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Che nell'industria dei videogiochi non tutto fosse rose e fiori si era capito da un po'. Son finiti i tempi delle vacche grasse in cui si vendeva qualsiasi cosa e si guadagnavano miliardi, ora la situazione è ben diversa. E se c'è chi sta bene, o molto bene, c'è pure chi chiude o ha immense difficoltà economiche (e non parliamo solo di softco di secondo piano, ma anche di veri e propri colossi). Nel quadro attuale è sempre interessante osservare le mosse di Nintendo, che l'industry l'ha creata ma che non riesce più a governare con le politiche sempre adottate. Nintendo ha segnalato il suo primo 'rosso' della storia, per quanto solo per il primo semestre del 2003, per l'intero anno fiscale sarà in attivo. Un evento comunque traumatico per una società da sempre abituata ad attivi stratosferici, e un campanello di allarme importante che, a quanto pare, non sta suonando a vuolo. Satoru Iwata sa che le cose così come stanno non possono funzionare a lungo, e sa che deve cambiare strategia se vuole che Nintendo continui ad occupare un posto di rilievo nell'industria dell'intrattenimento.
Al di là delle smentite, ovvie in vista del periodo natalizio, è chiaro che il GameCube verrà prepensionato. Il taglio di prezzo a 99€ serve sì per aumentare la base installata nel tentativo di battere Xbox, ma soprattutto a liberare i magazzini dalle scorte in eccesso. Una prassi assolutamente comune. Nintendo cercherà di commercializzare la sua nuova console prima della concorrenza, dirottando lì i suoi nuovi progetti più grossi (curioso che per il prossimo anno, Mario Tennis e Pikmin 2 a parte, Nintendo non abbia annunciato alcun altro titolo per GC) e cercando nel contempo di assicurarsi un buon supporto terze parti. E proprio quello delle terze parti è un settore su cui la grande N si sta muovendo piuttosto bene, dopo la sciagurata parentesi dell'N64 e del "facciamo tutto in casa". Il supporto dal Giappone è piuttosto forte, l'acquisizione del controllo di Bandai, se si concretizzerà, potrebbe assicurare alla home console Nintendo il monopolio su franchise importantissimi nel paese del Sol Levante.
Ciò detto, rimane da vedere se Nintendo sia realmente intenzionata a competere a muso duro con la concorrenza di Sony e Microsoft. Le ultime dichiarazioni di Iwata sono curiose: si parla di un ritorno alle origini, di abbandonare l'eccessiva complessità dei giochi odierni nell'intenzione di produrre titoli semplici e accessibili a tutti, anche a chi non ha mai giocato. Una strategia particolare, ma siamo sicuri dia i frutti sperati? Non c'è il rischio che la gente si avvicini magari ai videogiochi grazie a Nintendo per poi abbandonare la casa di Mario, dopo qualche anno, in favore delle offerte Sony (o Microsoft)?
Staremo a vedere. Intanto Nintendo presenterà una device completamente nuova il prossimo anno, qualcosa che non sarà nè un handheld nè una home console. E spulciando tra i marchi recentemente registrati ce ne sono un paio interessanti: Family Computer, già nome del Famicom (NES), e un logo piuttosto particolare.

#I1# Sperando che non sia l'ennesimo ripescare dal passato, ma qualcosa di nuovo.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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