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Se ne va un pezzetto di storia: SNK ha ufficialmente annunciato l'abbandono del sistema Neo Geo MVS/AES all'AOU2004. L'ultimo gioco prodotto per il portentoso 16bit sarà Samurai Spirits Zero Special, un picchiaduro, com'è giusto che sia, dopodichè SNK Playmore passerà a supportare esclusivamente la scheda da sala Atomiswave di Sammy (basata su hardware Naomi/Dreamcast). Se ne va così il più longevo sistema da gioco della storia dei videogames: la versione arcade, il Neo Geo MVS (Multi-Video System), arrivò nelle sale giochi nel 1989, mentre la sua controparte da casa, il del tutto identico Neo Geo AES (Advanced Entertainment System), fu messo in commercio nel 1990. Quasi quattordici anni di onorata carriera, un'enormità per una console, per quanto particolare e di nicchia. Forzatamente di nicchia, un po' per la natura della sua lineup spiccatamente da sala ma soprattutto per il prezzo proibitivo di hardware e giochi. Il Neo Geo era la Rolls Royce delle console, il sogno proibito per i pochi in grado di sborsare centinaia di migliaia di lire per una singola cartucciona, una situazione che l'avvento del Neo Geo CD, troppo lento nel trasferimento dati e privo del fascino dell'originale AES, contribuì a cambiare di poco. Il vero fans rimase sempre legato alle intramontabili cartuccione, e poco importa se il prezzo di alcune delle ultime uscite supera agilmente il migliaio di euro a gioco...
Certo l'indigestione di picchiaduro ci fu. Ed è innegabile che in certi periodi la produzione Neo Geo fu tutt'altro che varia. Ma la console SNK ha e avrà sempre un grande merito: è stata l'unica a portare avanti sino ad oggi una certa idea, un certo concetto di videogioco. Un concetto puro legato alle origini da sala giochi, con titoli sfacciatamente arcade, elitariamente bidimensionali. E spudoratamente divertenti.
Prima di scrivere il Diario di oggi sono andato a riesumare il caro Neo Geo AES. Stava lì su una mensola, scollegato da tempo a causa del poco spazio a disposizione intorno al televisore, vicino al Neo Geo CD (rigorosamente 1X). Insieme ai suoi cartuccioni prepotenti - tra i quali spicca una copia di Viewpoint, un vero vanto -, ai migliori joystick che mente umana ricordi (pesanti, solidi e con tanti di quei microswitch...) e a tanti ricordi. Come le facce degli amici quando si metteva su Nam-1975 o Soccer Brawl, o il mitico logo 100 Mega Shock, o l'interminabile serie di picchiaduro, o tutte le storie sui 24bit della console. Ovviamente inesistenti, ma quant'era bello crederci.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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