[E3 2007] Le Nostre Impressioni Della Fiera - Speciale  11

Andrea, Antonio, Fabio, Matteo e Pierpaolo sintetizzano le loro impressioni sul nuovo E3 di Los Angeles con un resoconto dalla fiera ormai conclusa.

Fabio Palmisano

E3 nuovo, vita nuova: e una vita decisamente migliore rispetto agli anni passati, anche se forse un po’ meno rocambolesca ed emozionante. Già, perché in questa edizione 2007, la fiera losangelina ha assunto un tono professionale e compassato, che ha giovato non poco agli addetti ai lavori come noi. Niente più spazi enormi da attraversare sgomitando tra la folla, né stand frastornanti pieni di postazioni impossibili da raggiungere, né tanto meno fanciulle poco vestite a distrarre i visitatori: tutte cose che hanno rimpianto quasi esclusivamente i colleghi statunitensi (ok, a parte le ragazze che sono mancate anche a noi... e specialmente a Tanzen ;P), che evidentemente non possono stare senza il mega-show ad ogni costo. Certo è che a questo E3 è stato un po’ orfano di sorprese: alcuni titoli molto attesi hanno fatto fin troppo i preziosi (due nomi a caso: GTA IV ed Halo 3), e non c’è stato nessun annuncio clamoroso, tanto meno alle conferenze Microsoft, Nintendo e Sony, “convenzionali” per usare un eufemismo.
Di converso, c’erano molti giochi da provare, e le presentazioni ufficiali potevano godere di un clima più intimo e confortevole. Mi sento dunque di promuovere (quasi) a pieni voti l’E3 appena conclusosi, con la speranza che le edizioni future sappiano rimediare ai peccati di gioventù di questa nuova esperienza. Sulla location, invece, la mia opinione è decisamente meno lusinghiera: basti sapere che, nel sondaggio post-fiera, alla domanda “in quale città vorrebbe fosse organizzato l’E3 2008” ero indeciso tra New York e San Francisco, ma Los Angeles non l’ho nemmeno presa lontanamente in considerazione...

Matteo Caccialanza

Queste non sono le mie impressioni sull’E3 di quest’anno. Chiedersi come fosse l’E3 quest’anno è una domanda mal posta, visto che, dopotutto, l’E3 è morto, almeno per come lo conoscevamo noi.
Diverso il periodo, diversa la location, diverse le regole... cavolo persino il presidente dell’ESA era diverso (e quello non cambiava da 13 anni… nel senso che prima l’Entertainment Software Association nemmeno esisteva!).
Solo il Six Flags è rimasto uguale, ma di quel pomeriggio di follia ve ne ha già parlato il Palmisano grande.
Non che io sia contrario a priori al cambiamento. Il “vecchio” E3 era ormai una caricatura, uno zoo ululante e spendaccione. Ma secondo me il vento del cambiamento ha soffiato un po' troppo forte. Il mio giudizio su questa strana fiera dal nome familiare? Una sufficienza stiracchiata. Eccovi i miei pro e contro.

  • + Pochi partecipanti. In un anno siamo passati da 60.000 gadget whores ululanti e accalcati in un mare di sudore a meno di 5000 professionisti, diligentemente in fila ad aspettare il proprio turno. Niente più spintoni, niente code eterne, niente standiste gnocche. Ok un po' quelle ci piacevano, ma è anche l'ora di liberarsi della loro ingiustificata presenza. Non è una mostra di automobili o di motociclette e i videogiochi non sono più il passatempo per soli maschietti che erano una volta... insomma evolviamoci.
  • + Meno chiasso. Nessun chiasso, in effetti. Non capitava mai di dover ripetere una domanda o di alzare al massimo il volume delle cuffie perché bombardati dai vecchi stand frastornanti, con le loro mangiatrici di serpenti e i loro woofer da concerto dei Korn.
  • + I titoli erano giocabili. O almeno i pochi presenti lo erano! Di assenti eccellenti ce n’erano in abbondanza, e non fosse stato per la saletta seminascosta di Microsoft, il solo panorama del Barker Hangar sarebbe stato desolante.
  • - Le press conference.
  • Inutili, quasi dannose. Le mezzore di vuoto pneumatico dei vari produttori e publisher erano tutte programmate durante i giorni di esposizione (invece di concentrarsi in quelli precedenti, come avveniva gli anni scorsi). Quando i due annunci più importanti sono il non-restyle di una console portatile ed il lancio di una "bilancia elettronica" già in esposizione al Barker Hangar… era meglio dedicarsi alla fiera vera e propria.
  • - Gli spostamenti. La fiera era divisa in 5 alberghi e l'hangar di un aeroporto... almeno 20 minuti di scarpinate sotto il sole o una decina sottoposti a trattamento criogenico in quelle bare congelate che erano le navette. Gli americani e la loro aria condizionata a manetta...
  • - Connettività assente. Di tutti gli hotel, solo il Fairmont aveva una connessione Wifi gratuita... ma con backhaul di 3 Mbit condivisi dall’intero albergo. I ragazzi di Funcom (Age of Conan, il MMORPG) avevano le mani nei capelli...
  • - Il cibo. Liberi dal famigerato servizio di catering del Convention Center, ci aspettavamo un mondo fatto di leccornie. O almeno di cibo normale. E invece... tacos di plastica del Fairmont Hotel. Era meglio Pizza Hut...

Pierpaolo Greco

Non è mai facile fare un commento a caldo (è vero è passata una settimana ormai dalla fiera ma visto il materiale che ci siamo portati dietro e che abbiamo lavorato in questi giorni è come se la fiera non fosse ancora finita) per quello che, nonostante tutto, continua a rimanere l'evento di riferimento per il settore videoludico. Forse dicendo questo tendo ad andare contro corrente perchè fin dall'annuncio della nascita di un E3 lento, rilassato e riservato, in tanti ci hanno detto "cosa ci andate a fare?", "non l'avete capito che sarà solo per gli americani?", "ma vi fidate ad andarci soltanto voi?", "guardate che sono soldi sprecati!". Ma noi, testardi e convinti siamo partiti e ci siamo ritrovati con una fiera pronta ad accogliere tranquillamente gli europei (persino con una manciata di eventi riservati) e dove gli italiani, ben defilati, erano presenti in abbondanza (soprattutto per quanto riguarda le riviste cartacee visto che dell'online eravamo soltanto noi ed un altro sito).
Detto questo, cosa mi è rimasto del nuovo E3? Decisamente tanto. Per quello che mi riguarda una fiera che ha deciso di maturare in questa direzione può soltanto aver fatto la scelta vincente. Certo vedere delle modelle di fianco alle postazioni ed essere immersi nei fasti tipicamente americani di stand enormi tematici e dalla musica assordante fa sempre il suo effetto, ma essere in un ambiente tranquillo, dove le postazioni di gioco sono minimali, tranquille e con file brevissime, dove la sala stampa offre spazi per tutti e c'è un catering che ti permette di mangiare e bere nei ritmi frenetici della fiera senza fare il tipico ramadan degli scorsi anni, ha i suoi notevoli vantaggi.
Si riescono finalmente a vedere i videogiochi, a giocarli approfonditamente ed a fare anche due chiacchiere con gli sviluppatori (che anche loro, complice la tranquillità della situazione, tendevano ad essere molto più disponibili e "sbottonati").
Allo stesso tempo però, in questa edizione 2007 svoltasi nella cornice losangelina di Santa Monica, il rovescio della medaglia è stato veramente pesante visto che tutta una serie di ingranaggi devono essere oliati ed il nuovo stile dell'E3 deve maturare e farsi di nuovo le ossa. Non ha senso perdersi attraverso 6 hotel sì in un'area ristretta ma che richiedono comunque spostamenti a bordo di mezzi motorizzati (messi a disposizione dall'organizzazione è vero ma avete idea del traffico che ci può essere a Los Angeles di luglio quando si è sulla via che costeggia la spiaggia oceanica?) per inseguire tutti gli appuntamenti, dover finire in uno squallido hangar di un anonimo aeroporto per trovare le postazioni di gioco o assistere a conferenze ricche di tante belle speranze ma, purtroppo, povere di mordente e novità. Perchè probabilmente dall'esterno è stata proprio quest'ultima la grande mancanza dell'E3 2007: le novità. Pochissime saltate fuori dalle tre conferenze Sony, Microsoft e Nintendo, e praticamente nulla per quanto riguardava i titoli giocabili in fiera. Li conoscevamo già tutti (anche se bisogna dire che molti non li avevamo mai giocati), ma non c'è stata nessuna apparizione a sorpresa, inaspettata, nessun gioco neo-annunciato.
Insomma, come dicevo sopra, la fiera deve superare una fase biologica di rodaggio, limare e rifinire una serie di problemi che tutti gli operatori hanno riscontrato e che ho cercato di sintetizzare in queste righe e allo stesso tempo tornare ad offire le novità inaspettate che una volta erano il cuore pulsante dell'evento.
Ma d'altra parte, come avrete sicuramente già letto, l'anno prossimo la fiera dovrebbe assumere nuovi connotati e, addirittura, cambiare non solo location ma città e nazione. Saremo da punto a capo?

Mi vogliono morto!!! - Antonio Jodice

Dal regno di quelli che non sono riusciti ad avere un invito al nuovo E3 per disguidi burocratici e perché nessuno mi vuole bene (non avevo mancato un E3 dal 2002 fino ad oggi), mi sono in realtà goduto la fiera con somma gioia. E’ stato quindi, l’anno delle conferenze in diretta, commentate sul forum e al telefono con amici e lettori, con la voce strozzata dalle risate, che già si vedono tutti sudati a saltare in salotto, a bruciare grassi e tonificare muscoli grazie al Wii Fit. Quel segmento della conferenza Nintendo è stato uno dei momenti di genuino cabaret più alti della storia dell’E3. Reggie e Miyamoto imperterriti, determinati: “Vogliamo arrivare a persone che neanche sanno cosa sono i videogiochi. Vogliamo continuare a vendere come solo PS2 prima d’ora e, soprattutto, vogliamo morto il Barone!”. Ma come fanno a sapere il mio soprannome? E perché morto? “Hai finito” - sempre Reggie in mondo visione - “di fare le cinque del mattino a giocare ad Oblivion e a cercare di superare i 2 milioni a Geometry Wars. Giochi per la famiglia, un super fisico, il miglior platform della storia dei videogiochi ogni 3 anni, e pedalare!”. Mannaggia, allora dev’essere vero anche il resto, perché Super Mario Galaxy sembra sul serio meraviglioso, di quei giochi che battezzano una console.
Mario Ape, le stelle, il Wiimote in cooperativa ed una gioia di cui si sente tanto il bisogno, perché non è stolta. Però, perché lo hanno relegato in cinque minuti di mortificazione?
Perché, in realtà, mi vogliono morto…
Metroid Prime 3 pare altrettanto bello, ma, nonostante le polemiche su un video che non ha convinto tutti, Halo 3 resta più in alto nella mia lista degli shooter ad ambientazione spaziale. La coppia Arbiter, Master Chief è sexy, ed essendolo anche io, non vedo l’ora di capire di che si tratta, in attesa di scoprire quali marchingegni avranno escogitato per il gioco in rete. Sempre nello spazio si conferma la stella di Mass Effect, ancora più bella, per uno dei most wanted del 2007 ed in esclusiva per 360.
Anche la zampata Sony s’è fatta notare, perché i giochi che dovevano essere belli lo sono sembrati sul serio, dopo un anno piuttosto discutibile a livello di comunicazione. Heavenly Sword e quella gemma di Little Big Planet guidano la truppa della riscossa, senza dimenticare che da questo autunno parte Home con i suoi avatar virtuali e i suoi spazi ipotetici. Nota di merito per Killzone 2. Pensavo, sinceramente, che non mi avrebbe mandato al tappeto, ed in effetti non l’ha fatto. Però è apparso in evidente ottima forma e vincere lo scetticismo di tanti critici non era semplice. Il prossimo anno sarà da tenere d’occhio.
Per PC s’è visto il solito bellissimo Crysis ed il ritorno di un’icona degli hardcore gamer di tutto il mondo: Fallout. Il nuovo capitolo, però, girava su Xbox 360 ed il nostro Pierpaolo masticava amaro, meditando vendetta e affilando quelle schede video che dovrebbero regalargli la versione più prestante del gioco.
Insomma, un E3 non entusiasmante, fatto di conferme e senza reali novità, tranne il Wii Fit e l’annuncio dell’attentato alla vita del più bel caporedattore di Multiplayer.it!

Antonio Fucito

Ho letto nei commenti post fiera che per molti Santa Monica non è assolutamente il posto adatto per tenere un evento orientato al business come questo, ma sinceramente, dopo cinque anni passati in un Convention Center sempre più esasperato nel contorno e meno della sostanza, ho trovato piuttosto piacevole la nuova organizzazione, sparsa si per vari hotel, ma che ci ha permesso di provare i giochi in maniera molto più rilassata e senza pressioni. Lo scenario che faceva da sfondo era poi bellissimo, con l'oceano, un clima caldo ma secco e le solite icone di Rite Aid, Johnny Rockets, Starbucks e così via, peccato avere sempre poco tempo per girare...
Tornando alla fiera, poche sono state le novità, è vero, ma non direi che c'era da rimanere insoddisfatti, un bel po' di materiale era infatti in stato avanzato e lo abbiamo provato per la prima volta, quindi ha avuto molto senso la copertura direttamente sul posto, anche sottoforma di video. La cosa che mancherà, e credo anche ai lettori, è lo speciale topE3, che abbiamo deciso ovviamente di non fare a causa della mancanza completa di materiale primo e la presenza di grossi buttafuori estremamente incavolati. Un grosso colpo alla mia carriera editoriale, che prometto di colmare ad Ottobre con l'E for All, che di fatto diventa la parte consumer e sfrenata di questo E3.
Due parole le spendo anche per i giochi, con Nintendo orientata sempre di più verso la leadership del mercato e una nuova direzione. Mario Galaxy e Metroid in grande spolvero, due titoli imprescindibili e arricchiti dal nuovo controller, mi è piaciuto anche Dragonball in versione Tenkaichi 3, con il quale mi sono divertito a simulare le onde energetiche e a far fuori gli avversari. Di contro devo dire che non mi piace molto la direzione parallela (e che a quanto pare potrebbe diventare preponderante) che la casa di Kyoto sta prendendo, rivolta ai non giocatori con titoli di un certo tipo. Scelta comprensibilissima dal punto di vista economico e di mercato, un po' meno da quella del videogiocatore puro. L'E3 di Microsoft lo definirei come una conferma, forse tra i tre competitor è stato quello più povero di novità, ma con colpi in canna assolutamente di primo piano. Mass Effect e Bioshock sono due titoli che vorrei ora e subito da giocare nel mio salotto, saranno le punte di diamante di tutta la produzione videoludica dei prossimi mesi. Halo 3 è in fase di limbo, sarà per il troppo hype che gli gira attorno, sarà per il motore grafico non in linea con altri che ho visto, ma sono ancora piuttosto tiepido rispetto al potenziale capolavoro di Bungie.
Sony l'ho vista in rincorsa e sperimentazione. Molte meno parole e più fatti rispetto al passato, sta cercando di colmare il gap qualitativo nei propri titoli e rimettersi in pari nelle produzioni multipiattaforma. A parte Lair che faccio ancora fatica a digerire (e che probabilmente sarà così anche all'uscita) mi sta piacendo particolarmente la politica di impiegare molte risorse nello sviluppo di titoli di prime e seconde parti (segnatevi Heavenly Sword e Little Big Planet, soprattutto) e l'importanza sempre maggiore dedicata al PlayStation Network, con una politica di prezzi aggressiva, l'integrazione di PlayStation Home e la promozione di titoli originali e magari fatti da piccoli team, come nel caso di Ecochrome o in passato Flow.
Il PC sta seguendo infine una parabola un po' strana, onestamente mi ha fatto un certo effetto vedere che titoli di chiara origine Wintel (Half-Life 2 e Fallout 3, Call of Duty 4 su tutti) girassero su console, segno chiaro dei tempi, del multipiattaforma più sfrenato e di un riposizionamento sul mercato. Un senso come piattaforma di gioco lo avrà sempre, sia ben chiaro, alcuni generi si giocano sempre meglio con mouse e tastiera, e se si ha la fortuna di possedere un buon sistema, a beneficiarne maggiormente ne sono anche gli occhi.
Questo E3 è stato forse il primo passo verso la maturità dei titoli next gen dal punto di vista tecnico, e ho subito notato come i titoli sviluppati su motori grafici ex novo (Burnout Paradise, Crysis, Heavenly Sword, giusto per fare qualche esempio) hanno una marcia in più rispetto agli altri. Per le idee, il loro riciclo e il gameplay dei vari videogiochi, possiamo far partire la nostra diatriba infinita, magari partendo da Pong.

Andrea Palmisano

E così anche l’E3 2007, quello della rinascita e della rivoluzione, è passato. Un cambiamento che ha riguardato non solo la fiera in sé, ma anche il nostro approccio ad essa. Da trasferta redazionale di massa, per Multiplayer.it quest’anno è stato invece uno spostamento mirato di “sole” 6 persone, con tutto ciò che questo può comportare nella copertura di un evento di portata mondiale. Il risultato è stato di fronte agli occhi di tutti, e per quanto mi riguarda il giudizio non può che essere positivo. Pensavo, e non ero l’unico, che questo sarebbe stato l’ultimo capitolo di quello che fino al 2006 era l’evento legato ai videogiochi più grande, importante e fracassone dell’anno. Invece, nonostante ci siano stati molti problemi più che normali quando si inizia una nuova avventura, tutto è filato piuttosto liscio, e soprattutto abbiamo potuto provare i giochi in maniera finalmente degna di questo nome. E’ piuttosto diverso infatti prendere un pad in mano nel mezzo di un padiglione stracolmo di persone urlanti rispetto invece ad una tranquilla stanza di albergo, ve l’assicuro! E poi la location di Santa Monica, con la spiaggia a due passi e l’odore dell’oceano, è enormemente migliore del Downtown di Los Angeles, una città che francamente non amo, per usare un eufemismo.
E nelle poche ore libere, oltre a qualche passeggiata sulla Promenade, un po’ di shopping, la prova con mano del favoloso iPhone, i moka frappuccino di Starbucks e una cena da Hooters, siamo riusciti a ritagliarci una mezza giornata al parco divertimenti Six Flags, a 40km dalla città. Un’esperienza divertentissima, incentrata su montagne russe dalle dimensioni folli e capaci davvero di far urlare di paura; ma io, Caccialanza e Persichetti non ci siamo accontentati e abbiamo deciso di spendere 15 dollari al Dive Devil per buttarci da 45 metri in caduta libera attaccati ad una fune, con tanto di video a testimonianza imperitura. Un altro viaggio negli States e un altro E3 da mettere nel cassetto dei ricordi quindi. Ci vediamo nel 2008?