Dawn of Magic - Hands On  0

In questo caldo mese di Gennaio un bell'action RPG a tema fantasy ci voleva proprio.

Cose interessanti

Ma prima di partire in quarta diamo un’occhiata alle fasi preliminari del gioco. Il personaggio non va creato ma selezionato tra una rosa di quattro. A parte l’originalità di alcuni (la vecchia dal fisico piazzato e dai capelli verdi è da vedere), a differenziarli è la diversa disposizione dei punti tra le diverse caratteristiche: c’è un personaggio più orientato verso la magia (+intelligenza), uno più orientato al combattimento corpo a corpo (+forza) uno più resistente (+vitalità) e uno con valori identici in tutte e tre le voci. Selezionato il mago occhialuto (una specie di Harry Potter cresciuto, mal nutrito e mal vestito) facciamo partire il tutorial che, rivelandosi piuttosto completo, consente di venire a conoscenza di tutte le meccaniche di gioco (quelle base e quelle avanzate) e fa capire che un po’ di profondità in più rispetto al capostipite di mamma Blizzard (ma anche rispetto a fratellini più recenti come Titan Quest) c’è, ma fa capire anche che ci sono alcuni problemi che saranno confermati durante le fasi più concitate.

Cose preziose

Il gioco si svolge su mappe più o meno grandi, che andranno esplorate e in cui dovremo svolgere le quest di rito ottenibili parlando con i vari PNG distribuiti nelle varie locazioni. All’inizio saremo soltanto uno studente, appena uscito da un’accademia di magia, che deve svolgere un po’ di lavoretti per i suoi superiori. Ovviamente la trama si svelerà andando avanti nel gioco, rivelando un intreccio più complesso e interessante, anche se non trascendentale. Il sistema di controllo è dei più classici, con il mouse che serve per controllare il personaggio e le selezioni, e la tastiera che consente di accedere velocemente ai vari sottomenù. Ovviamente, come tradizione vuole, sarà possibile assegnare abilità ai tasti del mouse e a una quickbar. Questo per non dover ogni volta accedere al libro degli incantesimi o a quello delle skill. Proprio in questo si notano le prime differenze rispetto ai canoni: in onore alla sua natura RPG, Dawn of Magic (conosciuto anche come Blood Magic) consente di sviluppare delle skill utili per azioni quali il commerciare, il crafting, l’alchimia e altre. La più interessante è sicuramente il Dark Portal: un teletrasporto rapido che permette di spostarsi per le aree visibili della mappa con la semplice pressione del tasto destro del mouse; basterà infatti portare il puntatore sulla zona che si vuole raggiungere e, se si ha abbastanza mana, il viaggio sarà immediato. Questo rende parecchio interessante l’esplorazione, visto che permette di raggiungere con una certa agilità aree apparentemente inaccessibili, creando situazioni inedite piuttosto divertenti (ad esempio si può utilizzare il Dark Portal negli inseguimenti o per ritirarsi da un combattimento che sta volgendo al peggio).

Cose preziose

Altra piccola innovazione riguarda la crescita del personaggio. Il sistema è simile a quello classico: uccidendo mostri e svolgendo quest si ottengono punti esperienza che, raggiunto un certo cap, consentono di passare di livello. Ad essere diversa è la suddivisione dei livelli che prevede delle fasi intermedie di crescita. Facciamo un esempio: dopo il livello 2, normalmente, c’è il livello tre. In Dawn of Magic, invece, sono presenti anche i livelli 2+, 2++, 2+++. Ad ognuna di queste frazioni di livello corrisponde l’assegnazione di punti per le diverse aree di crescita del personaggio. Ad esempio arrivando al livello 2+ verranno dati punti per le skill, ma non per le magie, mentre le caratteristiche potranno essere aumentate soltato quando si sarà completato il passaggio di livello… e così via. Diciamo che il sistema rimane sempre lo stesso, ma lo si è diluito in modo da renderlo più presente nel gioco, richiamando, quindi, spesso il giocatore alla necessità di gestire la crescita del suo avatar.

Cose irritanti

Ma torniamo al gioco vero e proprio, notando il primo, grosso, difetto: il bilanciamento della difficoltà. Beh, da quello che sembra non è stato fatto un grosso lavoro in tal senso. Il modo per verificarlo ci è capitato nelle primissime fasi dell’avventura. Creato il personaggio e scelte le tre scuole di magia in cui specializzarlo (da una rosa di nove divisa in gruppi di tre), abbiamo ottenuto dal rettore della scuola la nostra prima missione, necessaria per poter lasciare l’ovile e avventurarsi nel vasto mondo: uccidere 10 scorpioni, sparsi nella foresta intorno alla scuola, prima di un gruppo di studenti che stanno facendo pratica con la magia.

Dawn of Magic stupisce per la quantità di cose da fare e di magie da provare

Cose irritanti

Ora, essendo la prima missione uno si aspetterebbe degli studenti brocchi e una difficoltà minima. Purtroppo gli sviluppatori devono avere un concetto un po’ distorto di “missione semplice” (sono le parole del rettore della scuola, il nostro quest giver, per dirla alla WoWwara) e, invece di trovare la strada spianata verso la vittoria, ci siamo trovati di fronte a difficoltà immani degne di una missione di fine gioco; gli studenti sono velocissimi e abili nell’uso della magia, oltretutto barano continuamente teletrasportandosi a distanze impensabili per il nostro personaggio, anche allargando completamente l’inquadratura! Il risultato ottenuto è stato una serie infinita di fallimenti. Presi dalla disperazione, abbiamo abbandonato il personaggio appena creato (che intanto aveva raggiunto il terzo livello ++) e ne abbiamo generato uno completamente nuovo scegliendo incantesimi più appropriati alla missione (le palle di fuoco sono potenti, ma i nemici sono veloci e le schivano agilmente, oltre al fatto che gli altri studenti utilizzano incantesimi ad effetto immediato, battendoci sempre sul tempo).
Il risultato del cambio di personaggio è stato… che il rettore ci ha dato un’altra missione, questa volta veramente semplice (raccogliere 10 uova nella foresta in mezz’ora, per preparare un antidoto contro un potente veleno che sta uccidendo uno studente). Ovviamente l’abbiamo completata senza alcuna difficoltà… Non abbiamo raccontato questa “disavventura” per puro gusto narrativo (ci sono storie ben più divertenti, insomma), ma per mettere in luce un difetto che abbiamo riscontrato molte altre volte: alcune quest sono inusitatamente difficili, mentre altre sono di una facilità quasi ridicola, e non è detto che le prime vadano affrontate dopo le seconde.
Altro difetto piuttosto evidente, che si spera venga corretto da qualche patch, è la cattiva gestione dei bersagli… il tasto c’è, ma funziona male… cosa che rende piuttosto ostico riuscire a mirare ai nemici con precisione, necessità impellente soprattutto se si è scarsini nel corpo a corpo.

Cose irritanti

Per il resto possiamo dire che, seguendo la strada di Sacred, Dawn of Magic stupisce per la quantità di cose da fare, di magie da provare, di PNG con cui parlare, di combinazioni possibili per armi e oggetti… insomma, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco, la gestione dell’inventario diventa un gioco a se.

Cose e basta

Ma già vi vedo sbavanti e ululanti perché non è stata affrontata per nulla la questione “grafica” (del sonoro non importa niente a nessuno, poverino, e viene citato soltanto quando dalle casse escono sgommate di trattore piuttosto che musica “evocativa”... che volete farci, la musica o è evocativa o non esiste...) La domanda, che voi cultori dello SLI estremo in latex vi state ponendo dalle prime righe dell’articolo, sicuramente è: riuscirà questo gioco a spremere il computer che ho pagato 6000€? Ovvero, il mio quad core riuscirà a percepire la sua presenza o gli passerà dentro come l’acqua passa in un ruscello? Forse sarebbe ora che certe sezioni le facessimo scrivere al task manager o agli sviluppatori del 3D Mark. Comunque no, Dawn of Magic non è tecnicamente all’avanguardia. Diciamo che il motore grafico svolge il suo sporco lavoro, ma non presenta nulla di eclatante: i modelli tridimensionali sono appena passabili, gli effetti speciali e i colori ultravivaci ci sono, soprattutto associati alle magie, e gli shader usati sono i 2.0. Forse poteva essere fatto qualcosa in più riguardo la pulizia dell’immagine, visto che spesso i nemici si confondono con lo scenario, costringendo ad alzare al massimo la trasparenza degli oggetti in primo piano. Ma che volete farci, sono cose che capitano se si ricerca la bellezza visiva più che la funzionalità.

Cose e basta

Insomma, tirando le somme, non possiamo che rimandare il giudizio definitivo alla recensione, per verificare se, nel frattempo, si sia posto rimedio ad alcuni dei difetti elencati. Le potenzialità ci sono e, forse, con un beta testing più approfondito, potrebbero portare ad avere un ottimo gioco, con molte feature in più rispetto ai concorrenti più blasonati.

Cose interessanti

“Un action GDR proveniente dalla Russia?” mi sono detto mentre un Pierpaolo in preda a macintoshiane visioni, dopo aver saputo del prezzo di Vista sul mercato europeo, delirava della venuta della sacra mela che purificherà i desktop di tutti gli utenti Windows. Ma ora indossiamo la terza persona (la prima la lascio per qualche parentesi). Prima di continuare va fatta una premessa: la versione del gioco in nostro possesso è da considerarsi preview, ma sostanzialmente si tratta della versione completa, solo con il parlato in una lingua dell’est europeo (presumo Russo, ma non ci metterei il Rubbini sul fuoco) e i sottotitoli in Inglese. Questo per dire che durante il corso dell’articolo ci azzarderemo a dare qualche giudizio preliminare più circostanziato rispetto a quelli che, normalmente, spettano alle anteprime. Infilato il DVD del gioco nel lettore, installatolo e superata la rognosa Starforce, protezione che rende difficoltoso a noi poveri redattori lo svolgimento del lavoro, abbiamo avviato il gioco e… è Diablo. Vabbé, non saltiamo a conclusioni affrettate. Rispetto alla solita formula ci sono alcune novità abbastanza interessanti, come la presenza delle skill distinte dalle magie, come l’aggiunta dei tatuaggi (che servono a migliorare alcuni aspetti del personaggio) e come la possibilità di potenziare le armi fondendole con delle rune (sistema assimilabile a quello piuttosto comune delle gemme da piazzare negli incavi degli oggetti… se non fosse per il fatto che le rune possono essere combinate seguendo delle ricette, in modo da ottenere effetti devastanti).