Empire Earth III - Anteprima  0

La terra è di nuovo in pericolo. Ci sono dei pazzi guerrafondai che hanno deciso di conquistarla... noi!

Dinamicità

Stando alle prime dichiarazioni ufficiali, la struttura di gioco rimarrà invariata e dovremo sempre prendere una civiltà dai suoi albori portandola fino al futuro. Per fare questo occorrerà gestire un gran numero di truppe che si succederanno con il passare degli anni, e si adegueranno alle diverse epoche. Ovviamente il nostro scopo sarà quello di prosperare conquistando territori e assoggettando altri popoli. Le novità che verranno introdotte in questo sequel sono sostanziali e promettono grandi cose: la prima riguarda il fatto che questa volta potremo realmente combattere sull’intero pianeta, almeno stando alle parole di Cindy Cook, chief strategy e marketing officer di Vivendi: “Empire Earth III porterà la serie ad un altro livello, dando la possibilità di catturare l’intero globo terrestre che sarà quindi nelle mani del giocatore”.

questa volta potremo realmente combattere sull’intero pianeta

Dinamicità

La seconda novità riguarda l’implementazione di un sistema free-form, ovvero la possibilità di poter gestire le unità in modo dinamico portandole da una battaglia ad un’altra, senza dover ricominciare ogni volta dall’inizio. Questo renderà la loro gestione molto più complessa e appagante, permettendo di farle crescere e migliorarle secondo un sistema che probabilmente avrà in se qualche elemento GDR. Finalmente, quindi, gli sforzi compiuti sul campo di battaglia non verranno vanificati pochi secondi dopo la vittoria azzerando il nostro esercito, ma si protrarranno anche nelle battaglie successive generando, quindi, la necessità di pensare in modo lungimirante ogni scontro. Le possibilità che apre questa caratteristica sono molteplici e ricordano molto quanto visto negli ultimi Total War, dove è importante riuscire a mantenere un esercito facendo migliorare le varie armate, piuttosto che mettere insieme migliaia di novellini incapaci. Il bello è che la stessa cosa varrà anche per gli edifici, che non andranno persi automaticamente nemmeno in caso dell’invasione di un avversario!

La storia siamo noi

Non bastassero queste novità a farci venire i sudori freddi e a far nascere in noi il fremito dell’attesa (vabbé, ci eccitiamo per poco, lo confessiamo), ci si mette anche la possibilità di gestire vari contesti storici a darci la mazzata definitiva (queste forme di esaltazione da fanboy sono fantastiche). Cosa significa tutto ciò? Beh, semplicemente che essendo Empire Earth III ambientato in varie epoche e in vari luoghi, sarà possibile creare e gestire truppe in linea con i contesti storici specifici, senza dover forzare la produzione di truppe aliene in certi posti (ce li vedete bene gli Ulani nella Cina Imperiale? E i Lanzichenecchi nel Giappone feudale? No, vero?).
Graficamente il gioco sembra molto promettente anche se, e qui alcuni storceranno il naso, lo stile scelto non è più quello realistico dei precedenti capitoli, ma uno più cartoon, in onore alla tendenza attuale che pervade molti RTS recenti (ringraziate mamma Blizzard per questo… amen). Quindi preparatevi a combattere in scenari molto colorati e molto vivi, gestendo unità dettagliate e dai colori saturi. A prevalere sarà una certa “morbidezza” visiva generale, anche se non mancheranno unità tratteggiate in modo più realistico e con minori concessioni fatte ad uno stile così leggero. Dagli screenshot visionabili appare chiaro che il motore grafico sarà in grado di gestire ombre e illuminazione dinamica, così come sarà dotato degli ultimi effetti grafici. A stupire particolarmente è la magnifica acqua e alcune texture che sembrano veramente molto belle.
Purtroppo non possiamo dirvi di più sul gioco, visto che siamo soltanto all’inizio della sua vita (almeno a livello di materiale rilasciato alla stampa e al pubblico). Rimanete comunque sintonizzati su queste pagine per saperne di più su quanto verrà annunciato nelle prossime settimane.

L'impero

E così anche la saga di Empire Earth si arricchisce di un terzo capitolo. Il primo episodio, uscito nel 2001, nonostante l’accoglienza relativamente fredda da parte della critica, fu in grado di convincere i giocatori vendendo bene e meritandosi un seguito uscito nel 2005. Anche in questo caso il risultato è stato il medesimo: critiche freddine ma giocatori convinti della validità del prodotto. Cosa significa tutto questo? Che il gioco ha venduto bene, ovviamente, e che quindi il fatto che prima o poi venisse realizzato un terzo episodio era quasi un’ovvietà. Così è stato e il 23 Febbraio 2007 Vivendi ha annunciato l’uscita ad autunno 2007, salvo possibili ritardi, che nel mondo dei videogiochi sono quasi un’ovvietà, di Empire Earth III, sempre ad opera di Mad Doc Software.
I primi due episodi clonavano in modo abbastanza netto il concept di Age of Empires, ovvero la necessità di prendere per mano una civiltà ai suoi albori portandola verso la gloria. A differenza della sua fonte diretta d’ispirazione, che a sua volta mirava ad essere un Civilization in tempo reale, il lavoro degli allora Stainless Steel si caratterizzava per una maggiore complessità gestionale, dovuta soprattutto ad un’interfaccia non proprio user-friendly ma che, nonostante tutto, piacque parecchio agli appassionati. Molti, anzi, apprezzarono proprio la maggiori difficoltà del gameplay e lo preferirono senza riserve al rivale diretto, sicuramente più immediato ma per questo anche più blando (almeno per i suoi detrattori). La verità è che gli Empire Earth sono difficili da digerire, soprattutto per un pubblico abituato a schemi vecchi e logori ed estremamente semplificati… spesso troppo semplificati, soprattutto pensando che è di “strategia” che stiamo parlando. Tutto questo discorso serve per porci una singola, capitale domanda: Empire Earth III srà plasmato seguendo i consigli di quelli che ne hanno criticato l’interfaccia e la difficoltà generale, o continuerà sulla strada tracciata dai precedenti episodi, rimanendo fedele alla sua natura e puntando semplicemente a migliorare ciò che lo ha reso grande? Ovvero, potremo di nuovo godere di un’opera colossale e ambiziosissima, pur con i suoi difetti, o dovremo accontentarci di una sua versione edulcorata?