[E3 2008] Halo Wars - Provato  20

Finalmente provato, Halo Wars vorrebbe seguire lo stesso percorso tracciato dalla saga di sparatutto a cui fa riferimento, imponendosi come un nuovo punto di riferimento su console.

Non propriamente perso nella nebbia ma comunque trattato in sordina, con pochi annunci e praticamente nessuna possibilità di vederlo da un anno a questa parte, Halo Wars si è presentato alla E3 2008 in grande forma, giocabile e con una serie di spunti che ne fanno davvero il più credibile pretendente al trono di miglior strategico in tempo reale su console. Le basi del titolo di Ensemble Studios sono note, con l'universo della saga sviluppata da Bungie a fare da sfondo a una serie di scontri ambientati venti anni prima di Halo, quando di Spartan non ce n'era solamente uno, quando i Flood erano ancora delle creature sconosciute e quando la guerra contro i Covenant ebbe inizio.
La campagna single player è al momento coperta da un certo riserbo, non essendo stati svelati dettagli che indichino l'esatta struttura che assumerà e quali fazioni saranno giocabili, anche se è fortemente probabile che si scelga di dare al giocatore la sola possibilità di gestire le forze umane. Diverso il discorso per il multiplayer, oggetto della prova diretta alla base di questo articolo nella sua variante a squadre, con due giocatore intenti a lavorare e coordinarsi per avere la meglio su altrettanti avversari.

Veloce e immenso

Le dinamiche alla base di Halo Wars si rifanno alla frangia meno riflessiva del genere di appartenenza, con una serie di basi da conquistare e, una volta costruito l'edificio principale, un numero finito di spazi per erigere le costruzioni desiderate: raffinerie per la lavorazione della sola risorsa presente, centri per la creazioni di soldati e mezzi o centrali energetiche, tutta la fase di preparazione allo scontro offre una sfida unicamente basata sul tempismo e la distribuzione dei punti lavoro, mettendo in disparte le problematiche di posizionamento sul terreno e alleggerendo di molto lo sforzo strategico e tattico. Le unità sono in buon numero e, sul fronte umano, comprendono la fanteria – più o meno armata, dai fucili al lanciafiamme – quanto gli Spartan, dai fuoristrada dotati di torretta fino agli enormi Elephant per il trasporto delle truppe, con ciascuna di esse che dispone di un'abilità unica il alternativa al semplice attacco ma selezionabile solo a intervalli di tempo prefissati. Così impostato il gameplay, l'esperienza si rivela subito frenetica e senza soste con il giocatore impegnato a solcare la mappa e a valutare quali spazi dedicati usare per le basi, dovendo nel contempo decidere come attaccare e difendersi. Gli scontri avvengono in modo furioso, con decine di unità sullo schermo e, nel caso ci si trovi in difficoltà o si voglia impartire il colpo di grazia, la possibilità di fare appello ad alcune armi di supporto. Queste ultime, anch'esse legate a un timer per la ricarica, spaziano dal raggio laser in grado di colpire un solo nemico in modo devastante fino al bombardamento aereo direzionato a piacimento e, al momento della prova e con ancora molto lavoro da fare sul bilanciamento, incidono forse troppo sulle sorti della battaglia.

Facile da controllare e piacevole da vedere

Il sistema di controllo è stato pensato per evitare il più possibile l'intasamento dello schermo, con pochi menù radiali all'interno dei quali compiere le selezioni tramite la leva analogica destra e una minuta interfaccia in grado di visualizzare tutte le statistiche utili a progredire nella partita, da soli contro il computer o in multiplayer. Gli attacchi, normali e speciali, vengono gestiti rispettivamente da X e Y sul pad della Xbox 360, mentre quelli di supporto possono essere richiamati tramite il dorsale sinistro. Il colpo di genio resta comunque la selezione delle unità, che avviene premendo rapidamente A sulle stesse nel caso se ne voglia solamente una, mentre tenendo premuto lo stesso pulsante apparirà un'aura circolare da passare sopra alle truppe che si desidera muovere. Il risultato di questo schema è una facilità disarmante di apprendimento e la possibilità di essere subito competitivi.
Tecnicamente ci sono luci e ombre, a partire dal fronte artistico che ricalca fedelmente quello già visto in Halo ma che sembra non aggiungere moltissimo dal punto di vista creativo, riciclando la grande parte del materiale precedentemente prodotto. Ottima comunque la riproduzione delle unità e la fluidità, che sembra non subire cali nemmeno quando le forze di quattro giocatori si incontrano nello stesso fazzoletto di terra, mentre le texture del terreno non sono sempre impeccabili. L'unica ambientazione mostrata era una pianura erbosa con le aree più esterne coperte da un ricca foresta di pini; nulla di trascendentale ma i video precedentemente mostrati, oltre al bel filmato in CG a sfondo cittadino recentemente rilasciato, lasciano sperare per il meglio.
La primavera del 2009 è ancora lontana e l'attesa inizia a farsi sentire dopo questa convincente prima prova, con la prossima GC di Lipsia ad agosto che potrebbe riservare nuove sorprese e uno sguardo approfondito al singleplayer.