Diario del CapitanoE l'attore diventa un cartoon! 

Keanu Reeves come non l'avete mai visto...

Ma quello che più ha impressionato è il risultato ottenuto dalla tecnica utilizzata, il ‘rotoscoping’, che consiste nel salvare un filmato in un unico file grafico che contiene tutti i fotogrammi in fila, dall’alto verso il basso. In questo modo si ha la possibilità di lavorare su un’unica enorme immagine composta da tutti i singoli fotogrammi.
I protagonisti in carne e ossa hanno girato in Texas le riprese della pellicola, indossando delle tute molto larghe, poi cancellate e sostituite dal costume digitale. I loro volti sono state ‘lavorati’ in post-produzione da circa cinquanta esperti del computer e del digitale. Ogni immagine è stata suddivisa, ricostruita e colorata, con l’utilizzo di computer e dell’acquerello.
Insomma, in parole povere, abbiamo sì gli attori, Keanu Reeves e tutti gli altri, ma li abbiamo disegnati, strani esseri virtuali ricreati dal computer. L’effetto è spiazzante.
Alla domanda fatta a Cannes a Keanu Reeves se l’attore, con questi esperimenti, non rischi di sparire, Reeves ha risposto: “Non credo. Anzi, la trasformazione finale può mettere in risalto alcune sfumature, darci più libertà di espressione e maggior risalto a una storia, che pare fantascienza ma è già realtà”.
Sarà questo il futuro non troppo lontano del cinema? L’uso degli attori manipolati e poi ‘ricostruiti’ digitalmente, ridotti a cloni di se stessi e facilmente rimpiazzabili? Il cybercinema, affascinante ma senza anima?
Siamo arrivati alla convergenza fra il videogioco graficamente più evoluto e il lungometraggio?

Se volete farvi un’idea più precisa guardate il trailer del film "A Scanner Darkly" e visitate il sito ufficiale del film.

Le puntate precedenti

Se vi siete persi le puntate precedenti del Diario del capitano (oltre 1200 editoriali), ecco le coordinate per rintracciarle:

- successive al 3 maggio 2004
- dal 2000 al 4 aprile 2004

Ha colpito un po’ tutti al Festival di Cannes la visione di “A Scanner Darkly”, il film di Richard Linklater “con” Keanu Reeves, Robert Downey Jr., Winona Ryder, Woody Harrelson.

E ha colpito per due motivi: per la visione di un prossimo futuro agghiacciante e per la tecnica utilizzata dal regista.
Il film, tratto dal romanzo “Un oscuro scrutare” di Philip K. Dick, il visionario e geniale autore da cui il cinema continua ad attingere a piene mani (“Blade Runner”, “Minority Report”, “Paycheck”...), è ambientato in California, con un protagonista, Bob Arctor, che trascorre le giornate tra alcol e droghe insieme ad altri amici derelitti e disperati. In realtà è un agente della narcotici infiltrato, che riferisce ai suoi superiori, nascosto dentro una speciale tuta che non permette di riconoscerne i lineamenti, tutto quello che viene a sapere.
La calamità di quest’orrido futuro è la micidiale Sostanza D, una droga che induce chi la usa a sospettare di tutto e tutti, compresi se stessi, fino alla paranoia e alla schizofrenia. Il risultato è il proliferare delle delazioni, funzionali al governo che, con la scusa del terrorismo, mira al controllo assoluto dei cittadini in un America sempre più sospettosa.
"Dick - ha detto Linklater - ha scritto di un futuro paranoide e la mia premessa nel film è che noi stiamo vivendo ora in quel futuro. La paura e la diffidenza verso i controlli da parte del governo che avevano caratterizzato la sua epoca, con Nixon, vivono un altro picco adesso con l'amministrazione Bush. Quello di cui lo scrittore parlava e che noi definiremmo col termine ‘paranoia’, passata una generazione, è diventata spesso realtà".