Elebits  0

Dimenticatevi di Volta, Galvani, le rane e le pile: Konami ha scoperto la vera origine dell'elettricità! Solo che ci sono grossi guai all'orizzonte...

I Pikmin elettrici!

Dicevamo che le vere origini dell’elettricità non sono affatto quelle che illustri personalità dei secoli scorsi hanno pensato di scoprire ed elaborare: i giapponesi come al solito sono troppo avanti e hanno scoperto che questa misteriosa, preziosissima energia grazie alla quale oggi facciamo praticamente di tutto ad altro non si deve che a una simpatica razza aliena giunta sulla Terra una decina di millenni fa, e da allora rimasta sul nostro bel pianetino dove, in cambio dell’ospitalità, funge da immensa batteria di energia infinita e pulita. Gli Elebits (Ele per elettricità e Bits perché sono dei cosini piccolini e carini) sono, ehm, dei cosini piccolini e carini, tutti diversi tra loro il cui design deve tanto ai Pikmin, ai Pokémon e in generale a tutta la moda delle creaturine – ci spiace ripeterci ma il succo è quello – piccoline e carine che impazza da anni nel Sol Levante. Un quadro che è rimasto così idilliaco per diecimila anni, ma che un brutto giorno, di punto in bianco, è radicalmente mutato: gli Elebits sono entrati in sciopero! Solo che, essendo alieni, invece di fare come tutti noi terrestri che quando entriamo in sciopero cominciamo a fare un casino inenarrabile, loro hanno deciso semplicemente di sparire, di nascondersi agli occhi degli umani.

l’intera idea di un nuovo sistema di controllo come il Wiimote ha scatenato le fantasie più selvagge di una grossa fetta di videogiocatori e sviluppatori

I Pikmin elettrici!

E’ un bel guaio, in effetti… Senza elettricità come faremo a giocare coi nostri Wii nuovi di zecca? E così nel gioco impersoneremo proprio un fresco acquirente di Wii, che tutto contento torna a casa col suo nuovo giocattolino e impaziente come non mai di giocare a Twilight Princess inserisce con bramosia la spina nella presa solo per rendersi conto che la corrente è completamente saltata. Tutto questo è intollerabile, e se è nelle occasioni più difficili che si vede la vera stoffa di un uomo, non resta altro che imbarcarci in un’avventura che non sappiamo dove possa portarci, e scoprire perché e che fine abbiano fatto tutti i cari alieni, o almeno solo quelli necessari a far funzionare console e televisore. Ok, la storia del Wii e del videogiocatore è completamente inventata, ma a tutt’oggi non sappiamo chi sia il protagonista del gioco (Elebits a parte, naturalmente) e perché spetti proprio a lui il compito di ritrovare le creaturine, quindi qualsiasi storiella inventata all’occasione per il momento va ancora bene. E a pensarci un po’, tutta la storia del Wii non è neanche malaccio, non pensate anche voi? Ok, ok, torniamo seri…

Half-Life 2 senza sangue?

Un’altra cosa che non sappiamo è come siamo venuti in possesso dell’arma, l’unica di tutto il gioco che ci accompagnerà per tutta la durata dell’avventura, indispensabile al compimento della missione. Si tratta di una “pistola” che ci permetterà di interagire praticamente con qualsiasi oggetto presente su schermo: premendo il grilletto del Wiimote dall’arma partirà un raggio elettrico, dopodiché i movimenti della nostra mano, qualsiasi movimento, saranno fedelmente riprodotti nel gioco permettendoci di spostare l’oggetto colpito in qualsiasi direzione lo vogliamo, nelle tre dimensioni dello spazio. Per chiarire, non saremo limitati a una semplice traslazione laterale dal punto A al punto B, ma potremo anche spostarlo in profondità, ruotarlo, lanciarlo e in generale fare un po’ quello che ci pare. Se vi è venuto in mente Half-Life 2 siete sulla buona strada, salvo che qui tutto è reso immensamente più intuitivo e naturale dal fatto che non sarà la pressione di qualche pulsante a scatenare azione e reazione, ma i nostri movimenti reali, cosa questa possibile solo sulla nuova console di Mamma Enne. Sposteremo oggetti e rivolteremo le ambientazioni di gioco da cima a fondo perché gli Elebits si son nascosti un po’ per ogni dove, ma solo in presenza del raggio elettrico della nostra arma salteranno fuori, previa rimozione di ogni possibile ostacolo. Il resto dei controlli è quello di ogni FPS che si rispetti: con lo stick analogico ci si muove negli ambienti 3D, col Wiimote si indirizzano sguardo e arma, e in più ci si può abbassare e alzare sulle punte dei piedi giusto per essere sicuri di non aver tralasciato alcun nascondiglio possibile. Semplice ed immediato sulla carta, e anche in pratica, almeno stando ai commenti di chi il gioco l’ha provato…

Elebits si presenta quindi come il titolo che meglio si presta a spiegare al mondo le caratteristiche uniche e rivoluzionarie della nuova macchina

Half-Life 2 senza sangue?

La prima parte del gioco sembra essere ambientata all’interno di una casa, ma gli sviluppatori promettono che ben presto si potrà uscire nel giardino, in strada e visitare interi quartieri della città. Ben presto ma non subito: all’inizio siete limitati dalla mancanza di corrente e dalla scarsa potenza della pistola, che è upgradabile. Il processo è semplice: ogni Elebit trovato donerà alla nostra arma un certo quantitativo di watt, unità di misura della potenza elettrica; ogni aggeggio elettrico presente nel gioco a sua volta richiede un numero preciso di watt per la sua attivazione, la quale può portarci a sbloccare nuove aree di gioco e via di questo passo. L’esempio più immediato è quello di una stanza buia nella quale, prima di accendere la luce, i nostri movimenti saranno per forza di cose limitati; ma questo concetto ha permesso agli sviluppatori di implementare anche qualche puzzle, come ad esempio quello del forno a microonde visto in qualsiasi versione giocabile del titolo: una volta raggiunta la potenza necessaria potremo alimentare il forno, e provando a cuocere dei popcorn ecco che saltano fuori dei nuovi Elebits particolarmente burloni e buongustai! Non basta, perché di pari passo alla potenza aumenterà anche la capacità dell’arma di interagire con oggetti sempre più grossi, e così se all’inizio saremo limitati a cose che potremmo benissimo spostare da soli, passeremo poi a televisori, frigoriferi, automobili e addirittura case intere!

Fisica bestiale!

Konami ha pensato bene di implementare una simulazione fisica piuttosto interessante sulla carta: ciascun oggetto ha un proprio peso e di conseguenza reazioni diverse ai movimenti del Wiimote. Sulla carta però, perché in tutte le versioni finora testate (E3, Games Convention e dimostrazioni private varie) queste differenze non si avvertivano, e resta da scoprire se si tratti di una colossale balla dei programmatori o semplicemente della volontà di tenere nascosto il tutto fino alla versione definitiva. Tra l’altro in una delle primissime interviste Mukaitouge, parlando proprio della fisica e di quanta importanza vi sia stata data nel corso dello sviluppo, ha anche parlato di un chip vero e proprio all’interno del Wii deputato esclusivamente a questo tipo di calcoli; da allora in poi nessuno ha mai fatto menzione di questo fantomatico processore e non si sa se si sia trattato di un errore del producer o in fase di traduzione: visto che però ormai la console è sugli scaffali e non ha più segreti, tendiamo tristemente a questa ipotesi… Proprio la simulazione della fisica, che sia hardware o software, sembra l’aspetto tecnico più impressionante di Elebits, che dal punto di vista grafico fa ben poco per differenziarsi da un qualsiasi software GameCube, sebbene tra i più curati.
Completa il quadro una modalità multiplayer per quattro giocatori che si sfideranno con l’obiettivo di raccogliere il maggior numero di watt in un tempo prefissato. Elebits si presenta quindi come un prodotto interessantissimo, forse, tra i primi titoli Wii, quello che meglio si presta a spiegare al mondo le caratteristiche uniche e rivoluzionarie della nuova macchina in un contesto di gioco complesso e profondo; inoltre potrebbe fungere da trampolino di lancio per una nuova serie di personaggini tanto carini, occasione questa non certo sfuggita al marketing di Konami che ha già preparato pupazzetti e figurine da vendere con le prime copie del gioco, in attesa magari di una produzione ben più massiccia. Da seguire con estrema attenzione (il gioco, non i pupazzetti), fino al 2 Dicembre, giorno nel quale Elebits sbarcherà sugli scaffali nipponici assieme alla console. Una data europea non è ancora stata annunciata, ma conoscendo Konami potremmo dover aspettare più del dovuto…

Per quanto ci possano essere ancora dubbi, perplessità, preoccupazioni sul concept alla base del Wii e su quanto la nuova console Nintendo possa far presa sul popolo che videogioca, una cosa non si può negare, e cioè che l’intera idea di un nuovo sistema di controllo radicalmente più intuitivo, immediato ed “immersivo” come il Wiimote abbia scatenato le fantasie più selvagge di una grossa fetta di videogiocatori e sviluppatori. Tra questi Shingo Mukaitouge, già noto alle cronache per lavori non esattamente ortodossi quali Guitar Freaks e Drum Mania, che insieme al suo gruppo interno a Konami of Japan non appena prese visione della nuova macchina cominciò a pensare a un nuovo gioco che ne sfruttasse appieno tutte le sue caratteristiche. Il risultato è quasi tra noi, si chiama Elebits e se per verificarne le qualità dobbiamo aspettare ancora fino a metà Dicembre, oggi possiamo tranquillamente indagarne più a fondo struttura e peculiarità.