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E così, adesso, anche Yahoo tenta di buttarsi sul mercato del noleggio di videogiochi via streaming. Spendendo poco meno di 5 dollari potrete giocare, per tre giorni, ad uno dei numerosi classici in catalogo tra cui, ad esempio, Civ3 e GTA2. Ovviamente ci saranno sconti “comitiva” e potrete assicurarvi un pacchetto di titoli - fino ad un massimo di 10 al mese – per circa 15 dollaroni sonanti.
Premettendo che per l’ Italia una cosa del genere è ancora “fantascienza”, non è difficile notare come comunque anche nei paesi dove la banda larga è ben più accessibile i precedenti tentativi abbiano lasciato, o stiano lasciando, null’altro che un bel buco nell’acqua … o quasi. I più ottimisti dicono soltanto che i tempi sono troppo maturi.
Se infatti questo genere di iniziative continuano a nascere vuol dire che qualche esperto, dotato di chissà quali innominabili titoli di studio e attestati di mastering, è convinto del fatto che questo potrebbe essere una delle probabili – se non sicure - nuove incarnazioni dell’e-commerce videoludico.
Ma a che pro potrò provare un gioco per pochi giorni - per poi presumibilmente decidere di comprarlo o meno - quando esistono, ormai da anni, le Demo gratuite? Insomma, il concetto dell’affitto per un breve periodo di tempo – magari anche in streaming - ha senso per un film, che risulta godibile appieno nella sua interezza anche in poche ore; ma un videogioco ha bisogno di giorni se non settimane per essere “capito” fino in fondo.
E’ quindi evidente il fatto che se proprio un’evoluzione dovrà esserci, questa sarà quella dell’acquisto di videogiochi interamente via Internet. Immaginate tutti i passaggi intermedi che verrebbero tolti con conseguente risparmio per l’acquirente finale, per non parlare della possibilità di migliaia di sviluppatori indipendenti di poter combattere ad armi pari con i Developers più rinomati. Però, c’è un “ma” grosso come una casa.
Io, da uomo della strada, penso solo che se, in un futuro non troppo remoto, potrò scaricare senza problemi a 100Megabit molto probabilmente non lo farò per comprare giochi. Diciamocelo chiaro, il bello di un gioco originale è la scatola, il Cd xerigrafato, il manuale rilegato, la sensazione palpabile di possedere un’opera d’arte (ok, forse ho esagerato): è a questo che sono abituato. Se un giorno queste cose mi venissero a mancare dovrò essere certo di pagare poco, molto poco, altrimenti continuerò a richiedere le care vecchie scatole, con buona pace per la New Economy. Tutto dipenderà, quindi, dal prezzo che i publisher riusciranno a proporre agli acquirenti per comprarsi i soli diritti dello sfruttamento della licenza di quel gioco e nient’altro. In poche parole, mi chiedo quanto sarebbe disposto l’utente medio a pagare per un videogioco sapendo di ricevere in cambio “solo” il diritto di giocarlo ed un manuale in formato PDF.
Discorso pericoloso. Meglio che smetta.

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