Field Ops - Anteprima  0

Vi è mai capitato di osservare il nemico fare a pezzi una vostra unità, sentendo l'impulso di entrare in prima persona nell'azione per sparargli personalmente al posto di quell'incapace I.A.? Bene, pare che l'ora sia giunta, Freeze Interactive ha pensato anche a voi.

Command and Shoot

Pur di conciliare fluidamente la frenesia omicida degli FPS, fatta comunque di chirurgica arte omicida, con la pianificazione da invasore romano degli RTS, Freeze Interactive ha pensato a due funzioni che vi permetteranno di beneficiare in ogni caso di comandi tipicamente legati al genere opposto. Prendiamo il caso della sanguinosa guerriglia porta a porta (ecco che arriva il diorama esplicativo), nel caso non possiate permettervi un'immediata micro-gestione dell'unità, la funzione snap to cover consente di mettere i soldati al riparo, costringendoli a porsi in salvo dietro al muro più vicino, mentre rimanete comodamente seduti a consultare le carte geografiche a dieci miglia di distanza. Di contro diviene utilissimo poter assegnare ad una truppa di sorvegliare uno snodo cruciale mentre vi fischiano i colpi a pochi centimetri dall'orecchio servendovi della funzione overwatch. Com'è lecito aspettarsi anche l'approccio ai comandi varia sensibilmente, laddove una gestione strategica si realizza tramite l'uso frequente del click and drag in opposizione alla combo tastiera e mouse cara agli FPS. Anche se il passaggio da una modalità all'altra premendo il tasto Tab può sembrare traumatico, si rivela in realtà molto naturale e non ci vorranno che pochi minuti sul campo per digerire questa fortunata combinazione.

Command and Shoot

Nonostante la filosofia degli sparatutto in genere sia quella di un relegare al megalomane giocatore il compito di ripulire ogni area, Field Ops concede agli strateghi di vecchia data sette classi e unità eroiche al seguito. Dal momento che non ci sono Re dei Lich o Troni Congelati di mezzo non deve stupire il fatto che le specializzazioni siano quelle di medico, ingegnere, genio, tiratore scelto, tecnico e così via. Cosa farà mai il medico rispetto al tecnico? Ecco, avete capito che bene o male non arrivano grosse scosse sotto questo punto di vista, mentre i personaggi illustri possono beneficiare al contrario di rare discipline come quella del segnalare i bersagli grazie ai puntatori laser, con felicitazioni dall'aviazione militare.

Freeze Interactive ha pensato a due funzioni che vi permetteranno di beneficiare in ogni situazione di comandi tipicamente legati al genere degli RTS o degli FPS

Command and Shoot

Già che parliamo di raid aerei è bene segnalare come ogni veicolo, sia che si tratti di una jeep militare, di un autobus o di un elicottero da guerra, sia perfettamente pilotabile dal giocatore, che dovrà però servirsi di una visuale in terza persona, sebbene sia possibile comandare i mezzi come una qualunque unità strategica indipendente da una visuale più consona al genere RTS. Si tratta senza dubbio di un elemento pregiato, che si affianca alla cura con la quale i mezzi e il potenziale bellico è stato attentamente ricostruito e modellato per fare bella mostra di sé in Field Ops. Resta ancora molto da chiarire sulle reali contiguità tra i due generi che speriamo non si fermino a pochi comandi ibridi come quelli di cui già ci siamo occupati, perché finirebbero per proporre un titolo piacevole ma che rischia di abbozzare solamente le feature classiche degli FPS e degli RTS, alle quali siamo abituati da dieci anni di infaticabile produzione. Ad ogni modo il tempo agli sviluppatori non manca, perciò godiamoci le belle immagini e il motore di gioco, che sembra pensato per aprire nuovi varchi di personalizzazione nel gameplay. Sì, nel paragrafo successivo.

Macerie di poligoni

Nulla da eccepire, sul piano visivo Field Ops si mostra già in splendida forma, ma quello che più conta è che la fisica del mondo è stata concepita per aumentare il grado di interazione strategica tra il giocatore e lo scenario; lo so è la solita affermazione altisonante che poi finisce quasi sempre per non contare nulla, ma da quanto mostrato appare chiaro che la possibilità di aprire varchi nelle pareti o far crollare elementi degli edifici possa influire seriamente sull'andamento dell'azione. Pensate all'eventualità di sbarrare la strada ad una pattuglia nemica facendo crollare un ponte di collegamento tra due case o al vantaggio di appiccare un'incendio tra voi e un veicolo che vi dà la caccia. In particolare nelle partite multigiocatore la competizione per un dominio attivo dello scenario dovrebbe consentire nuovi approcci alla mappa di gioco, sperando che questo significhi soprattutto un po' di sano divertimento fuori dagli schemi.

Macerie di poligoni

Con dieci mappe diverse e tre modalità di gioco differenti, l'opzione dedicata ai fan del gioco in rete si presenta come una carta in favore della longevità complessiva, considerando che l'intera campagna offre una modalità cooperativa da esplorare fino ad un massimo di sei giocatori impegnati contemporaneamente. Resta soprattutto da vedere cosa succede quando ad affrontarsi sono utenti più versati sul fronte RTS contro esperti di sparatutto in prima persona. Senza farsi prendere da facili entusiasmi siamo comunque ansiosi di testare versioni aggiornate di Field Ops, che si prepara per il lancio fissato per i primi mesi del 2007; nel frattempo Multiplayer.it resterà in prima linea per voi.

Con un piede in due staffe

Era già notte inoltrata nel quartiere generale di Freeze Interactive quando Olivier Goulon si alzò in piedi e di fronte agli azionisti allibiti proclamò: "realizzeremo un FPS in RTS!". Se questo può consolare il consiglio d'amministrazione di Freeze, anche noi di Multiplayer.it siamo sorpresi, piacevolmente sorpresi. Vediamo dunque cosa ci riserveranno queste sedici missioni sviluppate in quattro campagne di "lotta al terrore", portate avanti negli scenari tristemente famosi dell'Afghanistan e di Cuba per poi proseguire in Ukrainia e concludersi a New York, dove la sempre verde American Army dovrà vedersela con una minaccia che mira al cuore della nazione.

Fin qui c'è ben poco di nuovo ma sembra che il gameplay sia capace di farci dimenticare la storia ritrita dei war games in favore di un approccio originale che, si spera, soddisferà entrambi gli amanti dei giochi strategici e delle sparatorie all'Ok Corall. Da quello che Freeze Interactive ha mostrato alla stampa pare che ognuno possa scegliere un approccio personale, privilegiando l'aspetto che più si addice al suo stile di gioco e proprio per questo motivo sono state approntate soluzioni dinamiche per consentire in ogni momento di favorire anche solo una delle due meccaniche di gioco. Determinate situazioni riuscirebbero però molto più semplici da gestire smettendo i panni del comandate in favore di quelli del soldato e viceversa, e poi insomma, perchè mai dovreste giocare Field Ops come un RTS o un FPS una volta tanto che qualcuno si impegna per creare qualcosa di nuovo?