Diario del Capitano  0

Diario del Capitano

Quindi è quasi tempo di E3, e l'industry è giustamente in fermento: due nuovi portatili, una bordata di nuovi giochi per le piattaforme esistenti, magari qualche anticipazione - ma non contateci troppo - sulla prossima generazione e sicuramente qualche sorpresa (come il nuovo Clover Studio di Capcom). Insomma, tanta carne al fuoco, di più a quanto pare di quanta ce ne fosse lo scorso anno. Ma... non mi preme parlare tanto di E3. Non per il momento almeno: ce ne saranno di caratteri da sprecare sulla fiera losangelina. Oggi nossignore, parlo di Kill Bill. Un po' perchè quando uscì il primo episodio non scrissi nulla, ma soprattutto perchè sono il bimbo più felice del mondo all'idea di spararmi la maratona questa sera: Kill Bill 1 + Kill Bill 2 in sequenza al cinema, insomma un'orgia tarantiniana.
Il primo film non è piaciuto a tutti: o lo si ama o lo si odia, e pure tanti tarantiniani doc l'hanno odiato. Io l'ho amato, come spero di amare il Vol. 2 che, dalle anteprime, pare essere piuttosto diverso dal primo capitolo. Insomma, novità in vista, e la cosa mi solletica non poco il palato. Perchè mi è piaciuto, tanto da spingermi più volte al cinema il primo Kill Bill? Beh, l'ho trovato formalmente ineccepibile, di una perfezione allucinante sotto ogni aspetto. E poi il ritmo signori, che ritmo incredibile: da rimanere incollati alla poltrona dall'inizio alla fine, senza un momento morto, un crescendo unico sino al fantastico duello finale.
Ed è proprio il ritmo che ritengo sempre più importante, anche (o soprattutto?) in ambito videogiocoso. Un gioco mi deve accalappiare, e poi deve sapermi tenere inchiodato al pad. Tante, troppe volte anche solo un momento di distrazione mi spingono a spegnere la console/computer. O comunque a proseguire malvolentieri. Esigente? Eh lo so, sarà l'età...

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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