Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Nelle ultime due settimane è accaduto qualcosa che è sfuggito alla mia attenzione e di cui sono venuto a conoscenza solo ora. C'è un altro sito internet, molto importante per la comunità storica di videogiocatori, che è in grandi difficoltà: CdRom.com. Ma non è questo che mi ha stupito, quanto apprenderne il comportamento che riflette un enorme nervosismo dell'azienda proprietaria, la Digitale River, che non sa più che pesci prendere.
Se seguite il mondo dei videogiochi su Internet da almeno tre anni, saprete che CdRom.com è stato mirror in passato per molti grandi archivi di files, non ultimi, FilePlanet, 3DFiles, 3DRealms e Id Software. Di questi, sappiamo che fine abbia fatto 3DFiles, sappiamo che FilePlanet si è organizzato internamente e che 3DRealms non ha più rilasciato niente dai tempi di Duke Nukem 3D. Il problema è dunque Id Software, i cui pubblici archivi sono depositati su CdRom.com, che con un colpo di coda ha deciso di rendere inaccessibili sia agli amministratori sia agli utenti.
Quegli archivi rappresentano tutto lo scibile esistente sui giochi della Id, a partire da Doom, fino a Quake 3 Arena. Dietro questo apparente colpo basso c'è una sorta di ricatto morale alla comunità di utenti che fino a oggi hanno usufruito gratuitamente della banda di CdRom.com e che da oggi in poi invece dovranno probabilmente pagare. "Requisire" l'archivio della Id permetterà a CdRom.com di dare un motivo in più per sottoscrivere un abbonamento.
Avrei fatto anch'io una mossa del genere? No, non l'avrei fatta. Riesco a comprendere il comportamento della Digital River? Si. In certi momenti di panico si arriverebbe a compiere qualsiasi gesto, ivi compreso sequestrare un archivio videoludico.
Un grande ha detto "Il sonno della ragione genera mostri". E in questo momento tutto si può dire tranne che su internet si stia ragionando bene.

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