Dynasty Warriors: Strikeforce - Provato  3

Dynasty Warriors si rinnova e lo fa su PSP, puntando tutto sul multiplayer e la rigiocabilità.

La saga di Dinasty Warriors ha abituato il suo pubblico a un taglio prettamente rocambolesco. Nella sua classicità, l'impersonare un condottiero giapponese e guidarlo con la propria fazione alla vittoria, facendosi strada tra miriadi di nemici, ha appassionato molti videogiocatori per molto tempo. Ora Koei scommette su Keniichi Ogasawara, direttore alla produzione di Bladestorm: la Guerra dei Cent'anni, e rimescola le carte scegliendo la portatile di Sony per il nuovo esperimento. Dynasty Warriors: Strikeforce riprende uno stile di gioco più vicino a Monster Hunter, con un condimento di God of War, scostandosi dalla soluzione classica a cui ci ha abituato fin dal primo episodio.

Sao cosa c'è di nuovo?

Molte sono le novità inserite in Dynasty Warriors Strikeforce. La prima modifica d'impatto è racchiusa nelle ambientazioni: ora non avremo più vasti livelli da esplorare a suon di combattimenti, ma stage notevolmente contenuti così come il numero di nemici in essi racchiusi, sostanzialmente ridotto.
La vera rivoluzione presente nel nuovo episodio di Koei riguarda però l'approccio stesso al gioco. Se nei capitoli precedenti l'attenzione era rivolta ad uno strategico-rulla cartoni in single player, ora il giocatore può contare su una collaborazione con altri guerrieri sia guidati dal computer che in carne e ossa. Gli sviluppatori di Dynasty Warriors infatti hanno voluto incentrare il gioco sul party game soprattutto online, dove sarà possibile formare gruppi di quattro utenti e affrontare le missioni potendo contare non solo sulle proprie capacità ma affidandosi spesso ai compagni d'arme. Per i più solitari, invece, l'intera avventura sarà giocabile anche in singolo non dimenticando però che all'interno del campo base sarà possibile preparare la propria battaglia assoldando seguaci guidati dall'intelligenza artificiale.
Dal gameplay fresco e immediato, le prime fasi di gioco si consumano tra un combattimento e l'altro. In Dynasty Warriors Strikeforce lo stile di gioco classico subisce nuove aggiunte di particolare spessore e tra queste senza dubbio spicca il combattimento aereo. Tramite il sistema di livellamento del personaggio in perfetto stile GDR, saranno poi disponibili nuove abilità che saranno molto utili dato che il boss di fine livello mostratoci alla presentazione non era certo un lillipuziano, anzi.

Mutazioni e power up

Tornando al gioco, questa volta il giocatore può attingere a un parco di nuove mosse speciali: il classico indicatore Musou viene rimpiazzato dalla tecnica del "Risveglio". Un probabile tributo ad Akira Toryama dato che, attivando il potere latente del personaggio, quest'ultimo muta le proprie sembianze in perfetto stile Super Sayan innalzando il proprio livello di esperienza in maniera esponenziale. Anche l'aspetto fisico subisce alcune modifiche proprio come accade nella famosa serie a fumetti; niente colpi speciali quindi ma una soluzione davvero interessante. Il Risveglio è solo temporaneo e, come una sorta di doping, con lo scorrere del tempo va a scemare. Il potenziamento non è l'unico modo possibile per incrementare le doti del guerriero. Se ogni combattente ha a disposizione due armi, è possibile potenziarle con oggetti speciali, detti Sengyoku, disponibili sia sui campi di battaglia che acquistandoli o chissà, magari anche portando a termine determinate missioni. In contrapposizione i potenziamenti Mugen influiranno sulle abilità del personaggio, fornendo al giocatore nuove peculiarità speciali. Il fattore online non si riduce al gioco in party: utilizzando il sistema wifi è possibile scaricare nuovi contenuti, partecipare a missioni con amici e scambiare oggetti particolarmente rari o esclusivi.

Psp alla mano

Arriva il momento del giro di prova e ovviamente non possiamo tirarci indietro. Armati di PSP ci addentriamo nel luogo che sarà scenario di una spettacolare battaglia in cui dobbiamo assaltare una fortezza difesa da vari nemici e un boss di fine stage dalle sembianze di un cancello, con viso animalesco incorporato. Se lo scontro finale si preannuncia una dura prova, giungere indenni nei pressi della nemesi di turno è altrettanto impegnativo. Contando sul party al completo, farsi strada tra le fila dei soldati si rivela molto più appagante rispetto all'esperienza in singolo, soprattutto se la sessione di gioco si svolge in wi-fi locale dove è possibile parlare con i compagni e darsi indicazioni a vicenda. E perché no, anche qualche simpatico sfottò è sempre ben accetto. Nel complesso ci siamo divertiti a sbaragliare le file nemiche sfruttando i poteri dei personaggi e l'introduzione del combattimento fluttuante apre nuove possibilità di approccio al gioco.
Buono il comparto tecnico che senza stupire presenta ambientazioni da "vecchia Cina" ben caratterizzate e nemici, più o meno fantasiosi, caratterizzati a dovere, così come il proprio personaggio. Meno esaltanti le animazioni e alcuni effetti ancora un po' grezzi ma nulla per cui strapparsi i capelli. L'obbiettivo degli sviluppatori di Koei potrebbe essere raggiunto grazie alla nuova formula: con i giusti accorgimenti, prettamente nella fase online, e l'effettiva costruzione di un sito web dedicato al mondo di Dynasty Warriors Strikeforce dove gli utenti potranno mettersi d'accordo su come e dove affrontare le varie missioni, il mondo di Monster Hunter potrebbe cominciare a tremare.