Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Lo scorso fine settimana, andando a trovare la signora Pucci, mi sono ritrovato al cinema durante la prima olandese di "The Time Machine", il film che riporta sullo schermo il capolavoro classico della letteratura di fantascienza, La Macchina del Tempo, sogno di ogni uomo che almeno una volta nella vita si sia chiesto "Cosa sarebbe successo se...".
Il film, ovviamente me lo sono gustato in lingua inglese, ma senza sacrificare troppo la comprensione. Insomma, nessuno slang incomprensibile tipo "Boyz in the Hood". Quello che mi è piaciuto in particolare è stata la fantasia nel far vivere allo spettatore il viaggio nel tempo, iniziato alla fine del 1800 e conclusosi centinaia di migliaia di anni avanti nel tempo, dopo le guerre, dopo l'uomo, dopo la rinascita della civiltà, se così si può dire. E' proprio in quei minuti di evoluzione concentrata che The Time Machine dà il suo massimo, e ci riesce, stupendo per la genialità di un'intuizione: osservare i cambiamenti accaduti in un milione di anni circa a pochi metri quadri. Come sarà il posto dove siete seduti ora nel 3000? E nell'800.000? Ci sarà un grattacielo, un oceano o il nulla?
Gli effetti digitali fanno da padroni, ma non credo che H.G.Wells si rivolterà nella tomba, anzi. Forse ne sarà quasi soddisfatto.

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