Diario del CapitanoDiario del Capitano 

Diario del Capitano

2003, l'anno della consapevolezza? Chiariamoci, stiamo parlando di Nintendo. E del suo repentino cambio di strategia commerciale in seguito al periodo natalizio, non certo brillante per il colosso di Kyoto. Tutto bene sul fronte GBA, che continua a macinare milioni su milioni di console vendute e, grazie agli immortali Pokèmon, ha letteralmente dominato e continua a dominare in Giappone, ma non si può dire altrettanto del business delle home console. La stagione natalizia è andata male, molto male: male negli States nonostante Metroid Prime, male in Giappone nonostante Zelda. E non parliamo nemmeno dell'Europa, territorio lasciato letteralmente scoperto come software dalla grande N e in completa balia dell'ormai irraggiungibile PlayStation 2 e di un Xbox forte di un bundle competitivo e di un appetibile titolo di punta come Splinter Cell. Risultato? Nintendo non è riuscita a raggiungere gli obbiettivi di vendita, nè hardware nè software, prefissati per il Cube.
Quella natalizia è stata una dura batosta, ma non si può dire che non sia servita. Uno dei principali errori di Nintendo in questi anni è stato il continuare ad adottare le regole e le strategie di mercato da monopolista pur non essendolo più di fatto da anni. Ora che gli avversari sul mercato sono diventati due, uno già affermato e l'altro che sta facendo di tutto pur di affermarsi, Nintendo deve cambiare le sue regole interne, rivedere la sua posizione, prendere atto che, continuando in questo modo e perseguendo le stesse, errate strategie, non farà altro che esporsi sempre più al rischio, tutt'altro che remoto, di uscire dal mercato delle console da casa.
I primi passi sono già stati fatti: via negli States al bundle e ai giochi 'platinum' ri-commercializzati a prezzo ridotto. E con una dichiarazione d'intenti ben precisa: la prossima console sarà nei negozi in contemporanea con quelle della concorrenza.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console

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