Diario del capitano  0

Diario del capitano

L'argomento del giorno non può non essere Max Payne, il gioco immolato allo slow motion. Le luci si paralizzano, la musica rallenta fino a diventare un lento biascichio di tonalità, una figura smette di muoversi di fronte a noi: è il momento di colpire, abbiamo trenta secondi per agire mentre tutto il mondo rallenta, eppure senza mai fermarsi.
Improvvisamente mi viene in mente quel vecchio cartone animato in cui, con un colpo di bacchetta magica, il tempo si fermava e i due ragazzini protagonisti saltavano in un'altra dimensione fatta di funghi colorati e mostri minacciosi.
Max Payne è arrivato su molti scaffali europei e la prossima settimana anche su quelli italiani. E' rimasto in sviluppo per oltre quattro anni. Quattro. Avete presente quante cose sono successe in quattro anni? Un gruppo che riesce a tenersi unito continuando a guardare la meta per quattro anni è degno di rispetto. E anche Max Payne è un prodotto degno di rispetto. Come leggerete nella recensione che pubblicheremo più avanti nella giornata non solo ci troviamo di fronte ad un prodotto corposo come pochi se ne sono visti negli ultimi tempi, ma anche abbordabilissimo come prezzo, vicino alla soglia psicologica delle cinquantamilalire che da molti è citata come "limite superiore oltre il quale non compro i videogiochi". Facendo le debite proporzioni sul valore del denaro e sul costo della vita, Max Payne è uno di quei rari giochi che equipara i diritti di accesso di americani e italiani. La scelta di marketing di Cidiverte sul prezzo (come ho già detto una volta) è sinonimo di coraggio: avrebbe potuto tranquillamente lasciare alto il prezzo, data l'importanza del titolo. Negli USA Max Payne esce a 45$, centomilalire. In Europa si è scatenata un'autentica caccia alla scatola, niente di più, niente di meno. Provate a scaricare un filmato di MP dalla nostra Area Files e osservate il numero di download. Vi renderete conto dell'interesse suscitato.

Queste sono le mie considerazioni "di mercato" su Max Payne. Le considerazioni tecniche le lascio a Mauro Monti, l'inviato che si occupa della recensione, a sei mani con Baldus e Archaon. Lunga vita.