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Quando Command & Conquer incontra Dungeons & Dragons…

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Tre razze, botte da orbi

Scritta per l’occasione dai creatori stessi di Eberron, la trama vedrà tre fazioni combattersi tra loro, tutte quante mosse da differenti scopi: L’Ordine della Fiamma, il quale rappresenta nel gioco i classici “buoni” che lottano contro le forze del male. E’ composto dalle classiche razze di D&D (umani, elfi e nani). Gli Umbragen, personaggi oscuri discendenti dagli elfi, ma che per sopravvivere hanno intrapreso arti macabre. Questa razza sarà controllabile dal giocatore solo in modalità multiplayer. I Lizardfolk, composti da rettili di vario genere. E’ sicuramente la razza più originale del gioco, visto che può contare su tartarughe, draghi e pterodattili al suo interno. Come già visto in altri titoli di questo genere, ogni razza in gioco avrà eroi dotati di abilità speciali da utilizzare al meglio all’interno del proprio esercito per ottenere la vittoria. Le campagne a cui sarà possibile prendere parte mostreranno gli stessi eventi da diversi punti di vista, quindi quando sarà il momento, non meravigliatevi se finirete per combattere nuovamente una battaglia già vinta, ma dal lato opposto.

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C&C + D&D = ?

Riprendendo in questo paragrafo (il cui titolo sembra più una formula chimica che altro, lo ammetto) la frase scritta all’interno del cappello introduttivo, andiamo ad esaminare quello che sarà il gameplay del gioco, in base alla versione preview in nostro possesso. Ciò che si nota fin da subito è che non esistono unità operaie alle quali far costruire edifici e/o raccogliere risorse: se infatti i primi vengono costruiti automaticamente, la raccolta dei beni è effettuata tramite le stesse unità con cui si va in battaglia, semplicemente cliccando su di un cumulo d’oro o un gruppo di gemme, le dragon shards appunto. Questo sistema di collezione delle risorse rende il gioco simile ad un RPG, visto che per ottenere oro in quantità sufficienti, il giocatore sarà costretto ad uccidere mostri particolarmente forti. Per quanto riguarda la costruzione degli edifici invece, avremo una sorta di accampamento con un numero fissato di posti disponibili dove costruire, superato il quale non sarà più possibile edificare alcunché se non demolendo qualcosa precedentemente costruito. Ogni edificio costruito, oltre ad offrire la possibilità di addestrare nuove unità, permetterà anche di ottenere un certo bonus su tutti i soldati provenienti dalle altre strutture contigue, ad esempio nel caso in cui si dovesse costruire una torre dei maghi si avrà la rigenerazione del mana incrementata. Un’altra caratteristica importante di ogni costruzione è quella di ampliare, una volta completata la costruzione, il limite massimo di unità controllabili contemporaneamente sulla mappa, il quale sembra ormai essere diventato uno standard per evitare battaglie troppo sbilanciate.

Io sono il campione!

Venendo alle unità, avremo a nostra disposizione i già citati eroi, chiamati anche champions, i quali saranno dotati oltre che di un nome proprio (e in un videogame significa tanto!), anche di abilità speciali attraverso le quali molto spesso ci troveremo a salvare letteralmente l’intero gruppo da morte certa. Ma alla Liquid Entertainment non si sono fermati qui ed hanno deciso di implementare il seguente sistema per le unità normali: ognuna di esse avrà la possibilità di guadagnare esperienza fino al punto in cui diventerà comandante; quest’ultimo grado permetterà all’unità di avere un certo numero di apprendisti al proprio seguito in modo tale da aumentare la propria armata. Un’altra caratteristica di questo gioco sarà la possibilità di avventurarsi all’interno dei dungeon, controllando tramite una mappa doppia le unità che si trovano dentro e fuori esso in maniera simile a quanto visto nel recente Armies of Exigo. Rispetto al titolo dei Black Hole però la possibilità di controllare tutte le unità senza perdere la bussola sembra nettamente migliore. All’interno dei dungeon l’esperienza di gioco sarà quella più vicina agli RPG, con la possibilità addirittura di raccogliere oggetti come anelli e pozioni varie. Se ancora dovessimo avere qualche dubbio rispetto alla “fusione” tra RPG e RTS ideata da Liquid Entertainment basterà vedere il modo in cui ci verranno assegnati gli obiettivi di gioco: alcuni dei personaggi non giocanti che incontreremo avranno i classici punti esclamativo e interrogativo e parlandogli otterremo delle vere e proprie quest da portare a compimento.

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Tecnicamente parlando

La grafica, si sa, non è un elemento fondamentale per un RTS, ma se è di buon livello di certo non dispiace a nessuno. Del resto trattandosi di un ibrido tra uno strategico ed un gioco di ruolo è lecito aspettarsi un certo dettaglio grafico: anche da questo punto di vista alla Liquid Entertainment non hanno deciso di tirarsi indietro, creando un motore grafico molto simile a quello di War of the Ring ma migliorato laddove necessario. Rimandando ovviamente le considerazioni definitive alla recensione, possiamo dire che il gioco godrà sicuramente di una cura molto elevata nei minimi particolari grafici, ma sicuramente anche il sonoro non sarà da meno. Per quanto concerne il multiplayer possiamo affermare che non sarà da meno, in termini di cura ed attenzione, agli altri aspetti del gioco: con un numero rispettabilissimo di mappe iniziali a disposizione ed un editor di gioco, senza contare che un’intera razza (gli Umbragen) è stata creata appositamente per il gioco in rete, possiamo stare sicuri che Dragonshard ci vedrà impegnati a lungo anche nelle sfide contro amici virtuali e non.

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Considerazioni finali

Dragonshard sta nuotando sott’acqua, pronto ad emergere sconvolgendo letteralmente il genere degli RTS. Se alla Liquid Entertainment sapranno offrire un prodotto finale esente da bug (cosa molto possibile, dato che la preview version ci ha impressionato favorevolmente anche in termini di stabilità), miscelando sapientemente tutti gli elementi di novità riportati in questo articolo, saremo sicuramente di fronte ad una nuova pietra miliare del genere. Del resto dalla licenza Dungeons & Dragons unita all’esperienza di gran parte del vecchio team Westwood non potrà che nascere un prodotto di elevata qualità, che unirà le caratteristiche classiche dello strategico in tempo reale a quelle del gioco di ruolo, cosa non semplice da mettere in atto. Nessun particolare è stato trascurato, lo testimonia il tempo che anche il multiplayer ha goduto da parte del team di sviluppo, cosa che permetterà a noi videogiocatori di passare qualche ora di divertimento anche nelle sfide contro altri giocatori umani. L’unica cosa che ci resta da sperare è che il gioco non subisca ulteriori ritardi in modo da trovarlo sugli scaffali dei negozi durante l’ormai prossimo mese di Settembre.

Why Liquid?

Se dovessi affermare che Liquid Entertainment ha fatto la storia del videogioco, molti di voi riderebbero prendendomi per pazzo. Eppure, per la serie “non tutti sanno che”, gran parte del team di sviluppo nato nel 1999 può vantarsi di aver preso parte ad alcune delle più grandi produzioni videoludiche della storia come Command & Conquer, Red Alert e Blade Runner. A questo punto probabilmente molti di voi staranno ricordando la sfortunata sorte degli storici Westwood Studios che portò proprio alla fondazione di Liquid Entertainment da parte di Ed Del Castillo e Mike Grayford. Le creazioni realizzate durante questo lustro (e poco più) di attività consistono in Battle Realms e Lord of the Rings: War of the Ring, entrambe apprezzate da parte di critica e pubblico ed ovviamente impostate sul genere degli RTS. Venendo a noi, dopo aver goduto di ogni genere di licenza ed aver esplorato ogni territorio possibile, per gli strategici in tempo reale è quasi arrivato il momento di annoverare tra le proprie file un gioco ambientato nel mondo di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo cartaceo più venduto ed apprezzato dagli appassionati di tutto il mondo. A venire incontro a tali giocatori di ruolo sarà, a Settembre (facendo tutti gli scongiuri del caso), il gioco Dragonshard, sviluppato per l’appunto da Liquid Entertainment ed ambientato nell’ultimo scenario creato per D&D, quello di Eberron.

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