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Dopo la prima apparizione cinematografica in “Batman Returns”, Catwoman torna sulle scene con un film a lei dedicato e, ovviamente, un tie-in pronto a far discutere. Avete affilato gli artigli?

La gatta sul tetto che scotta

Dal 1992, anno di produzione di “Batman Returns”, ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Lo stesso Batman cinematografico ha perso colpi nel “dopo Burton”, ma la continua realizzazione di film ispirati ai personaggi Marvel doveva in qualche modo scuotere la DC Comics, antagonista di vecchia data della “casa delle idee”, a stare al passo. Un film dedicato a Catwoman è sembrata l’idea giusta per riguadagnare terreno, almeno per quanto riguarda le sale.
Come avrà notato chiunque abbia visto il già citato secondo capitolo della saga cinematografica di Batman, la protagonista del film non è Selina Kyle (interpretata, all’epoca, da Michelle Pfeiffer), bensì un personaggio tutto nuovo. Patience rappresenta qualcosa di inedito nel costume di Catwoman, e gli autori del film tengono a sottolineare le sue capacità sovrumane, praticamente non sfruttate in “Batman Returns” ma che saranno messe in primo piano anche nel tie-in prodotto da Electronic Arts.
Catwoman, il gioco per GameCube, ha dalla sua tanti assi nella manica. Il più importante di essi è certamente la collaborazione tra studios e game designer: le ambientazioni del film sono state utilizzate anche nel gioco, per ricreare perfettamente l’atmosfera delle scene viste al cinema. E lo stesso discorso vale per i protagonisti (Halle Berry, Sharon Stone, Lambert Wilson, ecc.), che sono stati digitalizzati e riprodotti su schermo in modo fedele.

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Quarantaquattro gatti…

Dunque, Catwoman può contare su di un’eccezionale rapporto con il film da cui è tratto (le riprese sono terminate da non molto) e conta su di una grafica dettagliata per far breccia nel cuore dei possessori di GameCube. Dalle prime (e poche) foto disponibili, non si può fare a meno di notare la generale atmosfera oscura che pervade i livelli, capace di esaltare gli effetti di luce e conferire al personaggio principale un certo fascino. Sia Catwoman che i suoi antagonisti sembra siano stati realizzati in modo piuttosto dettagliato, ma la prova del fuoco sarà vedere tutto in movimento per evidenziare la presenza o meno di incertezze nel motore grafico.

Il gioco, inutile dirlo, è un action game in terza persona. Qualche anno fa lo si poteva definire anche un “picchiaduro a scorrimento”, ma di certo i combattimenti non saranno l’unico elemento su cui i programmatori hanno posto l’attenzione. Ad ogni modo, le lotte avranno una grande importanza e Catwoman potrà gestire gli scontri in modo molto particolare: la sua capacità di saltare sui muri e la sua velocità le permettono di “giocare” con i nemici prima di metterli al tappeto. Una possibilità intrigante, che merita di essere tradotta in pratica nel migliore dei modi.

Electronic Arts ha anche pensato a come utilizzare nel gioco i sensi super-sviluppati del personaggio, e sembra abbia optato per una soluzione molto simile a quella vista in X-Men 2 – La vendetta di Wolverine. Chi ha giocato con il tie-in in questione sa bene che il personaggio disponeva della capacità di “sentire” l’ambientazione in modo da sapere che percorso avevano fatto i propri nemici. Si tratta di un’idea di valore, che ben gestita può davvero conferire a questa produzione un certo spessore.

Allergia al pelo di gatto

La sinergia tra film e gioco depone a favore di Catwoman, e non ci sono dubbi che questa strada sia sempre da seguire, quando possibile. Il problema dello scarso appeal del personaggio, praticamente sconosciuto in Italia e di secondo piano rispetto ai super eroi classici, dovrebbe essere aggirato grazie all’uscita del film, che farà naturalmente da apripista al gioco. I possessori di GameCube, comunque, non si faranno troppi problemi: un action game di qualità è sempre ben accetto, indipendentemente dal costume che indossa il proprio alter-ego mentre mena le mani…

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Patience Philips lavora come graphic designer presso la Hedare Beauty, un’enorme azienda produttrice di cosmetici. Alla sua vita piena di rimpianti si aggiunge un ulteriore scossone: Patience scopre, per caso, qualcosa di cui nessuno dovrebbe essere a conoscenza. Il mistero riguarda il nuovo prodotto della Hedare Beauty, che promette di rivoluzionare il settore delle creme anti-età… I responsabili del progetto non possono lasciar trapelare delle notizie che potrebbero rovinare gli affari della compagnia, e così uccidono Patience. Ma alla ragazza succede qualcosa di strano: un gatto egiziano compie una sorta di rito attorno al suo corpo e le restituisce la vita. Di più, Patience scopre di possedere le doti di un gatto: sensi estremamente sviluppati uniti a un’agilità sovrumana. Inutile dire che il suo primo pensiero è la vendetta…

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