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Pay per play. Tre paroline magiche che, a giudicare dai recenti eventi, saranno sempre più presenti nella vita degli utenti console. Chi videogioca su Pc è già più che abituato a versare la sua quota per partecipare attivamente alla vita del suo MMORPG preferito, la mia carta di credito ad esempio viene ancora oggi decurtata mensilmente dei 9.95 dollari necessari per giocare a Ultima Online. Non ci gioco praticamente più, ma sono talmente affezionato al mio account che non sopporterei l'idea di vederlo sparire per sempre dalla rete.

Ma per chi gioca su console non è così, non è abituato a pagare per giocare, e il passaggio al nuovo sistema forse non sarà così immediato e indolore come tutti al momento sono propensi a credere. E non solo per i prezzi, comunque in linea con quelli dei giochi online per Pc. Il rischio maggiore, che forse al momento molti sviluppatori stanno sottovalutando, è che il mercato venga saturato troppo in fretta e non riesca a sostenere tutti i giochi a pagamento che verranno lanciati. Già è dura per il mercato sostenere tre console, figuriamoci sostenere molteplici giochi online a pagamento per più piattaforme. Su PlayStation 2 sono già in commercio Final Fantasy XI e, da poco, Everquest Online Adventures. Per Xbox presto vedremo sugli scaffali dei negozi Phantasy Star Online (disponibile anche per Cube) e, prima di fine anno, True Fantasy Live Online. E il vero boom deve ancora arrivare: sulle piattaforme Sony e Microsoft arriverà un colosso come Star Wars Galaxies, e Dio solo sa cosa succederà quando i coreani prenderanno pienamente coscienza delle capacità online delle console.
Ci sarà spazio per tutti al banchetto del pay per play? Sarei felice di essere smentito, ma credo proprio di no.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console

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