Frontline: Fields of Thunder - Hands On  0

Frontline: Fields of Thunder ci consente di riflettere su un fatto increscioso: quanti sono i giochi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale?

Un mondo pieno di nebbia

Selezionata l’unica campagna inizialmente disponibile ci prepariamo all’azione. Dopo il caricamento iniziale abbiamo davanti un buon numero di truppe, la maggior parte carri armati, dislocate in un piccolo villaggio vicino al nostro primo obiettivo: raggiungere la cima di una collina per dare supporto a dei mortai impegnati dalle forze dell’asse. Selezioniamo le truppe, allarghiamo lo zoom dell’area di gioco (in realtà di poco, visto che l’inquadratura è piuttosto rigida e poco versatile) e indirizziamole verso la freccia verde che indica la nostra destinazione. Le armate iniziano a muoversi tutte insieme seguendo un ordine decisamente caotico. Arrivati a destinazione capiamo che forse era meglio dividerle in gruppi piuttosto che farle marciare tutte insieme. Ma è troppo tardi. Ce le troviamo sparse intorno all’area di combattimento, alcune troppo avanzate, altre troppo indietro e altre ancora a tiro del nemico che emerge dalle zone scure della mappa. E già qui ci sarebbe molto da dire: siamo sopra ad una collina, loro sotto, ma siamo noi ad avere una visuale pessima del campo di battaglia, con la maggior parte delle zone della mappa oscurate. Praticamente ci troviamo l’esercito tedesco in mezzo ai cingolati senza avere avuto il tempo di organizzarci. Il risultato finale è facilmente intuibile: siamo stati spazzati via. Essendo questa la prima missione della campagna, capiamo immediatamente che Frontline: Fields of Thunder non è pensato per i dilettanti. Ma non ce la sentiamo di dare giudizi affrettati, magari la versione definitiva sarà più abbordabile.

siamo sopra ad una collina, loro sotto, ma siamo noi ad avere una visuale pessima del campo di battaglia

Un mondo pieno di nebbia

Costretti a ricominciare la partita decidiamo di muoverci con molta più cautela per non ripetere il disastro appena vissuto. Messo in pausa il gioco andiamo ad esaminare con accuratezza il campo di battaglia. Mandiamo la fanteria dentro le trincee, posizioniamo i carri armati in linea intorno alla cima della collina, mettendo lateralmente i più potenti e stiamo ad aspettare. Questa volta non siamo colti di sorpresa dall’arrivo dei tedeschi che, invece, subiscono grosse perdite prima di poter iniziare a salire lungo l’ermo colle. Ma… hey! Ci attaccano anche dall’altro lato. Sempre a causa della maledettissima fog of war che non ci fa vedere quello che di logica dovremmo poter vedere, veniamo sorpresi da alcuni carri nemici che riescono a raggiungerci alle spalle. Riusciamo a limitare i danni concentrando parte del fuoco verso di loro, ma subiamo comunque delle grosse perdite. Beh… intanto ce l’abbiamo fatta, la collina è nostra.
Purtroppo è troppo presto per cantare vittoria. Alcuni nostri uomini a sud sono sotto attacco da parte di un massiccio contingente nazista. Lasciarli al loro destino significherebbe dover respingere l’arrivo dei tedeschi da più fronti, situazione di difficilissima gestione.

Sempre caro mi fu...

Fortunatamente ci hanno inviato dei rinforzi! Mettiamo di nuovo in pausa e diamo uno sguardo alle nostre nuove truppe che andiamo a posizionare verso sud facendo scavare una trincea ai nostri uomini e posizionando due carri a protezione di un nuovo mezzo: un mortaio mobile. Per difenderlo meglio aumentiamo il rating di fuoco dei carri ma impostiamo il mortaio per sparare colpi più precisi e potenti, anche se più lenti. Gli uomini intanto continuano ad operare con le loro mitragliette e a lanciare granate contro i nemici. Questa volta non ci facciamo cogliere di sorpresa da nessun lato e riusciamo ad avere la meglio limitando moltissimo le perdite. Peccato per il ripetersi della solita situazione: nebbia troppo fitta e nemici che sembrano uscire dal nulla. Capiamo trattarsi di una precisa scelta di design, ma ormai i capolavori del genere hanno dimostrato che la visibilità può essere gestita in modo più realistico senza compromettere il divertimento e, soprattutto, regalando spessore all’azione. Ma proseguiamo nella missione. A nord c’è un villaggio sotto attacco. Le truppe arrivano da ovest. Mandiamo sul posto alcune di quelle residue delle due precedenti battaglie, ma teniamo dei carri a sud per prevenire sorprese poco gradite. Abbiamo inoltre ricevuto nuovi rinforzi stanziati proprio nel villaggio sotto attacco. Oltre alle solite truppe, ci è stato fornito anche un camion di ingegneri capaci di riparare i nostri veicoli e di piazzare a terra delle mine anticarro.

l’importante è vincere, direbbe qualcuno, però si ha l’impressione di agire a caso sperando nella buona sorte

Sempre caro mi fu...

Bene. Mettiamo di nuovo in pausa, posizioniamo le nostre forze, gettiamo qualche mina nei punti strategici e ci prepariamo a respingere l’ennesimo assalto. Purtroppo gli ingegneri vengono fatti fuori per primi, la solita nebbia (anche qui eravamo noi ad avere una posizione elevata… sigh) non ci ha permesso di anticipare le mosse del nemico quel tanto che bastava per far ritirare i nostri preziosissimi uomini, un paio di cannonate e il loro camion è saltato in aria rendendoli concime per grano. Riusciamo comunque a resistere all’assalto, nonostante alcuni carri armati abbiano deciso da soli di avanzare verso i nemici, venendo inesorabilmente trasformati in carcasse fumanti.
L’importante è vincere, direbbe qualcuno, però si ha l’impressione di agire a caso sperando nella buona sorte, ovvero di aver azzeccato i probabili movimenti nemici. Andando avanti nelle missioni abbiamo scoperto che conviene salvare prima di ogni battaglia, così, in caso di sconfitta, si può ricaricare e prendere le dovute precauzioni per non essere più colti di sorpresa. Alle volte anche le strategie più studiate falliscono a causa di attacchi inaspettati dovuti alla scarsa visibilità; vi confessiamo che dopo qualche ora di gioco, quando la difficoltà cresce inesorabilmente, inizia ad affacciarsi anche la frustrazione. Ma ne riparleremo in sede di recensione.

Che ci facciamo a Kursk?

Finalmente uno strategico in tempo reale ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale! Mancava proprio! Ma insomma, perché nessuno ci aveva mai pensato? Eppure di spunti ce ne sono per tirare fuori qualcosa di buono…
Dai che stiamo scherzando, non fate quelle facce da Lele Mora, lo sappiamo anche noi che è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un anno trascorra senza una dozzina di titoli ambientati durante la grande guerra, anche detta GG dai giocatori online. Nemmeno Star Wars può competere con il conflitto che ha insanguinato l’Europa tra il 1939 e il 1945 in termini di riduzioni ludiche. Ovviamente il genere più battuto non poteva essere che quello degli strategici, vera e propria sublimazione della mitologia guerresca nata durante e dopo il conflitto. E così eccoci di nuovo a guardare il mondo dal punto di vista degli uccelli spostando truppe da una parte all’altra di mappe in grado di riprodurre alcuni dei più celebri campi di battaglia della storia. In questo caso ci troviamo a Kursk, dove fu combattuta la più grande battaglia tra carri armati della storia con un dispiegamento di forze impressionante, che consumò molte delle risorse tedesche, già sfiancate dagli anni di guerra, rendendo di fatto impossibile per Hitler e i suoi marmittoni riuscire a conquistare la Russia. Ma finiamola qui con la storia che tanto, se siete interessati, nel gioco troverete una completissima enciclopedia che vi darà tutti i ragguagli sui fatti avvenuti in quei terribili giorni. Avviamo quindi il gioco e scopriamo cosa ci aspetta.