Diario del CapitanoDiario del Capitano 

Diario del Capitano

Diario ricco quello odierno, di spunti e ringraziamenti. Parto con i ringraziamenti e poi arrivo agli spunti.
Questa settimana c'è stato un grande avvicendamento: il testimone della conduzione editoriale PC di Multiplayer.it è passato da Paolo Matrascia a Max Monti. E' doveroso per me ringraziare con tutto il cuore Paolo per il suo impegno di questi mesi. Un impegno non facile, considerando la fossa dei leoni in cui si è lanciato. Ma la sua voglia cristallina e il suo grande cuore hanno fatto il resto. Questo vale a Paolo non solo i miei omaggi, ma anche la mia insistenza nel fargli continuare l'attività all'interno dell'Area Premium, per la quale continuerà a sfornare idee pazze e coinvolgenti per gli abbonati.
Un altro ringraziamento che sa più di un in bocca al lupo va a Max Monti che è subentrato come un fulmine a Paolo. A Max va un compito gravoso e importante: quello di dimostrare che il giornalismo online non è fatto solo da "ragazzetti volenterosi" ma da professionisti, anche se si parla di videogiochi. Tutti conoscono Max per i suoi precedenti in Game Network dove è stato il Pippo Baudo del videogame per almeno un anno e mezzo. Auguri di tutto cuore per questo grande impegno!

Fatti i ringraziamenti, giungo agli spunti. Questa volta sono i fatti interni ad ispirarmi un lungo diario fatto di riflessioni su scelte fatte nei mesi scorsi. Ci sono cose che vorrei dire ma che non potrò dire, altre che vogliono dire più di quanto sembri. Purtroppo, più si è, meno si può essere schietti. Ahimè temo di cadere nella trappola del "chi striscia non inciampa". Si parte, seguitemi nel ragionamento.
Un tempo c'era internet con il concetto di tutto e gratis, tanto c'è la pubblicità. Poi è venuta la crisi e hanno chiuso in tanti. La pubblicità in effetti non era poi così tanta. Poi sono arrivati i neoguru della new-old economy: fare impresa su internet non è diverso da vendere frutta nei mercati, cambia solo il mezzo.
In mezzo a questo bailamme Multiplayer.it ha continuato a puntare dritto verso ovest, alla ricerca delle Indie. Arrivati dall'altra parte ci siamo accorti che non c'era l'India, ma l'America.
Multiplayer.it si è dunque lentamente trasformata in una testata giornalistica, al momento l'unica del settore registrata in un tribunale, con un direttore responsabile, operante esclusivamente online. Questo dovrebbe dare un segnale forte anche agli scettici. Eppure l'ignoranza dilaga ancora pesantemente e la madre degli stupidi è sempre incinta. Mi fa sorridere leggere su Panorama Web di questa settimana la descrizione con la quale viene descritto Multiplayer.it: "una risorsa importante sul panorama del multiplayer italiano". Perchè c'è un panorama multiplayer in Italia? Non lo sapevo.
Ma non divaghiamo.
Lancerò un sassolino nello stagno, farò una domanda di cui non darò la risposta: cosa succede se una rivista qualsiasi non si regge sui contributi dei suoi lettori ma sui contributi degli sponsor? E ancora, cosa succede se il settore in cui si opera è formato al più da una ventina di sponsor?
Fatte queste domande, che possono valere per qualunque realtà, io come editore ho sentito forte l'esigenza, da un anno a questa parte, di restituire il diritto della verità e il potere di decidere le sorti di una rivista ai lettori.
E' da questa considerazione che alla fine dello scorso anno è nata l'Area Premium, verso la quale convergono e convergeranno i maggiori sforzi della redazione.
Alla fine di questo periodo di transizione i lettori avranno in mano il potere di vita e di morte su Multiplayer.it, avranno il diritto di leggere la verità tempestivamente e il dovere di sostenere economicamente questa verità. Non fa nulla se stiamo parlando di videogiochi e non di fondi di investimento, il principio non cambia. Se un papà vuol fare un regalo al figlio deve poter consultare Multiplayer.it con la certezza che acquisterà un capolavoro non un bidone.
E' un mestiere difficile fare giornalismo, alle prese ogni giorno con compromessi e frustrazioni, campo di allenamento della sottile arte della diplomazia, ma se il fine ultimo è la soddisfazione del lettore, e non solo dello sponsor, è uno sforzo giustificato.
Questo non vuole essere il solito discorso populista. Vuole essere una presa di coscienza massificata. Voglio dire: non è che si faccia tutto questo solo per passione - il pane bisogna pur comprarlo - ma con passione sicuramente si. Dobbiamo riportare equilibrio nella Forza, e voi siete i cavalieri jedi. Spero di essere stato chiaro. Anche se non ne sono del tutto convinto. Maggiore chiarezza proverrà dai cambiamenti della prossima settimana.

Buona Pasqua,

Andrea Pucci, editore Multiplayer Network

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