[E3 2007] Final Fantasy XII Revenant Wings - Provato  124

Con questo nuovo Revenant Wings per DS, la saga di Final Fantasy si getta nel mondo degli RTS: vediamo con quali risultati...

Nella demo oggetto del nostro test, abbiamo affrontato quello che presumibilmente sarà il primo stage del gioco completo, e che fungeva da tutorial per gli elementi di base: come detto, tutto passa attraverso lo stylus, dalla selezione di uno o più personaggi fino al loro movimento o all’ordine di attacco, sempre con un singolo tap sul touchscreen. Una pressione più lunga unita ad un movimento in una delle otto direzioni permetteva invece di spostare la telecamera, una soluzione che non ci è sembrata esaltante, soprattutto quando sarebbe stato tranquillamente possibile delegare il D-pad per tale funzione. A parte una certa lentezza di fondo dell’azione, Final Fantasy XII Revenant Wings ci è parso divertente ed originale, anche se probabilmente non profondo come titoli quali Final Fantasy Tactics. Da promuovere senza riserve invece la cosmesi del gioco, molto colorata e ricca di particolari, composta da fondali 3D e personaggi bidimensionali: una scelta sia stilistica che tecnica -parole di Toriyama- perché la quantità di unità su schermo avrebbe reso impossibile usare i poligoni anche per la loro realizzazione, che comunque grazie al 2D ne guadagna in termini di calore e old-school feeling.

Già uscito in Giappone (con una buona accoglienza di pubblico e critica), in arrivo negli USA e non ancora annunciato in Europa, Final Fantasy XII Revenant Wings è l’ennesimo spin-off dell’immortale serie RPG, che stavolta si cimenta con uno strategico in tempo reale dalle premesse indubbiamente interessanti. A livello di storyline, il gioco è una sorta di sequel di Final Fantasy XII (numerosi sono infatti i personaggi noti, in primis il protagonista Vaan e l’amica Penelo), e fa parte della cosiddetta Ivalice Alliance, costituita da una serie di prodotti tutti ambientati nel medesimo mondo. Nel booth Square Enix situato al Fairmont Hotel, abbiamo avuto modo di testare un brevissimo spezzone di gioco e di scambiare quattro chiacchiere con il director Motomu Toriyama ed il producer Eisuke Yokoyama. Proprio quest’ultimo ci ha svelato le origini di un progetto così diverso dal solito: Revenant Wings nasce infatti dal desiderio di realizzare un titolo per DS orientato ai casual gamers il cui sistema di controllo si limitasse sostanzialmente all’utilizzo dello stylus, e la scelta è ricaduta sul genere degli RTS. Nonostante gli intenti iniziali, Yokoyama ha voluto sottolineare come il prodotto non si risolva in un’esperienza facile e superficiale dedicata solo agli utenti meno esperti (anzi: il livello di difficoltà è stato perfino innalzato per questa versione americana), ma che è stato studiato anche per risultare fresco ed appetibile agli hardcore gamers.