Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Inauguriamo questa nuova settimana con un discorso intorno al futuro economico dei siti di videogiochi. Avete notato ultimamente una crescita piuttosto marcata della presenza di spazi pubblicitari, più o meno invadenti, nelle pagine di Multiplayer.it e dei restanti siti del Multiplayer Network. L'esigenza di tenere in piedi la baracca senza appoggiarci ai vostri portafogli di utenti necessiterà con il tempo sempre più spazio dedicato alla pubblicità. Ammesso però che noi aumentiamo gli spazi disponibili e voi visitatori siate pazienti e ben disposti a cliccare, rimane da convincere il mondo delle imprese, online e non, ad investire in pubblicità online.
Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, nonostante un drastico ridimensionamento del numero di siti internet che offrono spazio e visibilità, i budget dedicati alle pubblicità online sono diminuiti. Un esempio su tutti: i distributori italiani di videogiochi, tranne rari e sporadici casi, non spendono soldi in pubblicità online, dedicando tutti gli sforzi di marketing alle riviste cartacee che conosciamo benissimo. Eppure, se pensiamo in termini di "visibilità" e "diffusione", potremmo confrontare il milione e mezzo di utenti che nell'ultimo mese ha visitato il Multiplayer Network con i 150.000 che hanno comprato la rivista cartacea di videogiochi più diffusa in Italia. Ora mi chiedo: è possibile che quei 150.000 lettori possano valere più di 1 milione e mezzo di navigatori appassionati di videogiochi? La domanda non la faccio tanto alle aziende interessate, quanto a voi che state leggendo, che secondo gli uffici marketing e commerciali non siete "utili" per fare comunicazione. Colpa del mezzo? Colpa delle forme pubblicitarie troppo piccole e troppo strette? In definitiva non è un problema oggettivo quello della differenza tra utenti cartacei e utenti virtuali. E' un problema squisitamente di *errata percezione*.
Prima di affrontare la spinosa questione della differenza tra pubblicità su internet e pubblicità su carta, voglio dichiarare il mio amore mai esaurito per una sana lettura di una pagina tangibile stampata con inchiostro. A me piace passare il tempo libero a leggere le riviste, di settore e non. Se mi sforzo, a parte il piacere di leggere, non mi pare di ricordare pagine di pubblicità statiche che mi abbiano fatto soffermare più di un secondo a guardarle, nè tantomeno pagine che sono riuscite a farmi capire quanto fosse bello un gioco. Con questo non voglio bocciare la pubblicità cartacea, ma non mi sento di affermare che una buona pubblicità online sia meno incisiva e stuzzicante di una statica pagina a colori inserita in mezzo ad una rivista di cento pagine. Per ottenere dei buoni risultati però è necessario uno sforzo coordinato, sia di una buona mente creativa, sia di un buon grafico, sia di un buon pianificatore. Una brutta pubblicità è brutta sia sulla carta, sia su un sito. Però la pagina cartacea non esprime il gradimento di un lettore, una pubblicità online si. E questo infastidisce gli addetti al marketing e creativi che devono rendere conto del loro operato, vero?
La sopravvivenza di un sito internet gratuito dipende dallo sforzo congiunto da parte degli utenti, a tollerare, anzi apprezzare, le pubblicità offerte; da parte delle redazioni centrali, a promuovere solo campagne pubblicitarie realmente gradevoli; infine, da parte delle aziende clienti a credere di più sul mezzo internet, eliminando ogni considerazione negativa originata da un passato fatto di mancanza di regole e prudenza.