Il nuovo Game Boy è finalmente tra noi. Vediamo cosa ha da proporci la nuova generazione del portatile Nintendo...

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Di seguito riportiamo le caratteristiche ufficiali del Game Boy Advance, confrontate con quelle del Game Boy Color, come riportate dal sito di Nintendo of America:

 

Game Boy Advance

Game Boy Color

CPU

32-Bit ARM con memoria incorporata

8-bit Z80

Schermo

Schermo a cristalli liquidi da 2.9" TFT

Risoluzione: 240x160 punti

Dimensioni: 40.8mm x 61.2mm

32.768 colori possibili

511 colori simultanei in modalità carattere; 32.768 colori simultanei in modalità bitmap

Risoluzione: 160x140 punti

32.000 colori possibili

56 colori simultanei

Dimensioni (mm)

82 (A) x 144.5 (L) x 24.5 (P)

133 (A) x 75 (L) x 27 (P)

Peso

140g

138g

Alimentazione

2 batterie AA

2 batterie AA

Autonomia

15 ore

10 ore

Software

Supporto: cartuccia

Compatibile con software Game Boy e Game Boy Color

Supporto: cartuccia

Compatibile con Game Boy

Le tre colorazioni del GBA nell’illustrazione sottostante sono quelle standard previste per il lancio, anche se il colore ufficiale scelto da Nintendo per rappresentare le sue nuove console (quindi anche per il GameCube) è il viola. Ulteriori colorazioni giungeranno in seguito. 8

Inoltre è fondamentale dire che il GBA sarà compatibile con tutti i titoli usciti per GB e GBC. Questo è ottimo perché la Nintendo si è assicurata una base di partenza di oltre 1000 titoli (alcuni sono capolavori assoluti del mondo videoludico come i vari Zelda, Mario, Wario, ecc.); inoltre il videogiocatore potrà riciclare tutta la sua ludoteca e per quanto riguarda i giochi di ultima generazione che spremono eccessivamente le capacità del GB, verranno evitati tutti i rallentamenti. La Nintendo ha ultimato la Compatibily List, cioè la lista di compatibilità tra il GBA e la vecchia softeca del GB ed è emerso che soltanto pochi titoli, meno di una decina presentono qualche irrilevante problema audio (come fruscio o asincronia) o video.

Passiamo ora ad analizzare il Game Boy Advance in maniera diretta, in seguito alle approfondite e prolungate prove effettuate.

Fin da subito, al primo approccio, il GBA si presenta come estremamente compatto e si può quindi, immediatamente, elogiare la Nintendo per aver confezionato una console a 32bit in uno châssis così ridotto. Esteticamente parlando, la macchina ha un aspetto sobrio ma accattivante ed è disponibile già dal lancio in diverse colorazioni, comprese le versioni trasparenti.

Sulla superficie frontale, da sinistra verso destra, si trovano: la croce direzionale a quattro posizioni e i piccoli pulsanti START e SELECT, (al centro) il grande schermo LCD da 2,9" TFT (32.768 colori massimi), i grandi tasti A e B, (in basso) l’altoparlante e infine (in alto) il LED indicatore di carica. Il lato superiore presenta gli ampi pulsanti L e R, la presa per collegamenti esterni (GB Printer, multiplayer, ecc.), l’alloggiamento per la cartuccia e dei punti di fissaggio per futuri accessori (come la lente di ingrandimento). Il lato inferiore consta dell’interruttore di accensione, della presa per le cuffie e del regolatore del volume. Infine, nella superficie posteriore troviamo l’alloggiamento per le batterie (2 pile stilo) e l’attacco per la cinghietta da polso.

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Analizzando la macchina da un punto di vista più tecnico, cioè per quanto concerne resa grafica, sonora e conforto, i nostri pareri possono essere desunti da quanto segue.

All’accensione della console, viene sempre visualizzata la schermata con le scritte GAME BOY e Nintendo (come nella generazione Game Boy precedente), poi, a seconda dei casi, può seguire una dimostrazione, la presentazione o direttamente il menù iniziale di gioco.

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Graficamente parlando, il Game Boy Advance rappresenta un enorme passo in avanti rispetto alla generazione precedente. Sicuramente i meriti maggiori vanno alla CPU ARM 32, ma anche all’architettura generale della macchina che rappresenta uno straordinario compromesso tra potenza di calcolo e semplicità di programmazione (almeno stando a ciò che Nintendo afferma ed ai risultati ottenuti già dalle prime produzioni). Pur non avendo in hardware la capacità di computare calcoli nelle tre dimensioni, è possibile ammirare come, in alcuni giochi, modelli poligonali renderizzati siano stati poi convertiti in sprite bidimensionali, per la gioia delle nostre pupille. Lo scrolling, sia verticale che orizzontale, appare ottimo e certi movimenti delle telecamere virtuali (vedere a riguardo F-Zero: Maximum Velocity) sono estremamente fluidi e convincenti, contribuendo ad aumentare l’effetto di (falsa) tridimensionalità. Il monitor LCD montato sul GBA è capace di un’elevata risoluzione e possiede uno sviluppo orizzontale molto accattivante (si potrebbe parlare quasi di widescreen). Il suo unico difetto (o forse pregio) è quello di essere di tipo riflettente (e non retroilluminato come nella generazione precedente), perciò è necessaria una fonte di luce diretta sullo schermo per avere una buona visione. Ciò obbliga il giocatore a trovare una posizione ideale ed un’inclinazione della console adatta, ingenerando forse un po’ di stress. In pratica quindi il GBA non può essere utilizzato in condizioni di scarsa illuminazione, gran parte della sua portatilità va perciò a farsi benedire. L’impiego di un tale schermo (e qui viene il pregio) permette però una maggiore autonomia. In generale, la grafica dei giochi finora provati è molto colorata, particolareggiata (soprattutto in F-Zero e KuruKuruKurin) e pulita; la quantità di sprite su schermo varia da gioco a gioco, ma ancora si avverte una certa semplicità nella veste grafica, tipica dei primi prodotti. In ogni caso è come avere uno SNES potenziato tascabile. Qualora si utilizzassero cartucce GB sul GBA l’area di schermo viene ridotta per adattarsi alla minore risoluzione dell’illustre predecessore, inserendo un riquadro nero intorno all’area effettiva di gioco. L’ampiezza di quest’ultima può essere variata premendo i tasti L e R (che ovviamente non hanno funzioni di gioco con le cartucce GB). Riguardo ai colori utilizzabili, le cartucce per GB originale possono visualizzare dalle quattro alle dieci gradazioni secondo scale di colori selezionabili (durante l’accensione) dal giocatore; le cartucce per GB a doppia funzione (GB originale e GBC) e quelle specifiche per GBC possono visualizzare fino a 56 colori simultaneamente, da una palette di 32.768. Infine, i giochi espressamente realizzati per GBA possono fornire l’intera palette di 32.768 colori massimi simultanei, visualizzando un’area di schermo piena.

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Riguardo al sonoro, non si può certo dire che l’altoparlante incluso nello châssis faccia miracoli, anzi, rimane gracchiante e metallico come quello del suo predecessore. Utilizzando delle cuffie invece, si può apprezzare tutta la bontà del chip audio presente nel Game Boy Advance, in grado di fornire un sonoro convincente, coinvolgente e, soprattutto, stereofonico. Possiamo solo sperare che in futuro vengano sviluppate routine software per l’emulazione dell’audio posizionale (tipo Virtual Surround).

Considerando la giocabilità che il Game Boy Advance presta ai pochi titoli sinora provati, si possono fare le seguenti considerazioni. L’impugnatura risulta subito confortevole e bilanciata, infatti il lieve peso della console quasi non si avverte fra le mani. Le dimensioni della console però non sono propriamente adatte per le mani di un adulto: mentre la croce direzionale ed i tasti A e B si trovano perfettamente a portata di pollici, l’utilizzo dei dorsali L e R mediante gli indici richiede un riadattamento dell’impugnatura della console meno naturale, generando tensione e affaticamento. Soprattutto in giochi frenetici come F-Zero, dove l’utilizzo dei tasti dorsali diviene esasperato, si avverte un certo disagio nell’impugnare un oggetto che è prevalentemente riservato ad un pubblico di bambini. In altri giochi più rilassanti, come le "avventure punta e clicca" prossime venture, tali problemi non si riscontrano e l’impugnatura risulta più ergonomica. Un ultimo appunto può essere fatto alla croce direzionale, sarebbe infatti stato preferibile sostituirla con una a otto posizioni, dato che è sempre problematico azzeccare le posizioni diagonali su una croce a quattro posizioni. Comunque, dopo un po’ di pratica si riesce ad adattarsi ai controlli forniti ed a sopperire a certe loro lacune.

L’autonomia della console si attesta su tempi eccezionali: circa 15 ore. Qualora però, si volesse utilizzare l’alimentazione di rete bisogna procurarsi l’apposito kit CA/CC, venduto separatamente. Questo si compone di un coperchio particolare da sostituire a quello delle batterie ed un apposito trasformatore. Con questo stratagemma, impedendoci di utilizzare alimentatori comuni, la grande N si assicurerà ulteriori introiti.

4 Concludendo, il Game Boy Advance ci ha colpiti favorevolmente e convinti che la Nintendo abbia fatto di nuovo centro, assemblando una macchina ben bilanciata sotto tutti i gli aspetti, in grado di essere vincente fin da subito in una fascia di mercato che non annovera reali avversari.

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Il Game Boy Advance nasce come evoluzione della famiglia di console portatili della Nintendo. I suoi illustri predecessori sono stati il Game Boy, il Game Boy Pocket ed il Game Boy Color, che montavano tutti uno Z80 ad 8-bit. L'ultimo della serie, ossia il GBC, vantava l'introduzione di un display a colori ed una maggiore potenza di calcolo, mediante il raddoppio della frequenza di clock della CPU (da 1 a 2Mhz).

Dal canto suo, il GBA ha apportato notevoli innovazioni: innanzi tutto va detto che è stato progettato intorno ad una potente CPU a 32-bit e questo passaggio ad una maggiore capacità elaborativa, rispetto ai precedenti GB, si traduce in un notevole aumento delle prestazioni (grafiche e sonore) quale é lo stesso che c’è stato passando dal NES al SuperNES e perfino oltre. Pur non implementando in hardware capacità di calcolo 3D, il Game Boy Advance è in grado di fornire semplici modelli poligonali, come affermato dagli studi di terze parti che hanno sviluppato appositi motori grafici; tuttavia, quanto appena detto non è stato confermato da Nintendo. Altre novità sono lo sviluppo orizzontale della console, che presenta un ampio schermo LCD al centro, l’aggiunta di due tasti dorsali (L e R) e, soprattutto, la possibilità di collegare fino a quattro GBA per sfide multiple. Questa straordinaria innovazione permette addirittura di giocare fino in quattro pur possedendo una sola cartuccia del gioco, inserita nel GBA che fungerà così da server. Attraverso l’apposita presa EXT è comunque possibile collegare al GBA le periferiche disponibili per la precedente generazione di Game Boy, nonché le console stesse per sfide a due con i giochi Game Boy.

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