[E3 2005] Intervista a Marko Hein  0

Abbiamo avuto modo di fare qualche domanda a Marko Hein di Nintendo of Europe: ecco il resoconto di questa interessante chiacchierata, con preziose informazioni su DS, Game Boy Micro e Revolution...

M.it: Riguardo al DS, ci sono state numerose polemiche riguardo al suo design: ci sono dei progetti di restyling analoghi a quelli visti per il Game Boy Advance prima con SP e con Micro poi?
MH: Uno dei nostri scopi è sempre stato quello di cercare di rendere una console quanto più attraente possibile e di plasmarla in base ai gusti dei consumatori. Ad esempio, abbiamo puntato molto sui colori con tutti i sistemi Game Boy, che dal primo all’ultimo erano disponibili in diverse tonalità. In particolare, abbiamo avuto un interessante riscontro col lancio del Game Boy Advance SP rosa, che è stato spesso primo nelle vendite e che ci ha quindi rivelato un nuovo aspetto del mercato. Per quanto riguarda il DS in termini di design, credo sia sempre questione di gusti personali: accadde anche con Gamecube, con persone che lo ritenevano bambinesco ed altre che se ne sono innamorate. Dal mio punto di vista il DS ha un buon design, lo ritengo molto appropriato anche considerate le sue dimensioni provocate dal doppio schermo. Ma finché una console non viene effettivamente rilasciata, non si può avere il feedback necessario ad un eventuale revisione. Nintendo è comunque sempre stata aperta sotto questo punto di vista.

M.it: Certo, infatti finora praticamente tutti gli handheld Nintendo hanno subito dei restyling, quasi come una forma di tradizione.
MH: E’ vero, ma non deve comunque diventare una scelta obbligata. Non c’è bisogno di restyling se una console va bene così com’è, non siamo abituati ad apportare cambiamenti solo per il gusto di farli. La parte più costosa di un sistema è comunque quella interna, quindi il look esteriore è tutto sommato facile da alterare. D’altra parte bisogna anche stare molto attenti a non confondere il consumatore quando hai molti prodotti diversi sul mercato che presentano la stessa tecnologia. Quindi anche con Game Boy Micro dobbiamo stare molto attenti ad offrirlo al pubblico nella maniera giusta. Per ora stiamo seguendo una certa direzione anche con DS, e troppe novità allo stesso tempo porterebbero solo confusione. Ad ogni modo, avete visto il Game Boy Micro? [estrae la console dal taschino]

M.it: Si, e ne siamo stati molto colpiti dal design.
MH: Il look e lo schermo della console sono davvero ben fatti, il tutto senza incidere sulla comodità, che non viene affatto sacrificata e questo è molto importante. E’ facile realizzare un handheld di così piccole dimensioni, ma la sfida è comunque renderlo pratico da giocare. Credo che il team responsabile abbia fatto davvero un ottimo lavoro in questo ambito.

M.it: Le batterie sono ricaricabili?
MH: Si, sono ricaricabili. E per la prima volta, è possibile modificare la luminosità dello schermo, per consumare meno batteria o per una migliore visualizzazione all’aperto.

M.it: Avete già dei progetti riguardo al prezzo di Game Boy Micro?
MH: No, il prezzo non è stato ancora annunciato. Ma voglio mostrarvi una cosa: come vedete è molto facile staccare la cover del Game Boy Micro e cambiarla con un altra, quindi al momento stiamo studiando quali siano i cover design più adatti alla distribuzione europea. Come dicevo prima, già con il Game Boy Advance SP rosa abbiamo avuto buone indicazioni su come diversi colori attraggano diversi gruppi di utenti. Come vedete è molto facile cambiare a seconda del proprio gusto personale.

M.it: Ancora sul DS: nel corso della conferenza si è parlato di connessioni wireless, volevamo sapere se ci sono progetti a riguardo per l’Europa in termini di hotspot e così via, considerando che in America è già tutto pronto con Gamespy.
MH: Gamespy opera a livello mondiale, quindi funzionerà anche in Europa. Per ora abbiamo annunciato questa feature in America perché è online enabled, quindi già da quest’anno sarà possibile giocare da qui con gente di tutto il mondo.

M.it: Parliamo di Zelda. La release è stata fissata per Novembre, sarà valida per tutti e tre i formati?
MH: Si, stiamo programmando un lancio globale, probabilmente dilazionato in giorni diversi a seconda delle strategie di mercato relative ad ogni zona. Ma in generale il gioco sarà disponibile praticamente allo stesso tempo in tutto il mondo. Per ora la tabella di marcia è stata rispettata alla perfezione.

M.it: Con questo Zelda “adulto” ed altri titoli come Killer 7, Spartan e Geist si può dire che Nintendo si sia orientata verso un target più maturo? Anche il design di Revolution lascia intendere una sorta di inversione di tendenza.
MH: Parliamo prima dell’hardware e poi del software. Credo che Revolution abbia un design piuttosto neutrale, senza età: non cerca di essere stylish a tutti i costi – a differenza di Playstation3 che sembra un sistema Bose- e può stare benissimo in un salotto così come in uno studio. Anche con Game Boy Advance SP abbiamo riscontato un notevole successo dovuto al suo look più adulto e pulito, e lo stesso credo si possa dire riguardo a Game Boy Advance Micro. Credo che anche i ragazzi più giovani sentano la necessità di avere una console più cool. Noi diamo sempre molta importanza al feedback dei consumatori, quindi il nostro team ha gia cominciato a lavorare in questa direzione. In termini di software, credo non abbiamo mai realmente cambiato la nostra strategia: basta guardare allo SNES con Killer Instinct, o al Nintendo 64 con Goldeneye e Perfect Dark, tutti giochi decisamente più violenti degli altri. La nostra strategia di fondo è quindi rimasta sempre la stessa: cerchiamo di offrire sia prodotti come Kirby o Pokemon, destinati ad un utenza più giovane, sia titoli universali come Zelda e Mario, assieme a giochi più mirati agli adulti come Resident Evil, Geist e Metroid Prime. Credo sia indispensabile avere una buona varietà di software per dare a tutti l’opportunità di giocare.

M.it: Una domanda su Revolution. Considerando che Sony e Microsoft hanno entrambe mostrato le proprie nuove console, come si spiega la grande scarsità di informazioni devolute da Nintendo in questo senso?
MH: L’abbiamo fatto per degli ottimi motivi. Anzitutto, c’è da sottolineare come manchi ancora oltre un anno all’arrivo delle nuove console (escludendo Xbox360). Poi ovviamente l’E3 è dedicato prevalentemente ad hardcore gamers e stampa, che vogliono sapere tutto subito: ma il consumatore medio non decide il suo acquisto in base a queste cose, bensì al momento dell’arrivo della console, quindi non era propriamente vitale divulgare informazioni. Abbiamo comunque voluto dare fiducia al nostro pubblico, annunciando che Revolution è in fase di sviluppo e che siamo in piena corsa per la next gen: questo anche perché ci sono stati dei rumor riguardo ad una presunta uscita di Nintendo dal mercato hardware, cosa che non accadrà mai. Per quanto riguarda la “rivoluzione” di Revolution, abbiamo volutamente evitato di svelarla: infatti, già con lo stick analogico di Nintendo64, si è visto come i nostri concorrenti siano molto rapidi a seguire le nostre buone idee. Cerchiamo quindi di non rivelare mai i nostri progetti innovativi troppo presto, soprattutto adesso per evitare a Playstation3 di copiare qualcosa. Proprio per questo credo che l’annuncio definitivo si farà molto più avanti.

M.it: Parliamo quindi del prossimo anno?
MH: Si, questo è quello che credo. Nemmeno per me è facile capire quando Nintendo of Japan abbia intenzione di rivelare i propri progetti. Ritengo comunque che sia una buona mossa quella di dare nuova hype e nuove informazioni appena prima del lancio di Playstation3 e di Xbox360.

M.it: Quindi Revolution uscirà per ultimo, dopo Xbox360 e Playstation3?
MH: Usciremo sicuramente dopo Microsoft, che lancia la propria piattaforma quest’anno: per ora la data rimane il 2006, per mantenerci aperte diverse possibilità. Dipende tutto dallo sviluppo dei giochi: anche con un grande hardware, sarebbe insensato arrivare sul mercato senza un adeguato supporto software per i consumatori.

M.it: Mr. Iwata nel corso della conferenza ha parlato di Revolution come di un nuovo modo di giocare rispetto ai concorrenti. Può spiegare meglio questa sua affermazione?
MH: La si può interpretare in due diverse maniere: si può cambiare la natura del gioco, come abbiamo fatto con Elektroplankton, che rappresenta davvero un nuovo mondo e non si può nemmeno effettivamente definire un vero e proprio videogame. Ci sono quindi indubbie possibilità di avere rivoluzioni all’interno di una struttura convenzionale, come in questo caso. Il secondo aspetto riguarda il cambio dell’interfaccia tra la macchina e l’utente, ovvero il controller. Sony in questo senso ha fatto un buon lavoro con Eye Toy, un prodotto accessibile a tutti come del resto era la nostra Game Boy Camera molti anni fa. Personalmente sono rimasto molto deluso dai controller di Xbox360 e Playstation3, specialmente il secondo è identico al precedente, con un leggero cambio di design: stessi tasti, stessi stick analogici, non c’è nessuna novità. Abbiamo deliberatamente mantenuto il segreto sul controller del Revolution...

M.it: Un’ultima domanda su Nintendogs, uno dei titoli più interessanti per DS. Quando uscirà in Europa?
MH: Il gioco uscirà in ottobre, e stiamo ora investigato sulla maniera migliore per lanciarlo. Dobbiamo capire cosa vogliamo ottenere con Nintendogs, e stabilire il numero di versioni da rilasciare e le differenze tra queste. Credo che sia comunque un ottimo prodotto, capace di raggiungere un bacino d’utenza molto più vasto rispetto a quello di tanti altri giochi. Puntiamo specialmente sul coinvolgimento di casual gamers e ragazze, quindi dobbiamo ottenere il giusto mix e il giusto posizionamento del prodotto. Vogliamo insomma renderlo un titolo di successo come è stato in Giappone e in America.

[VIDEO=305.305.s.]http://www.multiplayer.it/streaming/IntervistaMarkoHein.wmv[/VIDEO]Il video è disponibile anche in alta risoluzione a questo indirizzo.

Multiplayer.it: Per prima cosa, può spiegare ai nostri lettori qual è il Suo ruolo all’interno di Nintendo?
Marko Hein: Certo. Mi chiamo Marko Hein e faccio parte di Nintendo of Europe. Sono a capo delle sezioni Product Analysis ed Online e quindi dirigo due diversi dipartimenti: il primo (Product Analysis) si occupa delle valutazioni di tutti i giochi realizzati da sviluppatori first, second e third party, mentre il secondo team (Online) è responsabile della presenza di Nintendo sul web in Europa.

M.it: Parliamo del Game Boy Micro. Ritiene che l’avvento di questa nuova versione possa dare una nuova spinta agli sviluppatori, considerando il rallentamento nella produzione per Game Boy Advance dopo l’uscita del DS?
MH: Non credo ci sia mai stato un rallentamento nella produzione per GBA, e comunque bisogna ricordare che chi acquista Game Boy Micro come suo primo handheld Nintendo ha a disposizione oltre 600 giochi tra i quali scegliere. Inoltre, abbiamo molti titoli in produzione previsti per quest’anno, quindi ritengo che il sistema Game Boy non manchi assolutamente di quantità in questo senso.

M.it: Quindi non teme che due nuove console come Game Boy Micro e DS possano in qualche modo intralciarsi?
MH: Quello che abbiamo notato nei primi mesi di rilascio del DS è che non ha avuto alcun impatto sulle vendite di Game Boy Advance SP. Sembra quindi che esistano due distinti gruppi di utenti, e per questo entrambe le console funzionano molto bene sul mercato. Credo che possano decisamente convivere.