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Diario del Capitano

Non c'è nulla di più ciclico e di più soggetto alle mode del mercato videoludico. E più ci sei dentro, più lo segui, e più te ne rendi conto: a seconda dell'aria che tira, un genere di giochi gettonatissimo può ritrovarsi da un momento all'altro ad occupare poco più di una nicchia di mercato. L'esempio più lampante? I picchiaduro. Negli anni '90, da Street Fighter II in poi, hanno dominato e in sala giochi e a casa, in due dimensioni prima e in treddì poi. Oggi, l'oblìo: il picchiaduro a incontri è ormai relegato a una nicchia di appassionati, e non riesce più a sfondare al botteghino come un tempo. Soul Calibur II è andato bene, come vendite, ma certo non ha fatto sfracelli, e le nuove uscite latitano (di un nuovo Tekken si sono perse le tracce...).
La situazione attuale, per gli appassionati del genere, è preoccupante, ma le ragioni del crollo di popolarità del genere non sono difficili da individuare: il mercato si è ridotto così a causa della totale mancanza di innovazione. I picchiaduro, a parte il passaggio dal 2D al 3D (più cosmetico che altro, nella maggioranza dei casi), si sono evoluti pochissimo. E questo è il prezzo da pagare...
Intanto Makoto Osaki di AM-2 ha annunciato alla stampa nipponica di essere al lavoro su Virtua Fighter 5. Una notizia che mi tira su di morale.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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