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Diario del Capitano

Oggi parliamo di cabinati.
Purtroppo negli ultimi anni, complice la pesante crisi del settore e i guai finanziari di Sega, da sempre in pole position nella produzione di macchine arcade, il livello dei cabinati da sala è calato enormemente. Non tanto sotto il profilo hardware, sempre all'avanguardia, quanto su quello software: la qualità dei giochi proposti nei cabinati più spettacolari, ahimè, è scesa notevolmente, tanto da diventare meramente accessoria all'attrazione principale, ovvero il cabinato in sè. Certo la tendenza a proporre giochi di basso livello in cabinati spettacolari c'è sempre stata, ma mai si è arrivati agli infimi livelli di questi ultimi tempi: occorre forse risalire fino a F355 Challenge di Sega, uscito in sala parecchi anni or sono, per trovare cotanto gioco in cotanto cabinato, e ben lontani sono i tempi di Virtua Racing, Daytona o Ridge Racer. Ma toccato il fondo o si continua a scavare o, inevitabilmente, si risale. I segnali, fortunatamente, sono positivi: il nuovo F-Zero, sviluppato da Sega con il benestare di Nintendo, sembra essere tutto quello che per anni abbiamo desiderato. Luci colorate, sedile anatomico mobile azionato da pistoni, megaschermo ad altissima risoluzione, casse di potenza adeguata, un enorme pulsantone in mezzo alla cloche di comando per azionare il turbo. E, soprattutto, un gioco di corse che ci fa venire voglia di fiondarci immediatamente in sala giochi.

Il connubio Nintendo-Sega con Triforce è da salutarsi con estremo favore. Speriamo porti risultati altrettanto felici la collaborazione con Namco su StarFox Armada.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console

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