Burnout Paradise - Provato  13

A sette anni dall'uscita del primo Burnout arriva sulle nostre console l'ultimo acclamato capitolo di una serie che ha consolidato la sua forza negli anni, raccogliendo consensi e diventando il titolo simbolo dei giochi di corse arcade.

Gare per tutti

L’ultimo lavoro di Criterion Games immergerà il giocatore in una città finalmente viva e godibile in tutto e per tutto. A differenza dei precedenti capitoli, dove l’esplorazione era vincolata unicamente alle gare, sarà ora possibile girare Paradise City in lungo e in largo in modalità free roaming, che fungerà da vero e proprio punto di accesso per tutte le gare.
Queste ultime si divideranno in diversi tipi: “Race” saranno le normali corse tutti contro tutti dove vincerà l’auto che taglierà per prima il traguardo, in “Road Rage” bisognerà invece eseguire un determinato numero di takedown in un lasso di tempo piuttosto ristretto che aumenterà ad ogni incidente riuscito. “Marked Man” è invece una sorta di gara di sopravvivenza: dovremo raggiungere un determinato punto segnato sulla mappa, ma la nostra macchina sarà inseguita da diverse auto nere che tenteranno in tutti i modi di mandarci fuori strada. Troviamo poi la modalità “Showtime” (la sostituta del “crash mode” presente nei vecchi Burnout), che non è classificabile come evento: infatti in qualunque momento del gioco sarà possibile, premendo insieme R1 ed L1, far “fluttuare” la propria auto facendola così scontrare contro altri mezzi guadagnando punti in una sorta di slow motion. Seppur molto divertente questa modalità risulta veramente troppo di stampo arcade, quasi irreale, infatti il mezzo girerà su se stesso cappottandosi per svariati metri anche senza aver colpito nessun oggetto.
La rassegna degli eventi si conclude con le “Stunt Race”, il cui obiettivo sarà quello di realizzare un determinato punteggio in un periodo di tempo limitato, sfruttando rampe, salti e qualunque cosa possa offrire l’ambiente di gioco.
Per iniziare una gara basterà recarsi ad un semaforo (sulla mappa sono indicati quelli che attivano gli eventi) e premere i tasti dorsali del joypad, mentre per uscire basterà semplicemente fermare la macchina per qualche secondo.
In ogni corsa la particolarità sarà quella che non esisteranno percorsi prefissati, ma ognuno potrà scegliere la strada che preferirà per raggiungere il traguardo. E grazie a questa trovata entra in gioco il fattore di conoscenza della città, che sarà decisamente vasta: ci vorranno infatti 7 minuti per attraversala da sud a nord.

La filosofia di Burnout è sempre stata semplice: arrivare alla fine della gara usando ogni mezzo possibile, corretto o scorretto che sia.
Questo semplice concept è servito da base per costruire negli anni una serie che ha sempre introdotto migliorie e novità ad ogni capitolo, arrivando così al giorno d’oggi ad avere un gioco che non ha nulla da invidiare ai più blasonati titoli di guida di nuova generazione, anzi, probabilmente sono questi ultimi a dover invidiare qualcosa al nuovo Burnout Paradise.
Infatti quello che salta all’occhio maggiormente è l’incredibile impatto grafico, che visto e provato su Playstation 3 non presenta il minimo scatto o il minimo difetto, seppur girando fisso a 60 frame per secondo con un notevole numero di oggetti sullo schermo e di effetti grafici di ultima generazione.
Paradise si pone come obiettivo, anche a detta degli sviluppatori, di creare una vera esperienza di gioco next gen, tramite l’uso di tutte le tecnologie offerte dalle console sulle quali girerà.

L'autosalone di Paradise City

A proposito di macchine, ce ne saranno più di 70 selezionabili, che si divederanno in tre categorie: Speed, Aggression e Stunt. Le prime saranno auto puramente da corsa, che prediligono un’altissima velocità a discapito di un peso molto leggero e quindi di una minor tenuta di strada e poca resistenza ai takedown. Le Aggression saranno invece le macchine giuste per le gare più scorrette, grazie al loro peso e alla loro resistenza. Per concludere la rassegna nella categoria Stunt sarà possibile trovare veicoli con un alto tasso di spettacolarità, ottimi per eseguire acrobazie e appunto stunt in giro per la città, oltre ad essere una buona via di mezzo tra le due precedenti tipologie di auto.
Ciò che differenzierà ogni diversa categoria di veicoli non saranno solo le caratteristiche, ma anche il tipo di boost (turbo) utilizzato: se infatti la tipologia di auto Speed userà il classico turbo per aumentare la velocità, le Aggression avranno ad esempio la possibilità di entrare in una sorta di modalità in cui il loro peso aumenterà e sarà quasi impossibile scaraventarle fuori, mentre avranno una facilità incredibile nel fare i takedown. Discorso analogo per le Stunt, che potranno spiccare salti migliori per un determinato periodo di tempo.
In Burnout Paradise finalmente il peso delle auto conterà moltissimo: sarà molto più difficile vedere una macchina da corsa da 200kg scaraventare in aria con una sportellata un tir di 2 tonnellate, viceversa, la macchina da corsa è meglio se girerà decisamente lontana.
Tra le varie auto sarà possibile trovare imitazioni di veicoli, e mezzi totalmente di fantasia, che svariano tra molti generi, come ad esempio auto sportive, SUV, pick-up, jeep, auto da corsa o alcune chicche come ad esempio un macchina stile Gangster di Chicago (quelle che si guidavano in “Mafia” per intenderci) letteralmente crivellata di proiettili.

E' online la vera rivoluzione

Puro e semplice divertimento

Joypad alla mano Paradise crea una sorta di assuefazione, spingendo il giocatore a cercare sempre quel salto più lungo, quell’incidente spettacolare o quello stunt che vorrebbe fare ma non gli riesce. Il tutto poi è condito da un contorno incredibile, con un impatto grafico che immerge, che esalta il giocatore, portandolo a viaggiare verso punti della città che vorrebbe semplicemente raggiungere per soffermarsi quei 5 minuti a guardare quello scorcio di mare, così ben fatto, così vero.
Mancano i pedoni, è vero, l’IA delle auto civili non è molto elaborata, ma questi sono piccoli difetti che non minano il divertimento del gioco Criterion ma anzi, passano quasi in secondo piano, lasciando credere al giocatore che probabilmente è meglio così.
Non resta quindi che aspettare l’uscita, prevista per il 25 Gennaio, oppure correre a scaricare la demo, reperibile proprio oggi 13 Dicembre e provare con mano quello che Burnout Paradise offre.
Il gioco sarà interamente localizzato in italiano, e promette con il rombo dei suoi motori di scaldare l’inverno dei possessori Playstation 3 e Xbox 360.

Burnout Paradise sarà disponibile per PlayStation 3 e Xbox360.
La versione testata è quella per PlayStation 3.

Welcome to Paradise

Paradise City si presenta al giocatore con una grande varietà di ambienti, che spaziano dal mare fino alla campagna passando per il centro città, il tutto senza nessun caricamento in nessuna fase di gioco. Inoltre ogni gara (sono oltre 120) sarà accessibile sin dal primo momento di gioco, così come la città potrà essere interamente esplorata senza nessuna limitazione di sorta in tutte le sue 65 strade.
L’elemento di interattività è molto alto, sarà infatti possibile distruggere recinzioni, cartelloni pubblicitari e molti altri oggetti presenti in numero limitato, che verranno così conteggiati tra le statistiche aumentando l’incentivo alla guida spericolata. Inoltre la città offre alcuni punti di “ristoro” come ad esempio il negozio di vernici, dove, passandoci attraverso anche ad alta velocità, verrà rimessa a posto la nostra auto, oppure il benzinaio, che riempirà totalmente la nostra barra del boost, o ancora la discarica, nella quale potremo cambiare veicolo.