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Diario del Capitano

Capita sempre più spesso di leggere notizie riguardanti la riconversione di titoli fra le diverse piattaforme di gioco. Il che non è di per se un male. Ma è sintomo di due fatti sufficientemente evidenti. Innanzi tutto è sintomo, insieme al proliferare di sequel e remake, di una crisi creativa di massa: le buone idee iniziano a scarseggiare, oppure le forze in gioco sono tali che non si può più rischiare con la serenità di un tempo. Ma questo è scontato, oltre ad essere sotto gli occhi di tutti.
Il secondo fatto, forse più sottile, è la mancanza di capacità di distinguere fra le diverse esigenze degli utenti. Perchè, se da un lato è vero che sempre di videogame si tratta, è altresì vero che ogni piattaforma ha una sua utenza specifica. Ho già affrontato il discorso sull'utenza in un diario precedente, quindi non mi dilungo su questo elemento. Quello che mi premeva di analizzare è la pura ergonomia, nonchè la fisionomia del giocatore. Non tanto da un punto di vista rigoroso, quanto da un punto di vista del 'feeling'.
Probabilmente è un'opinione personale, ma conoscendo giocatori e giocando in prima persona, mi sono convinto che ciascuna piattaforma di gioco ha, oltre alle peculiari caratteristiche tecniche, anche una propria filosofia, una essenza che va al di la dei numeri. E ancora una volta il paragone automobilistico ci aiuta nel dire che l'affinità con la piattaforma di gioco segue da vicino le stesse regole che ci portano a comprare un pick-up piuttosto che una spyder o una station wagon. E non si tratta solo di una questione estetica o ergonomica, ma anche della vicinanza con i generi preponderanti. E' palese per chiunque abbia giocato almeno qualche volta in vita sua che vi sono generi che trovano il loro ambiente naturale su PC, altri su console. Non voglio mettere la testa nella bocca del leone, ma sono convinto che anche fra i colleghi che giocano su console ci siano delle marcate differenze, a livello di tipologia di gioco tipica, fra le diverse piattaforme.
Il motivo di questo fenomeno ha una serie infinita di ragioni, ciascuna delle quali potrebbe essere marginale o fondamentale a seconda del punto di vista, a partire dal tipo di controllo fino ad arrivare alla postura di gioco. Non so quanto sia agevole un circle strafe, magari saltando e sparando, utilizzando un joypad, ma non credo che sia nemmeno avvicinabile alla comodità di mouse e tastiera. E' solo un esempio, e sicuramente ne esistono molti altri, ma credo cha aiuti a chiarificare il mio pensiero.
Torniamo al discorso iniziale dunque: i porting sono positivi o negativi? Dipende. Dipende da diversi parametri: innanzi tutto non è detto che un best seller su un sistema di gioco possa diventarlo anche sugli altri, perchè i gusti e il feeling dei giocatori sono diversi, sono diversi i sistemi di controllo, le tempistiche di gioco, la postura stessa del giocatore, la distanza dal monitor o televisione e così via. Tutti parametri che, pur sembrando marginali singolarmente, sommati creano una differenza enorme. Che può trasformare le sorti di un gioco. Termino questo diario con una provocazione: non sarebbe interessante tentare di creare dei porting che non siano il semplice adattamento del codice, ma un vero e proprio adattamento del gioco ai gusti dei giocatori tipici di ogni piattaforma?

Massimiliano Monti, responsabile editoriale area PC.

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