Conflict: Denied Ops - Provato  2

Anno nuovo, Conflict nuovo, ma speranze zero di trovare qualcosa di diverso... Ci dobbiamo preparare alla solita minestra riscaldata?

Chi la vuole calda?

La versione che abbiamo potuto provare (per pochissimo tempo, vedi sfogo-box qui vicino), era sostanzialmente il gioco completo, già addirittura doppiato in italiano: questo significa che siamo riusciti a affrontare, non senza qualche difficoltà, quella che dovrebbe essere la versione da scaffale (in gergo, retail) che arriverà a fine Febbraio.
Ma vediamo di andare con un certo ordine, che sennò ci licenziano in tronco, specialmente adesso che siamo sotto la guida del minaccioso Tanzen...
Conflict: Denied Ops è un gioco d’azione: non è possibile qualificarlo come un normale sparatutto, perché in fin dei conti sarete chiamati a coordinarvi con l’altro membro della vostra squadra (qui ridotta drasticamente a solo due elementi contro i 4 degli altri capitoli), avendo quindi cura di gestire la sua posizione e di impartirgli dei semplici ordini.
L’intero gameplay si basa proprio su questo: scegliete con quale personaggio volete affrontare la missione (potrete comunque passare dall’uno all’altro in un qualunque momento), aspettate il caricamento della mappa e completate tutti gli obiettivi che il comando vi assegna.
Meccaniche quindi decisamente spensierate, che non vi richiederanno raffinate tattiche di copertura alla Rainbow Six, ma neanche approcci troppo diretti alla Serious Sam: se cercata azione senza la contropartita di affaticare i vostri neuroni, probabilmente l’avete trovata.

Oscuri Presagi

La preview code fornita da Eidos ci è, tuttavia, parsa piuttosto incompleta, specialmente sotto il profilo della grafica, che si è mostrata ricca di tanti alti e bassi: rientrano tra gli alti la realizzazione di alcuni ambienti, l’effetto di abbagliamento della neve (niente HDR, solo semplice Bloom), i modelli dei due protagonisti e il render delle esplosioni, che distorcono in maniera convincente l’immagine circostante.
Per converso, i punti negativi sono parecchi: i modelli dei nemici sono decisamente ripetitivi, e più di una volta vi ritroverete a massacrare una serie infinita di parti gemellari; vi capiterà di imbattervi al cospetto di textures a bassa risoluzione, che abbassano notevolmente il vostro giudizio finale sulla bontà della grafica, lasciandovi la sensazione di un lavoro incompleto.
Sappiamo tutti però, che la grafica non conta (quasi) nulla, ma anche sotto il profilo del gameplay siamo rimasti piuttosto perplessi: benché gli obiettivi assegnati siano piuttosto vari e talvolta venga offerta la possibilità di opzione tra l’approccio furtivo e quello “adesso faccio un’ecatombe”, troppo spesse le mappe si riducono a delle arena di scontro, dove dovrete giostrarvi tra ripari e coperture, collegate tra loro da dei lunghi corridoi; il che si traduce, inevitabilmente, in una grossa riduzione della libertà d’approccio che, specialmente in un titolo simil-tattico come questo Denied Ops, non avrebbe certo guastato.

La varietà dell’azione non viene salvata neanche dalla possibilità di impersonare il vostro compagno, con lo stesso QI di un comodino, che vi obbligherà a rischiose sortite per salvargli la pelle.

Oscuri Presagi

Peggiora la situazione un’Intelligenza Artificiale ancora acerba, che benché sia piuttosto letale, non è in grado di sfruttare l’ambiente circostante: quando arriverete ad un game over (e vi assicuriamo capiterà di frequente), sarà perché probabilmente avete osato troppo, presi generalmente dalla voglia di terminare la missione quanto prima per passare alla successiva.
La varietà dell’azione non viene salvata neanche dalla possibilità di impersonare il vostro compagno, con lo stesso QI di un comodino, che vi obbligherà a rischiose sortite per salvargli la pelle: non che la sua vita ci stia particolarmente a cuore, o che ci torni particolarmente utile durante le missioni, ma se non lo rianimerete prima dello scadere di un piccolotimer, vi toccherà riprendere dall'ultimo checkpoint.
Nota positiva per gli hardcore gamers: niente quicksave, ma solo checkpoint posizionati in maniera decisamente sapiente per evitare di rendere oltremodo semplice un'esperienza di gioco già abbastanza sciolta.

Sentenza ai Posteri

Non tutto da buttare però: Denied Ops, sostanzialmente, sembra divertente e il carisma dei due personaggi, che per inciso non si sopportano, rende decisamente piacevole quella che ci è parsa essere una trama assolutamente classica: la sempreverde minaccia nucleare terroristica, ad opera di riottosi ribelli russi (esercizio di stile: infila tre R consecutive).
Mezza delusione anche per la tanto decantata distruttibilità degli ambienti: a differenza di quanto accade con CoD 4, solo alcuni elementi dell’ambiente possono essere frantumati coi colpi della vostra arma da fuoco e generalmente sono messi in bella vista da parte degli sviluppatori, sotto forma di compensati (un castello medievale costruito col trucialato?) o casse di legno di generose dimensioni.
Sinceramente, dai comunicati stampa, ci si aspettava qualcosa di più da questo Denied Ops, ma trattandosi di una versione (almeno ufficialmente) in lavorazione, è ancora troppo presto per scrivere un verdetto, anche se il rischio delusione è veramente concreto…

Licenza, quanto ti odio

La vita del redattore non è tutta rosa e fiori... Giocare in anteprima ad un titolo, alle volte, implica sacrificare anima, corpo, impegni, vita sociale e tempo per un semplice capriccio degli sviluppatori.
Ed ecco che, quella che doveva essere una semplice preview in 7 comodi giorni, si è trasformata in una massacrante ed accanita sessione di gioco per sviscerare un titolo in 24 ore, sotto l'incessante ansia di una licenza giornaliera.
Ma è vita questa?
Sostieni anche tu l'iniziativa "Adotta un redattore in difficoltà", inviando generose donazioni a Multiplayer.it o, meglio ancora, direttamente all'autore di questo pezzo.

Conflict: Denied Ops sarà disponibile per PC, PlayStation 3 e Xbox 360.
La versione testata è quella per PC.

La saga Conflict ha da sempre ricevuto quel naturale imprinting d’azione misto a qualche velleità di tattica che ben ha allontanato la saga di Denied Ops dalla velleità di essere rivoluzionaria: molti lo definiscono come uno di quei giochi dalla mediocrità assoluta, un mix da tanti elementi scontati e ripetitivi, ma che in fin dei conti divertono e che riescono a catturare la nostra attenzione.
Ci dobbiamo aspettare qualcosa di diverso oppure restiamo legati ai cari e vecchi sapori di una volta?