[EGN 2004] Pariah  0

Dai creatori di Unreal

Tecnicamente Pariah non sembra temere nessuno, l’Unreal Engine sembra essere sfruttato a dovere, così come il motore fisico Havok.

Innovare senza stravolgere

Lo stile di gioco è orientato pesantemente verso l’azione ma non solo. Gli sviluppatori promettono diversi bivi narrativi – seppure non ai livelli di Deus Ex - e momenti di gioco dove sarà necessario utilizzare oltre che alla mira, anche il cervello e, in certi casi, anche l’udito, avvicinando così lo stile di gioco al genere Steath.
Così come per il multiplayer, nel corso del gioco potremo trovare diverse armi e tutte quante caratterizzate da un sistema di upgrading - denominato WEC, Weapon Energy Cores – che permette di aggiornare la propria arma fino a tre volte. Nel caso di un fucile di cecchino, ad esempio, potremo migliorarlo una prima volta consentendoci di utilizzare un mirino ad infrarossi. Per l’intelligenza artificiale, Schmalz ci ha confidato di aver utilizzato una versione riveduta e potenziata delle routine che furono inizialmente sviluppate per muovere i BOT del primo Unreal Tournament. Il titolo quindi, molto coraggiosamente, non farà un uso intensivo di sequenze di combattimento unicamente scriptate ma cercherà di offrire al giocatore un’esperienza di gioco più profonda e meno prevedibile.
Tecnicamente Pariah non sembra temere nessuno, l’Unreal Engine sembra essere sfruttato a dovere, così come il motore fisico Havok. Il primo lo si nota dalla splendida grafica e dall’uso intensivo (forse fin troppo) di inediti o comunque ancora poco utilizzati effetti grafici che, ad esempio, riescono a ricreare in maniera molto verosimile la distorsione dello spazio visivo e la rifrazione. Il secondo dalla reazione piuttosto convincente di tutti gli elementi dello scenario (corpi dei nemici compresi) e dal comportamento di tutti i diversi mezzi di locomozione che potremo utilizzare durante il gioco. A dire il vero, da questo punto di vista bisogna pur sempre dire che avremo apprezzato un maggior numero di elementi coreografici esterni all’azione e, più in generale, una maggiore interattività con lo scenario. Ovviamente attendiamo la versione finale del gioco (e delle mappe) per un giudizio definitivo.
La varietà degli scenari ci è sembrata eccellente. Si passa da vaste ambientazioni all’aperto, passando per stazioni sottomarine (splendido l’effetto dell’acqua attraverso i vetri) ed arrivando fino a sparatorie tra due veicoli in volo all’interno di un angusto e spettacolare canyon.

L’uscita è ancora prevista per la primavera del 2005: sia su piattaforma PC che XBox, è in forse una versione per Playstation 2. Seppure il titolo non abbia il blasone di serie come Medal of Honour o Halo, Pariah merita di essere tenuto in seria considerazione e potrebbe diventare uno dei migliori FPS della prossima stagione.
Le premesse ci sono tutte, il pedigree anche.

Durante questa edizione del EGN abbiamo avuto modo di assistere ad una dimostrazione a porte chiuse di Pariah e di scambiare qualche parola con il direttore creativo James Schmalz, fondatore di Digital Extremes e creatore del primo indimenticato Unreal.

Mappe e dintorni

Buona parte della dimostrazione è stata dedicata all’inedito e davvero ben congegnato Editor di mappe per Xbox. Per la prima volta, uno sviluppatore ha pensato di ideare un tool di tale potenzialità per la console Microsoft ed i risultati sono evidenti e di grande efficacia. Seppure armati di un semplice pad, sarà infatti possibile ideare e quindi distribuire ad altre migliaia di giocatori, tramite servizio Live!, le proprie mappe.
Parlando di servizio Live! è impossibile non citare la grande attenzione posta sulle diverse modalità multiplayer. Sfruttando l’esperienza maturata con Unreal Tournament (PC) e Unreal Championship (Xbox), gli sviluppatori promettono di offrirci un’esperienza di gioco varia e decisamente godibile. Nonostante non sia previsto il concetto di “classe”, il gioco sarà comunque in grado di andare al di la dei semplici Deathmatch senza alcuna strategia alcuna, puntando gran parte del proprio fascino anche sui match Team Based. Grazie al particolare sistema di upgrade delle armi, ogni giocatore sarà di fatto obbligato a specializzarsi e quindi a scegliere una particolare strategia di gioco, magari tenendo in considerazione anche le preferenze effettuate dagli altri componenti della nostra squadra.
Tra le varie tipologie di gioco è presente anche una molto simile a quella chiamata Onslaught in Unreal Tournament 2004, in pratica si tratta di un particolare CTF (Capture The Flag - Cattura la bandiera) dove tutti i diversi nodi devono essere catturati in un ordine prestabilito. Questa modalità permette di offrire mappe di gioco anche molto grandi, catalizzando però tutta l’attenzione di gioco su un singolo punto della mappa, senza il rischio di disperdere così tutti i giocatori sullo scenario. Non mancherà la possibilità di guidare un mezzo e tutte le mappe potranno essere giocate anche tramite l’introduzione dei BOT. Su Xbox è anche previsto il gioco per due giocatori in Split Screen, sia cooperativo che competitivo.

Tutta la presentazione di Pariah in video

Qui sotto trovate tutta la presentazione di Pariah fatta all'EGN 2004 da James Schmalz in formato streaming (12 minuti circa). Per chi fosse desideroso di gustarsi le immagini in alta risoluzione suggeriamo di scaricare questa versione da 84 mb a 640x480 (riservato Premium Gold). [VIDEO=170.200.c.s]http://www.multiplayer.it/streaming/pariah_egn2004_streaming.wmv[/VIDEO]

Innovare senza stravolgere

Grande attenzione al multiplayer dicevamo, eppure il punto forte di questo Pariah sembra proprio la sua modalità a singolo giocatore. Grande impegno è stato profuso nella scrittura di una trama in grado di tenere sempre alta l’attenzione del giocatore e di stupirlo con diversi colpi di scena.
Il protagonista, un medico disilluso e scoraggiato dalla vita, si ritroverà su una Terra diventata uno scenario post-apocalittico ed utilizzata come una sorta di prigione di contenimento e di quarantena. Sarà una sua paziente, conosciuta inizialmente con l’appellativo di “soggetto B”, e un atterraggio di fortuna a dare inizio a questa avventura. Dove si trovano? Chi è la misteriosa paziente? Perché sembra così importante la sua vita per i suoi datori di lavoro? Con l’evolversi della trama le domande saranno sempre di più è assicurano di tenerci incollati alla sedia per scoprire come andrà a finire.