Final Fantasy IIIFinal Fantasy III 

Il primo Final Fantasy su DS è un remake o un gioco totalmente nuovo?

NIP

Final Fantasy III su DS è un vero e proprio spettacolo: Square Enix ha cercato di spremere letteralmente l'hardware del nuovo handheld Nintendo per rivoluzionare lo spartano mondo che qualcuno magari ha già esplorato su NES anni e anni fa. Adesso questo terzo capitolo di FF sfoggia una realizzazione grafica al passo coi tempi: poligoni e FMV lo rendono molto più simile ai Final Fantasy per PlayStation 2, con le ovvie limitazioni del caso. Il motore grafico ricorda quello di Animal Crossing: Wild World, e anche il controllo del nostro alter-ego avviene come nel simulatore di vita quotidiana di Nintendo: tramite il pennino è possibile infatti direzionare i movimento del modello poligonale, operazione che richiede un minimo di pratica per essere eseguita con naturalezza. Tramite il pennino è inoltre possibile selezionare le varie opzioni presenti ed eseguire diverse azioni, e non si esclude la presenza dei canonici mini-game che richiederanno l'utilizzo del touch-screen. Tecnicamente Final Fantasy III promette quindi molto bene: gli artwork presentati, realizzati dallo stesso character designer di Final Fantasy Tactics peraltro, sono fedelmente riproposti in tre dimensioni, presentando una proporzionalità vagamente super-deformed. La telecamera in genere segue l'azione dall'alto, ma la sua posizione cambia spesso durante le cutscene garantendo una buona regia: la storia, come già detto, è stata decisamente complicata e modernizzata, con protagonisti più caratterizzati e interessanti, sequenze narrative molto più elaborate e cinematografiche, spesso intermezzate da cutscene in computer-graphic che rendono giustizia all'epicità dell'azione. Insomma, questa volta la ricerca dei cristalli sacri ha cambiato look, si è spettacolarizzata, adeguandosi alle esigenze di mercato pur mantenendo lo stile squisitamente fantasy e fiabesco che la contraddistingueva negli anni '80.

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TUCK

Anche dal punto di vista del gameplay Final Fantasy III è decisamente cambiato, basti pensare che Square Enix ha rivisto il Job System, adattandolo agli standard più moderni. Per i neofiti va' detto questo meccanismo è stato elaborato per la prima volta proprio su NES, poi ripreso e migliorato in Final Fantasy Tactics per poi essere utilizzato in altri titoli come Final Fantasy XI Online e Final Fantasy Tactics Advance: il Job System permette di cambiare letteralmente la "classe" (Job infatti significa "mestiere") di un personaggio per modificarne il repertorio di magie e abilità, al fine di costruire il proprio party preferito. Il protagonista può quindi essere un Guerriero come un Black Mage, ad esempio: basta un click e il gioco è fatto. Oltre a quelli di base si renderanno disponibili nuovi Job col progredire nell'avventura, anche se alcune dovranno essere sbloccati mediante la risoluzione di quest et similia. Tra i Job selezionabili figurano i canonici Red Mage, White Mage, Dragoon, Summoner e molti altri, compresi alcuni mai visti prima.
Insomma, la saga su DS sembra cominciare alla grande, non resta che provare la versione occidentale per capire se questo vero e proprio remake terrà fede alle splendide promesse.

Final Fantasy III Final Fantasy III Final Fantasy III

Continua la riproposizione sfrenata dei Final Fantasy "storici": dopo le compilation per PSOne, i porting dei primi due capitoli (Final Fantasy I & II: Dawn of Dreams) e lo pseudo-remake di Final Fantasy IV per Game Boy Advance, con il remake di Final Fantay V già annunciato e quello di Final Fantasy VI vociferato, tocca a Final Fantasy III fare da apripista alla più famosa saga di J-RPG su DS. Final Fantasy III poteva certo non essere la scelta più azzeccata: l'ingenuità della trama e la mediocrità dei protagonisti non erano certo adatti al pubblico del 2006, avido di intrecci narrativi da soap-opera e cast da cinema.
Non stupisce quindi che Square Enix abbia letteralmente stravolto l'originale sia dal punto di vista ludico che tecnico: Final Fantasy III è ora praticamente irriconoscibile, pur mantenendo le caratteristiche fondamentali della saga. Avventura, magia, epicità e fantasia: che altro serve in un Final Fantasy?

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