte da una miriade di fonti dirette e insiders di vari settori dell’industria dell’entertainment.
The Ultimate History of Videogames non è un libro di teoria del gioco elettronico, né un pamphlet apologetico delle nuove e progressive sorti del videogioco, né una storia del gioco elettronico visto dalla prospettiva dell’evoluzione tecnologica, una prospettiva che rischia spesso di appiattire il mezzo sul fattore privo di rilevanza ludica e sociale delle mere specifiche di calcolo. Quello di Kent è un lavoro documentale. Ma il libro non cade neppure nelle trappole delle statistiche a tutti i costi e delle tabellone comparative illeggibili e poco interessanti. Al contrario, analizza l’evoluzione di un’industria ormai gigantesca e dagli enormi giri economici con un taglio narrativo asciutto, con una grossa attenzione alla rilevanza sociale e industriale dei videogiochi, evitando accuratamente di sconfinare dal ruolo storiografico per approdare a formulazioni teoriche fuori luogo. Kent utilizza uno stile che del giornalistico ha solo la chiarezza, e non la proverbiale superficialità di molti dei discorsi, specialistici o meno, del settore. L’intera storia videoludica, dai vagiti primordiali di Space War al Massachussets Institute of Technology fino all’avvento delle console contemporanee, trova spazio in questo grosso volume da leggere come missione mensile o da consultare come un archivio storico, pronto e indicizzato, a integrazione laterale della vostra enciclopedia preferita.

Nonostante l’editoria critica e accademica sui videogiochi sia un fenomeno relativamente giovane, la storia dei videogiochi, un mezzo espressivo giovane ma non troppo, si estende ormai in un arco di oltre trent’anni. Steve Kent li attraversa tutti secondo una logica cronologica, alternando la narrazione storica con dichiarazioni ed estratti firmati da programmatori, game designers, giornalisti, editori, programmatori e artisti, affiancando alla storia sociale ed evolutiva del videogioco a voci provenienti dall’interno della stessa industria. Da Pong all’avvento del NES, dai pionieri Steve Russel e Ralph Baer fino al caso Donkey Kong che contrappose Nintendo alla Universal, dalla nascita di Sega fino alla rivoluzione-Playstation di Kutaragi, passando attraverso la rivoluzione del CD-Rom, le polemiche sulla violenza di Mortal Kombat e tutto quello che potete immaginare di rilevante nella storia dei videogiochi, Kent restituisce un quadro storicamente fedele dell’evoluzione di un’intero settore dell’entertainment. A emergere sono sempre le persone, gli uomini dietro i giochi: non solo attraverso i commenti diretti, ma attraverso le dinamiche umane, imprenditoriali come artistiche, dei nomi che si celano dietro a sistemi, software e periferiche. Veniamo così a sapere della nascita di Pacman e del perché della sua forma attraverso le dichiarazioni di Toru Iwatani circa la sua idea iniziale e i compromessi ai quali è giunto con l’hardware disponibile. Oppure apprendiamo delle polemiche sorte in alcune catene distributive a causa della distribuzione di Contra per il NES, accusato di promuovere discriminazione nazionalista. Ancora, scopriamo di più sulla storia di Rare, sul suo cambio di nome da Ultimate e di come Nintendo seppe manovrare i designers inglesi per opporre un’alternativa dall’appeal imbattibile come Donkey Kong Country al Megadrive di Sega.

Un buon motivo per...

The Ultimate History of videogames, ovviamente, non è esente da difetti. Qualcuno (non certo chi scrive) potrebbe recriminare sulla relativa mancanza di documentazione fotografica, relegata in una angusta sezioncina centrale in bianco e nero. Si potrà anche obbiettare la mancanza di una versione aggiornata agli ultimi tre anni di storia videoludica, anche se è chiara l’intenzione degli editori di attendere come minimo fino all’avvento delle console di ultima generazione, verso la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo. Infine, si potrebbe aggiungere una critica che è anche una proposta non da sottovalutare, mossa da alcuni commentatori del libro su Amazon. Kent potrebbe in effetti rimaneggiare il lavoro sotto forma di archivi decennali, ampliando il materiale preesistente e lavorando su una logica ancora più ampia e ordinata, con una indicizzazione ancora più efficiente e un proposito pienamente enciclopedico. Pregi del libro, critiche e proposte a parte, resta da considerare una questione che è stata volutamente tralasciata sinora. Quella della lingua. Del libro di Kent non esiste una traduzione italiana, e recensire un libro in lingua inglese potrà apparire, a qualcuno, del tutto fuori luogo per una rubrica destinata a un pubblico italiano. Tuttavia, Steve Kent merita davvero una recensione per il gran lavoro svolto: The Ultimate History of videogames può tornare utile o rivelarsi una lettura avvincente davvero per ogni tipologia di lettore, e servire come un database utile per saperne di più su molte cose con una mole vastissima di informazioni. E se tutti quelli che conoscono la lingua di Shakespeare abbastanza bene per trarne immediatamente il meglio possono trovare facilmente e a basso costo il libro presso diversi rivenditori online non solo internazionali (ad esempio, Internet Bookshop Italia), quelli che masticano a fatica il menu dei giochi non localizzati possono usare questo libro come un pretesto per imparare qualche vocabolo in più sfogliando il folto indice dei nomi alla ricerca di informazioni per pescare il nome di quel gioco, di quella console o di quell’insider dell’industria di cui proprio si voleva saperne di più. Dopotutto, chi scrive ha potuto leggere il libro anche (non solo) perché da giovanissimo giocava a Zelda su una console USA.

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The Ultimate History of Videogames

(The story behind the craze that touched our lives and changed the world)

Con una prefazione di Peter Molineux (Populous, Black and White)

Autore: Steven L. Kent
Luogo: New York
Editore: Three Rivers Press
Anno: 2001
Lingua: Inglese
Allegati: nn
Prezzo: $ 19.95 / Euro 18.19
ISBN: 0761536434