Empire: Total War - Provato  23

Il mondo dei grandi imperi coloniali e delle potenze europee attende il suo dominatore.

Empire: Total War sarà disponibile per PC.

Fin dal lontano 2000, anno della pubblicazione dell'ormai dimenticato Shogun, i titoli della serie Total War hanno sempre rappresentato delle pietre miliari del genere strategico attirando una schiera di appassionatissimi seguaci oltre a infiniti elogi da parte della critica.
Medieval II: Total War è dall'uscita il dominatore incostrantato della strategia su computer, una vittoria totale dovuta alla certosina attenzione nello sviluppo di ogni più piccolo particolare del titolo, dalle fasi militari a quelle diplomatiche e anche, inutile nasconderlo, a una serie di modifiche amatoriali che ne correggevano diversi errori, sia di programmazione che storici.
Creative Assembly continua la sua carrellata nelle epoche facendo un salto di due secoli rispetto la scoperta dell'America che chiudeva Kingdoms, espansione del predecessore, e catapulta i giocatori nel mondo del XVIII secolo, periodo dell'espansione europea nel mondo, della nascita degli Stati Uniti, dell'Illuminismo e della corsa coloniale, ed è di nuovo tempo di guerra totale.

Il tempo dei cannoni

La base di Empire resta la medesima dei capitoli predenti: in una mappa mondiale (divisa ora in tre parti, Europa, Asia e Americhe) si muovono le varie potenze internazionali, arricchite da nuove nazioni nascenti (gli Stati Uniti su tutte) alle quali si affiancano le vecchie glorie dell'epoca precedente (gli ormai decadenti impero Turco e la Repubblica di Venezia) oltre alle classiche Spagna, Francia, Inghilterra, Germania...
In queste dettagliate mappe si muovono le varie pedine, ovvero armate, agenti emissari, religiosi e la nuova figura del gentleman illuminista, che si prodigherà nel portare le innovazioni del pensiero dell'età dei lumi sia sul piano sociale che tecnologico, e potrà inoltre sfidare a duello gli agenti del nemico liberandovi in modo legale della loro presenza. La prima cosa che lascia spaesati in Empire è la grandezza dell'area di gioco: già in Medieval appariva enorme, comprendendo tutta l'area dalla Spagna al Mar Nero e in seguito le Americhe, ora si arricchisce di altri due continenti arrivando a coprire praticamente l'intero orbe terracqueo.
Nel codice che abbiamo avuto modo di provare era presente l'ossatura di quella che diventerà la campagna americana, che darà al giocatore l'opportunità di riscrivere la storia e portare alla vittoria gli inglesi durante la rivoluzione, oppure far occupare le terre del nord dagli spagnoli o, perchè no, cacciare i visi pallidi dal continente al comando di una nazione nativa.
Ci è stata data la possibilità di giocare venti turni alla guida dei rivoluzionari americani ed è stato possibile quindi apprezzare diversi elementi in comune col predecessore, in primis la presenza di diversi personaggi storici (Franklin e Washington su tutti) nonchè il classico sistema di spostamento delle truppe. Innovazioni nella mappa strategica sono le cittadine di provincia, i porti e le stazioni di posta, che pur funzionando come le città principali, avranno accesso solo a determinati servizi, che potranno essere fabbriche piuttosto che fattorie o cantieri navali.
Sul fronte delle battaglie strategiche abbiamo ovviamente un notevole cambio rispetto al passato: il tempo delle fanterie corazzate e del corpo a corpo selvaggio ha lasciato spazio a file di fucilieri e artiglierie che si colpiscono a distanza per poi caricare alla baionetta i superstiti, mentre i cavalieri in armatura sono spariti lasciando il posto a più agili cavalleggeri di appoggio, in grado peraltro di smontare di sella ed essere usati come fanteria di linea.

Master and Commander

La vera grande novità di Empire è comunque data dalle battaglie navali: vero e proprio gioco nel gioco, gli scontri tra vascelli, per ora rimasti appannaggio della risoluzione automatica da parte del PC, vivranno finalmente nei nostri monitor.
A prima vista il sistema di controllo può sembrare estremamente simile a quello dei conflitti terrestri: in una simulazione trdimensionale del mare, bastimenti di schieramenti avversi si fronteggiano, tuttavia, nell'oceano non vi sono nè colline nè ripari, e la strategia starà infatti nel seguire i capricci del vento, in modo da evitare di finire bloccati dalla corrente contraria e nel corretto sfruttamento delle bordate dei cannoni delle nostre navi.
Ogni vascello ha infatti, oltre a un equipaggio, un certo numero di cannoni (si va dai 22 degli sloop ai 200 delle fregate di linea) che il giocatore potrà controllare decidendo I momenti delle bordate da una piuttosto che dall'altra fiancata in modo da colpire nel modo migliore l'avversario, generando scene degne dei migliori momenti dei Pirati dei Caraibi: attenzione però a non restare con i cannoni scarichi mentre il nemico vi si affianca.
Grande importanza assumono infine i relitti: in base alla gravità e alla locazione dei danni, le navi imbarcheranno infatti acqua e affonderanno in mille maniere diverse seguendo un motore fisico che ricrea perfettamente le condizioni che portano un natante all'inabissamento. Colpite l'avversario sulla poppa e lo vedrete scivolare lentamente in acqua, allagate un lato e la vedrete inclinarsi e magari rovesciarsi a causa di un colpo di vento e via così, in maniera talmente realistica da lasciare senza fiato e da portare addirittura ad ammirare la perfezione della ricostruzione ignorando il resto della battaglia. Attenzione però perchè non si tratta di un mero espediente scenografico: un relitto in fase di affondamento diventerà un pericoloso ostacolo ai movimenti delle altre navi, se non addirittura uno scudo dietro cui ripararsi per coprire la fiancata dal tiro del nemico.

Concludendo

Il codice provato manca di quasi tutto: l'intelligenza artificiale è ancora primordiale, non ci sono livelli di difficoltà, nè le musiche, e metà delle unità dell'unica fazione giocabile non sono utilizzabili. Abbiamo appena visionato la mappa strategica e gli assedi, eppure, nonostante tutte queste mancanze, Empire: Total War potrebbe già da ora, a un mese e mezzo dalla sua uscita, essere giudicato un ottimo prodotto, accattivante, interessante, da giocare continuamente e senza alcuna controindicazione.