DamnationDamnation - Provato 

Abbiamo provato Damnation, insolito sparatutto dallo stile steampunk che strizza l'occhio al pluripremiato Gears of War, offrendo anche degli interessanti spunti platform.

Dannazione!

L’anima di Damnation è quella di uno sparatutto in terza persona che fa della libertà di movimento uno dei suoi tratti più caratteristici. Accanto alla solita e immancabile dose d’azione, dove dovremo pensare solo a riempire di piombo i nostri avversari, si affiancherà una realizzazione delle aree che presenta uno sviluppo delle strutture prettamente verticale così da rendere meno monotona e banale l’esplorazione. Il gameplay di Damnation infatti è caratterizzato da una doppia facciata: una shooter, dalla poca personalità, che lo fa apparire come un “Gears senza le coperture” - il senso di dejà vu è tale che inizialmente si sente l’istinto di fare una ricarica attiva - e l’altra prettamente platform, indispensabile da padroneggiare per poter avanzare alle aree successive.

il gameplay di Damnation è caratterizzato da una doppia facciata

Dannazione!

La routine di Damnation è bene o male sempre quella di dover ripulire l’area dalla presenza nemica come priorità per poi esibirsi in azioni funamboliche nel raggiungere i passaggi più impensabili e apparentemente inaccessibili. Il level design permette di salire sui tetti di ogni struttura incontrata offrendo al giocatore una libertà di approccio totale alla scalata. Quello che lascia perplessi è il fatto che in cima alle nostre fatiche non si troverà mai alcun oggetto, arma o ricompensa, così che tanta libertà finisce solo per disorientare il giocatore dall’individuazione della via da seguire per avanzare nel gioco e spesso sarà necessario ricorrere alla telecamera per riuscire a scovare quella sporgenza nascosta indispensabile per poter proseguire. Altre volte gli scontri tenderanno a protrarsi all’infinito causa un respawn continuo degli avversari interrotto solo al raggiungimento di un determinato punto della mappa, in queste situazioni la priorità del giocatore sarà quella di riuscire a trovare la strada giusta il prima possibile per evitare che la situazione possa degenerare in uno scontro troppo caotico che non permette più alcun tentativo di esplorazione. Da segnalare anche la “visione spirituale”: un’abilità del protagonista che funziona in tutto e per tutto come un avanzato visore termico che permette un’immediata localizzazione dei nemici.
Rimane qualche dubbio sulla curiosa scelta degli sviluppatori di permettere la ricarica delle armi esclusivamente in fase di puntamento, e solo dopo averle sguainate, in questo modo non è possibile ottimizzare i tempi facendolo mentre si sta correndo e costringe il personaggio a muoversi lentamente anche in quelle fasi in cui è indifeso durante il cambio del caricatore, francamente pare una soluzione poco felice che continua a risultare scomoda anche dopo aver effettuato diverse ricariche.

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Easy Rider

A spezzare la routine da “ammazza e arrampicati” ci pensano alcune sessioni di guida. Nella nostra prova abbiamo potuto affrontare un tratto in moto dove noi guidavamo il mezzo e un compagno comandato dalla CPU si dedicava a sparare in automatico. Questa sessione è quella che più di tutte ci è parsa soffrire di difetti e necessitare di un drastico miglioramento. La fisica del mezzo è molto incerta, la moto pare non avere alcun peso o attrito sul terreno e spesso ci si ritrova a correre per le pareti indipendentemente dalla spinta del mezzo. Inoltre la funzione omicida del compagno centauro è tutt’altro che indispensabile vista la rapidità con cui si superano le (spoglie) aree presidiate dai nemici. La sensazione che ci ha dato questa folle corsa è più quella di un espediente utile per unire due aree di gioco distanti tra loro piuttosto che quella di una valida e meritevole alternativa al gameplay base del gioco.

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Qualche bug di troppo

La versione di Damnation su cui abbiamo effettuato la nostra prova è lungi dall’essere quella definitiva, cosa intuibile dalla poca pulizia del codice e da una serie di elementi grafici temporanei che indicano i punti in cui, verosimilmente, interverranno le cutscene nella versione finale, del tutto assenti al momento. Cosa che ci impedisce di farci un'idea della qualità della narrazione, soprattutto visto che l'ambientazione è comunque interessante. Al di là di queste osservazioni, abbiamo potuto apprezzare le ottime animazioni del personaggio nelle fasi di arrampicamento che trasmettono un piacevole senso di dinamicità dell’azione e anche le texture offrono una resa complessiva piacevole, anche se non mantengono gli stessi standard di definizione a un’osservazione molto ravvicinata.
In definitiva non possiamo certo considerare questa una prova negativa, gli spunti interessanti non mancano insieme però alla sensazione di avere tra le mani un prodotto ancora troppo acerbo, da cui i dubbi riguardo alle possibilità di Blue Omega Entertainment nel poter rispettare il lancio programmato per Dicembre. Continueremo a seguire da vicino lo sviluppo di Damnation, speranzosi che possa godere nel frattempo di una forte e necessaria ottimizzazione.

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