Diario del Capitano  0

Diario del Capitano

Navigando allegramente tra le onde binarie della grande rete ieri mi sono imbattuto nell’ennesimo nuovo capitolo della Telenovela “Anche le case discografiche piangono”, dolorosa e sofferta vicenda che vede i grandi Big della musica internazionale a combattere, senza esclusione di colpi, contro il temibile e pericoloso Dottor Pirateria. Guerra, tengo a precisare, che vede sempre diverse vittime: gli utenti.

Riassunto delle puntate precedenti: da ormai circa un anno (il primo fu un Album della bella e brava Natalie Imbruglia) la casa discografica del gruppo Bertelsmann utilizza, più o meno assiduamente, la tecnologia Cactus Data Shield per rendere illeggibile i propri CD ai masterizzatori e, più in generale, ai lettori CD utilizzati sui nostri computer.
Purtroppo è ormai appurato il fatto che anche la grande maggioranza dei player CD da casa ,che hanno invaso il mercato negli ultimi tempi, implementano quelle stesse caratteristiche tecniche che rendono illeggibili i suddetti Cd-Audio protetti ai nostri PC.
In poche parole sembra che, a seconda del mercato nel quale di compra il CD (infatti non tutti i paesi godono della stessa “privilegiata” attenzione), acquistando un Album pubblicato da BMG si rischi di non riuscire a sentirlo neppure sullo Stereo di casa.
Bella fregatura mi verrebbe da dire.

L’ultima puntata vede la recente dichiarazione della BMG riguardo il fatto che i CD da loro prodotti seguono in pieno le direttive imposte dal Red-Book (l’insieme delle diverse specifiche definite dal consorzio che ha dato vita al supporto Cd-Audio) e che quindi l’accusa di creare e vedere CD-Audio difettosi è ben lungi dall’essere vera.
In poche parole secondo BMG, se 2+2 fa quattro, non sono i loro CD manipolati ad essere difettosi ma lo sono i nostri fiammanti lettori dell’impianto Hi-Fi.

Insomma, se non possiamo incolpare BMG allora possiamo provare rispedendo al mittente (Sony, Pioneer, Aiwa e chissà quanti altri) i player difettosi che ci hanno venduto in questi ultimi anni. Chissà come ci rispondono…