Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Sono di ritorno a casa dopo una serata di puro divertimento. L'estate, almeno per me, volge al termine e ne approfitto per sfruttare al massimo i giorni rimasti. Sarà per deformazione professionale, sarà perchè sono diventato un maniaco di internet ma, ormai, non riesco a buttarmi sul letto se non faccio prima un veloce collegamento ad internet. Eccomi, quindi, a scrivere questo diario. Navigando senza una meta sono imbattuto sulla prima anteprima dedicata a Tomb Raider 5. Dopo aver dato uno sguardo all'articolo solo una cosa mi è venuta in mente: "Non ne posso più!". Non ho nulla contro la Eidos, contro la serie Tomb Raider, il mio è un "problema" che ha radici ben più profonde. Insomma ragazzi, ci troviamo di fronte a CPU che raggiungono il Ghz, schede grafiche dalla potenza di calcolo incredibile, ma è possibile che nonostante tutto ciò i gamers del nuovo millennio siano costretti ancora a sorbirsi i “soliti sequel”? Quello che chiedo a tutti i lettori di multiplayer.it è molto semplice: “Da quanto tempo non giocate ad un videogame che per le sue qualità e per la sua realizzazione tecnica vi fa letteralmente saltare dalla sedia?” E’ passato tanto, troppo tempo. Prendiamo Gp3. Un gioco di formula uno di grande spessore, grande motore fisico, grande realizzazione dell’effetto pioggia, grande giocabilità, ma vi rendete conto di quante cose in più il buon vecchio G.Crammond avrebbe potuto implementare? Ci ritroviamo con un gioco dalla grafica assolutamente “retrò”, una realizzazione tecnica sicuramente di basso livello. La stessa giocabilità risente pesantemente di tutta una serie di feature non implementate (safety car, giusto per citarne una). Eppure dal vecchio Gp2 sono passati più di quattro anni e di tempo per realizzare qualcosa di “sconvolgente” ce n’era tanto! E che dire di Diablo 2? Dalla maggior parte dei videogiocatori considerato un capolavoro assoluto. Sicuramente è un titolo molto divertente da giocare, ma anche in questo caso…il tempo trascorso offriva la possibilità di realizzare qualcosa di ben più interessante. Il problema fondamentale è che i videogiocatori si accontentano. E’ inutile lamentarsi se ogni anno tocca sorbirci l’ennesimo titolo della serie Fifa (giusto per fare un esempio) se poi ci sono un incredibile numero di gamers che ogni Natale si fiondano nei negozi ad acquistare la nuova edizione del gioco di calcio della EASports. Il mercato non lo fanno le software house, le multinazionali dell’hardware, lo facciamo noi. Sino a quando ci sarà gente disposta a spendere i propri soldi portandosi a casa una copia di Tomb Raider X identico in tutto e per tutto a Tomb Raider X-1, sino a quando ci saranno patiti dell’hardware disposti a spendere più di 700.000£ per acquistare l’ultimo ritrovato nel settore delle schede grafiche, non potremo fare a meno di trovarci di fronte ad un realtà che non offre titoli di reale spessore e, soprattutto, incapace di sfruttare le reali capacità dei nostri Personal Computer.