Conferenza Capcom E3 2005  0

Di seguito trovate un resoconto della conferenza pre-E3 di Capcom e una carrellata sugli hands on di alcuni dei titoli presentati dalla software house giapponese. Per quanto riguarda i prodotti di punta della line-up, ovvero Okami, Killer 7 ed Onimusha: Dawn of Dreams, aspettatevi degli articoli ad-hoc nelle prossime ore.

I giochi

Immediatamente dopo la conferenza, tutti i giornalisti in sala sono stati invitati a testare i titoli console presenti: ecco un resoconto dei nostri test sui giochi.

Without Warning (PS2/XBOX)

Sviluppato da Circle Studios, team dei fratelli Smith nel quale militano numerosi ex membri di Core Desig, Without Warning è un action game in terza persona la cui storia ruota attorno alla presa da parte di un gruppo terrorista di uno stabilimento chimico statunitense. L’aspetto interessante del titolo è che questo scenario viene descritto da sei diversi punti di vista, corrispondenti agli altrettanti personaggi che l’utente si troverò a comandare nel corso del gioco. Pur non incontrandosi mai per tutta la durata dell’avventura, inoltre, i sei eroi di Without Warning (tre militari e tre civili) si influenzano reciprocamente tramite le azioni compiute. Pad alla mano, il titolo Circle Studios dimostra potenzialità più che discrete, offrendo un gameplay apparentemente curato e ben differenziato (i personaggi hanno particolari abilità che rendono più variegata la struttura di gioco) e un sistema di controllo all’altezza. Graficamente Without Warning si difende assai bene, nonostante la versione PS2 soffrisse di un frame rate non propriamente stabile. Comunque un titolo da tenere d’occhio, in attesa dell’uscita prevista per il prossimo inverno.

Darkwatch (PS2/XBOX)

Passato dalle mani di Sammy a quelle di Capcom, Darkwatch è un FPS caratterizzato da una particolare ambientazione horror-western e da un ritmo di gioco assai veloce e frenetico. La nostra prova sul campo ha confermato per larga parte le buone qualità che il titolo sviluppato da High Moon Studios faceva intuire, principalmente legate all’assoluta preponderanza dell’azione sparatoria pura e semplice all’interno dell’economia di gioco. Lasciando da parte elaborate componenti esplorative o puzzle, Darkwatch offre scenari stracolmi di nemici (peraltro dotati di un IA forse volutamente non troppo brillante) rigorosamente da eliminare a colpi d’arma da fuoco. Testato su Xbox, Darkwatch si è dimostrato dunque un titolo divertente, fornito di un sistema di controllo preciso, i cui unici limiti visibili sono apparsi legati ad una possibile ripetitività di fondo dell’azione e dello scenario e ad una realizzazione grafica non propriamente eccezionale. In uscita ad Agosto, Darkwatch sembra un FPS capace di riuscire a farsi spazio all’interno di un genere altamente competitivo.

Devil Kings (PS2/XBOX)

Uno tra i titoli forse meno interessanti della conferenza, Devil Kings non è altro che la risposta di Capcom alla saga di Dinasty Warriors di Koei. Tipico brawl-game dall’ambientazione militaresco-feudale, Devil Kings si distingue dal proprio diretto ispiratore per la possibilità data ai protagonisti di utilizzare pittoresche armi da fuoco e di lanciarsi in spettacolari mosse speciali ed attacchi magici. A parte questo, però, nulla di nuovo sotto il sole: ci si trova dunque di fronte ai classici grandi –e nebbiosi- scenari aperti, stracolmi di nemici da falciare, col compito di sconfiggere l’esercito nemico e allo stesso tempo di salvaguardare la sopravvivenza dei propri compagni. Insomma, niente di nuovo od originale sotto al sole, nemmeno per quanto riguarda la realizzazione tecnica, che appare discreta e nulla più.

Final Fight: Streetwise (PS2/XBOX)

Tra le stazioni di gioco Capcom c’era anche la possibilità di provare questa sorta di revival della storica saga di beat’em up a scorrimento. Presentato in una discreta veste grafica 3D (salvo alcune animazioni davvero troppo legnose), Final Fight: Streetwise sembra offrire un interessante connubio di classico gameplay story-driven misto a sotto-missioni effettuabili conversando con alcuni NPC che popolano lo scenario di gioco. Il cuore del gioco, com’è giusto, è comunque sempre rappresentato dalle scazzottate, che il nostro test ha scoperto essere piuttosto divertenti e anche per quanto possibile elaborate: tra due diversi tipi di attacco (leggero e forte), prese, armi e colpi speciali, insomma, c’è abbastanza carne al fuoco per coloro che rimpiangono un genere ormai quasi dimenticato.

Beat Down (PS2/XBOX)

Beat Down è un gioco dalle premesse estremamente interessanti, presentandosi come un connubio tra un action game free-roaming ed un picchiaduro ad incontri. All’interno di uno scenario urbano, l’utente ha la possibilità di scegliere se interagire amichevolmente con gli NPC oppure aggredirli per spaventarli, derubarli o convincerli ad ingrossare le fila del proprio personale gruppo di teppisti. La versione presentata da Capcom, evidentemente incompleta, denotava però diversi problemi di telecamera, un sistema di controllo imperfetto ed alcuni piccoli bug che ne pregiudicavano piuttosto pesantemente la qualità globale. Problemi di “maturità” a parte, Beat Down presenta una cosmesi più che discreta, specialmente per quanto riguarda la modellazione dei personaggi. Insomma, la formula di gioco e il comparto tecnico appaiono assolutamente validi, ma per poter offrire un titolo di successo Capcom deve necessariamente lavorare per correggerne i lampanti difetti.

La conferenza

All’interno della splendida cornice del Westin Bonaventure Hotel di Los Angeles, si è svolta la conferenza di Capcom per la presentazione alla stampa dei propri titoli che popoleranno lo stand della software house giapponese nei prossimi giorni di fiera. Una sala conferenze gremita ha accolto con moderato ma genuino entusiasmo l’annuncio da parte del classico spokesman di turno di una carrellata di video delle nuove proposte Capcom, accompagnate dalle dichiarazioni live dei relativi producer. Ha aperto le danze il trailer di uno tra i titoli più deboli della line-up, ovvero Devil Kings, di cui potete trovare un hands-on nelle pagine seguenti. Dopo qualche classico commento di circostanza ed una certa freddezza da parte degli astanti, la palla è passata ad Atsushi Inaba, presidente e CEO di Clover Studios: saluti di circostanza e subito il primo video, relativo allo splendido Okami, che ha confermato l’eccezionale caratura tecnico-artistica della propria cosmesi ed ha mostrato nuove, interessanti meccaniche di gioco. Soffermandosi sul proprio prodotto, Inaba ha rimarcato come il tema portante di Okami sia la Natura ed il suo rifiorire a seguito delle azioni del protagonista del gioco, ed ha nuovamente dichiarato l’ispirazione per quanto riguarda la grafica del titolo ai dipinti della tradizione nipponica. Chiuso il discorso relativo ad Okami, la conferenza è proseguita con un video di Viewtiful Joe Battle, in uscita per PSP, un interessante spin-off della serie apparentemente assimilabile come meccaniche di gioco a Smash Bros. Melee di Nintendo. Inaba ha innanzitutto sottolineato il supporto del multiplayer per quattro giocatori, ed ha poi continuato spiegando come il prodotto sia stato concepito sia per soddisfare la voglia degli sviluppatori di inserire Joe in un diverso contesto beat’em up, sia per preciso volere di Capcom di espandere il franchise della serie. Il filmato ha comunque mostrato elementi sfiziosi, con combattimenti frenetici arricchiti dai tipici VFX powers, che sembrano sposarsi bene con la nuova formula ad incontri. Accolti i meritati applausi, Inaba ha lasciato il posto a Tsuyoshi Tanaka, che ha presentato il trailer dell’inedito Monster Hunter Portable per PSP: nonostante il gioco versi ancora in una fase piuttosto arretrata dello sviluppo, la conversione è parsa decisamente fedele all’originale incarnazione per PS2, compresa l’importantissima modalità multiplayer che anche in questo caso dovrebbe permettere a quattro giocatori di sfidarsi contemporaneamente. La presentazione è proseguita poi con la non entusiasmante versione di Street Fighter Alpha 3 per PSP, che promette network gaming, una nuova modalità battle e un paio di personaggi inediti. Sono poi venuti l’annuncio della pubblicazione da parte di Capcom del redivivo Darkwatch, seguito da un trailer, e il tanto atteso primo filmato della versione PS2 di Resident Evil 4: per quanto possa valere, il video ha mostrato buone cose sotto il profilo cosmetico, con le uniche visibili differenze rispetto all’incarnazione GC relative alla qualità delle texture e al numero di poligoni dei fondali. La presenza all’interno del trailer di sequenze inedite con protagonista Ada Wong lasciano poi pensare ad una speciale aggiunta in questo senso per gli utenti Sony. In chiusura, è stato chiamato poi sul palco Kenji Inafune, che ha dapprima confermato il supporto di Capcom a tutte le next generation console ed ha poi presentato un video relativo ad un inedito titolo per Xbox360, chiamato Dead Rising. Come ha in seguito illustrato Inafune, protagonista del gioco è un giornalista alla ricerca dello scoop che finisce bloccato –non si sa precisamente come- all’interno di un centro commerciale di una città infestata da zombie. Dead Rising si basa su un interessante dualismo di fondo, ovvero sulla necessità da parte del nostro di sopravvivere e sulla sua stessa voglia di portare a casa lo scoop della vita. Per questo motivo, il gioco vero e proprio si divide in due fasi: una puramente action, nella quale bisogna fare fuori zombie sfruttando ogni singolo oggetto disponibile all’interno del centro commerciale (mazze, martelli, manichini, motoseghe e perfino tagliaerba) ed un’altra dove, armati di macchina fotografica, è necessario scattare immagini utili alla propria causa giornalistica. Inafune ha poi voluto sottolineare come all’interno di una produzione evidentemente intrisa di humour nero vi sia anche un elemento drammatico, costituito dagli scontri tra esseri umani che, invece di aiutarsi in una situazione di crisi, si mettono gli uni contro gli altri. Insomma, Dead Rising sembra avere delle premesse decisamente interessanti, per quanto il video mostrato non fosse propriamente spettacolare dal punto di vista grafico, anzi: se si escludono alcune sequenze d’impatto caratterizzate dalle presenza contemporanea su schermo di un numero mastodontico di personaggi, Dead Rising non sembra esattamente il prodotto più indicato per dimostrare le potenzialità di Xbox360. E questo nonostante Inafune non abbia lesinato commenti circa la bontà dell’hardware Microsoft.