Call of Duty 3Call of Duty 3 - Provato 

Nell'agosto del 1944 la Francia si apprestava a vivere la sua seconda liberazione, nell'agosto del 2006 Activision presenta al mondo il nuovissimo Calll of Duty 3. La storia si ripete.

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Tutto sembra essere decisamente più coinvolgente, più vivo e più vero

Nella manifestazione orchestrata alla perfezione da Activision, tra balli popolari (il famigerato can-can), sigari fumanti ed ufficiali in divisa, viene fatta una breve introduzione storiografica utile ad inquadrare la Parigi di 62 anni fa, a cui si sussegue la presentazione del secondo livello di gioco, probabilmente ambientato nelle campagne a nord-ovest della Francia. "The Island" (questo il nome del livello) si presenta come un inferno di fuoco e pioggia: la squadra si muove dietro ad un carro corazzato e successivamente in campo aperto verso alcune fattorie in zona da ripulire. La cosmesi del gioco è evidentemente migliorata rispetto ai precedenti capitoli, la gestione del fattore meteorologico è diventata parte del gameplay stesso: la forte pioggia crea ruscelli, fango e rende difficile il cecchinaggio per via della limitata visibilità; l'improvvisa luce dei lampi permette ai due schieramenti di vedersi per brevi istanti, l'erba non è più rappresentata da una texture senza vita ma entra a far parte del gioco stesso venendo modificata dall'incessante incedere dei soldati e lasciando scie decisamente visibili. Dalla visione del filmato, l'intelligenza artificiale di nemici e commilitoni sembra decisamente migliorata: i primi non si muovono più all'interno del campo di gioco scoprendosi al fuoco nemico e i secondi sembrano seguire attivamente le precise strategie comandate dal soldato più alto in grado della truppa. Tutto sembra essere decisamente più coinvolgente, più vivo e più vero, e per esserne certi e non farci mancare nulla abbiamo provato a fondo la demo del gioco sia in modalità single player che in multiplayer.

Rinnovare la storia.

La fortuna/sfortuna di tutti questi giochi basati sulla guerra mondiale è quella di trovarsi in mano un soggetto forte e interessante, e allo stesso tempo trovarsi a dover competere l'uno contro gli altri nel tentativo di riuscire ad inventare sempre qualcosa di nuovo senza scadere nelle esagerazioni e nei falsi storici. Gli sviluppatori di Call of Duty si sono quindi ritrovati a fronteggiare questo terzo capitolo nel tentativo di migliorare un prodotto che era già quasi perfetto, muovendosi nella direzione del coinvolgimento totale, nell'assimilazione del giocatore nel soldato di turno, capace di scelte, di elaborazione di strategie e dotato di senso di sopravvivenza. Nella demo single player testata, come precedentemente detto, l'azione prende piede in una notte tempestosa nel bel mezzo della campagna francese, il sistema di controllo non ha subito particolari variazioni confermando di per sè la buona disposizione di tasti già provata e collaudata in CoD2; i tre parametri di sviluppo su cui Treyarch (che sostituisce Infinity Ward per questo capitolo ndr) ha deciso di fare leva sono stati: l'ampliamento del close-quarter combat ovvero del combattimento ravvicinato, la distruttibilità dell'ambiente che circonda il giocatore ed infine la possibilità di scegliere autonomamente la strada verso la riuscita della missione. Il primo elemento permetterà di muoversi diversamente sul campo di battaglia, abbandonando parzialmente il colpo con il calcio dell'arma per uno scontro fisico decisamente più ravvicinato con pugni, calci e prese, alla stessa maniera ci si potrà muovere furtivamente verso il nemico e innescare (o disinnescare) particolari trappole e coprire così l'avanzata degli alleati.

Gli sviluppatori di Call of Duty si sono mossi nella direzione del coinvolgimento totale, nell'assimilazione del giocatore nel soldato di turno, capace di scelte, di elaborazione di strategie e dotato di senso di sopravvivenza
Il secondo fattore, quello riguardante la distruttibilità, permetterà ai giocatori di distruggere le barricate dietro cui si nascondono i nemici (la cosa funziona ovviamente anche in senso contrario) in maniera da perforare con velocità le difese nemiche e proseguire lungo la propria strada. Infine la novità più importante è rappresentata dai bivi: nel corso delle missioni il soldato più alto in grado darà un veloce briefing a proposito dei percorsi utlizzabili sul campo di battaglia, ad ogni percorso sarà associata una particolare difficoltà ed uno specifico compito, e starà al giocatore scegliere quale delle possibilità è più adatta alle proprio stile di gioco. La mappa proposta nella demo sembra tener fede alla promessa di innovazione degli sviluppatori, rimanendo comunque ben salda ai capisaldi della serie: dalla fangosa aperta campagna muovendo i propri passi assieme ad un cingolato ci si muove al coperto di cespugli sul limitare di alcune case diroccate, perfetto nascondiglio per i nazisti e le loro mitragliatrici; lasciandosi alle spalle le case la truppa si muoverà verso le colline in maniera da avere il controllo diretto di tutto il circondario (come si dice "chi sta in alto, ha in mano il gioco"), un mulino sulla collina come obiettivo finale e i lampi che rilasciano scorci di luce sul campo di battaglia.

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Il multiplayer si arricchisce dell'esperienza single player ed in aggiunta permetterà a 24 giocatori di sfidarsi sulle mappe proposte nel gioco. Nella demo testata si poteva giocare a Parigi stessa, in un piccolo quartiere con una piazza al centro, vero e proprio poligoni di tiro per ignari passanti. Nel corso della missione multiplayer, ogni giocatore avrà la possibilità di selezionare una particolare classe (fucilieri, fanteria, esploratore, ...) che ne determinerà le abilità nel corso del gioco e che permetteranno alla squadra di facilitare i compiti di ogni giocatore. Le missioni non si limiteranno al solo movimento a piedi lungo le mappe ma permetteranno ai giocatori di salire a bordo di di veicoli come carri armati, camionette e moto. Il tentativo di espandere un universo come quello di Call of Duty sembra muoversi nella direzione corretta, per essere però sicuri del lavoro svolto da Treyarch toccherà aspettare fino a novembre, mese in cui si tornerà a rivivere la seconda guerra mondiale.

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Parigi ha vissuto sulla propria pelle la seconda guerra mondiale, l'ha vissuta nelle mani dei nemici che le volevano cambiare la faccia per sempre ed infine l'ha vissuta dalla parte dei trionfatori, dalla parte della nazione liberata dall'oppressione nazista. E' quindi normale associare ad ogni angolo della città un particolare ricordo di quei tempi, e concentrarne tanti altri in edifici ormai storici, in locali che hanno visto scorrere la storia sotto le loro insegne luminose. E' questo il caso dell'hotel Lutetia, base operativa del press tour per Call of Duty 3 e primissimo luogo che ha visto l'esercito tedesco in ritirata verso la sconfitta. L'evento vero e proprio di presentazione del gioco si svolge invece al Cafè Carmen, locale noto in tempo di guerra per essere prima ritrovo di generali e soldati tedeschi e poi vetrina di una liberazione tanto sognata. Parigi e la sua storia rappresentano idealmente un punto di passaggio obbligato per Call of Duty che, giunto al terzo capitolo, si ripromette di diventare nuova pietra di paragone nel campo dei giochi ambientati in tempo di guerra e degli sparatutto.

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