Diario del capitano  0

Diario del capitano

Negli ultimi tre anni c'è stato molto movimento nelle alte sfere del publishing e della distribuzione mondiale di videogiochi. I cambiamenti dei rapporti di potere tra le varie periferiche ha costretto a riscrivere gli equilibri tra le varie aziende, a seconda della loro forza in un settore piuttosto che in un altro.
In pratica, ad oggi, distinguiamo alcuni grandi publisher e altri minori. I grandi publisher sono quelli che detengono i cosiddetti "marchi blockbuster" ovvero quei titoli che quando escono sul mercato fanno schizzare i titoli quotati in borsa perchè già si sa che venderanno alla grande. Un po' come i film di Vanzina con De Sica e Boldi a Natale. Questi grandi publisher, i grandi vecchi, sono: Activision, Ubi Soft, Electronic Arts, Infogrames e Take 2 Interactive. Da un po' di tempo sono scese le quotazioni di Eidos e Virgin Interactive/Interplay, a causa delle cattive condizioni finanziarie. Cosa succede ogni volta che un publisher minore, magari con una piccola perla in portafoglio ha grane con la cassa? Arriva un grande publisher e se lo pappa e diventa più grande, come nel più tipico gioco per cellulari, Snake. E' con questo criterio che Take 2 ha inglobato la Gathering of Developers, Infogrames ha acquisito la GT Interactive e così via. Dopo un periodo di assestamento, di "piccoli ma golosi" publisher sul mercato ne sono rimasti davvero pochi. Un'ex reginetta della top ten decaduta, come ho già detto, è appunto Eidos, che dopo aver infilato qualche flop si è ritrovata un po' spiazzata per affrontare le nuove sfide globali (passaggio del potere da pc a console, concorrenti più grandi e agguerriti). E chi si è fatto avanti per togliere le castagne dal fuoco a Eidos? La francese Ubi Soft, che come nella Guerra dei Trentanni, vuol sfilare all'Inghilterra una delle sue più premiate creature tecnologiche. Sia da notizie trapelate nella rivista b2b inglese MCV, sia da fonti italiane, l'accerchiamento di Ubi a Eidos sta arrivando alla stretta finale. Per noi italiani cosa potrebbe cambiare, vi chiederete. Qualcosa in meglio è probabile dato che Ubi Soft (publisher e software house allo stesso tempo) ha da diversi anni puntato decisamente forte sull'Italia con un'ottima struttura situata a Milano. Rimaniamo in attesa.