Call of Duty 3 - Hands On  0

Activision ci porta nuovamente nei violenti campi di battaglia della seconda guerra mondiale, preparate l'elmetto e il fucile.

Rotta verso Berlino, passando da Parigi

A due mesi dall'anniversario del primo anno di vita della Xbox 360 siamo stati chiamati a provare Call of Duty 3, il cui predecessore proprio sulla console Microsoft aveva ricevuto grandi riconoscimenti e, nonostante alcune pecche legate alla gestione del multiplayer, rappresentato uno dei migliori prodotti della line up d'uscita.
L'incontro ha previsto la presenza di Blake Hennon, producer USA di Activision, che innanzitutto ha contestualizzato l'arco temporale preso in considerazione: gli eventi narrati ricalcano la campagna storica conosciuta come Normandy Breakout, che vide le forze alleate conquistare Parigi ed avvicinarsi a Berlino. A noi spetterà il compito di vestire i panni di quattro soldati appartenenti agli eserciti di America, Canada, Inghilterra e Polonia, le cui vite si incroceranno così da creare una trama omogenea e maggiormente credibile. Tutti i luoghi e le battaglie riprodotte, inoltre, sono frutto di lunghi studi e di molte visite in Europa da parte dei programmatori del team Treyarch.

Prova sul campo... di battaglia!

Preso in mano il pad la sensazione di familiarità è stata grande, la giocabilità già punto forte della serie si mantiene invariata e si dimostra come sempre capace di unire immediatezza e profondità, permettendo a chiunque di cimentarsi nell'avventura ma necessitando di allenamento per diventare davvero bravi e completare con successo i livelli di difficoltà avanzati. A proposito dei comandi è stato interessante apprendere come le diverse versioni di Call of Duty 3 presentino particolarità uniche, sfruttando su PS3 e Wii i controller dotati di sensori e permettendo l'implementazione di situazioni corpo a corpo risolvibili agitando SIXASIS e Wiimote in modo adeguato.
Mossi i primi passi lungo lo schema “The Island” non è stato possibile non notare il volto compiaciuto dei presenti, il dettaglio raggiunto è elevato come mai prima d'ora e finalmente è stata posta attenzione alla fisica degli oggetti, calzante l'esempio dell'erba che calpestata mantiene la piega. Proprio a riguardo il Producer ha sottolineato l'uso dell'ultima evoluzione della tecnologia Ragdoll che ha permesso animazioni eccellenti sfruttando la cinematica inversa, che forza i movimenti dei corpi in modo da assumere una posizione finale pre determinata. Pollice sollevato verso il cielo anche per gli effetti atmosferici, l'acqua invade i fossati usati come trincee e peggiora la visibilità, dimostrandosi non fine a se stessa ma parte integrante del gameplay.
Tutto perfetto quindi? No, nonostante il numero di nemici e alleati presenti contemporaneamente sul campo di battaglia sia elevato e l'intelligenza artificiale notevole, i personaggi gestiti dal computer saranno dislocati nei medesimi luoghi ogni volta caricherete la partita, rendendo possibile superare i passaggi più complicati semplicemente memorizzando il dislocamento di ogni avversario e causando una prevedibile diminuzione della rigiocabilità. Come già in Call of Duty 2, la resa grafica nella campagna in singolo pare nettamente superiore a quella del multiplayer, anche se parzialmente questo gap era giustificato dall'uso di schermi con livelli di contrasto minore.

Uno sguardo alle novità

Come già illustrato nelle precedenti anteprime Call of Duty 3 porta con sé alcune interessanti novità, che provare assieme a chi il gioco lo ha sviluppato ci ha aiutato a comprendere a fondo. I livelli sono piuttosto lineari e prevedono un unico punto d'arrivo, sono però inseriti dei bivi che permettono la scelta di differenti percorsi: è stato mostrato in particolare un passaggio in cui appena prima di una collina si può decidere se salire su un ponte o piegare verso sinistra e passarci sotto, la differenza tra i due approcci è notevole, nel primo caso affronteremo direttamente una manciata di tedeschi da una posizione favorevole e con l'appoggio di alcuni commilitoni, nel secondo avremo il vantaggio di coglierli di sorpresa ma una visuale di tiro pessima.
Altra innovazione, da questo capitolo alcune strutture saranno demolibili tramite esplosivi. Questa aggiunta dovrebbe donare un pizzico di tattica: se ad esempio ci si trovasse a dover percorrere una strada controllata da alcuni nazisti barricati in un bunker, la decisione più saggia sarebbe senza ombra di dubbio quella di aggirarli per poi piazzare del C4 sulla parete esterna del nascondiglio.
Cambiamenti non enormi quindi, quanto basta per mantenere il fascino dei precedenti episodi, tanto basta per innovare e divertire per ore ed ore. Non dovendo dare un giudizio mi posso solo limitare a dire che a quanto visto il nuovo sparatutto di Activision ha le potenzialità per diventare il miglior Call of Duty mai creato. Se a tutto ciò aggiungete una modalità multiplayer davvero ricca e forte dell'introduzione dei mezzi, capirete che Novembre sarà segnato dall'arrivo di un nuovo million seller.

Video Esclusivo!

A questo indirizzo, un nuovo fiammante video in esclusiva di Call of Duty 3 in versione Xbox 360!