[GC 2008] StarCraft II - Provato  9

Diverse ore davanti al monitor dopo, è possibile riflettere con più calma sullo stato attuale dei lavori su StarCraft II. La seconda parte dell'esclusiva visita a Blizzard Entertaiment.

God save the (Zerg) Queen

Caricato ogni incontro la condizione iniziale nella quale ci si trova è quella classica: un paio di unità di base, un giacimento minerario ed uno gassoso, l'essenziale per iniziare la costruzione dei primi edifici ed impostare una tattica embrionale.
Nel caso specifico degli Zerg, i due droni che si hanno immediatamente a disposizione e la piccola base vanno sfruttati intensivamente e senza sosta, cercando di arrivare il più presto possibile ad avere le condizioni minime per poter pensare di far nascere una Regina. Se quindi da una parte questa mostruosa razza aliena garantisce sin da subito le soddisfazioni di vedere sul campo di battaglia un gran numero di unità e tante costruzioni ad arricchire il ventaglio di differenti scelte, il rischio di prendere immediatamente una direzione sbagliata e compromettere i passaggi successi è sempre presente.
Una continua corsa all'evoluzione, che come detto coinvolge anche e soprattutto il Nido e la Regina. Il primo dispone di due passaggi principali successivi a quello di partenza – Lair e Hive -, che ne aumentano la produttività, oltre che le dimensioni, agevolando non di poco l'accumulo e la gestione delle risorse. La seconda ha anch'essa tre stadi, arrivati al termine dei quali si può contare su diverse trappole velenose da porre sul terreno e di alcuni attacchi veramente devastanti, per quanto piuttosto circoscritti nell'area di azione.

God save the (Zerg) Queen

Comandare gli Zerg in battaglia regala sensazioni decisamente forti, specialmente per la mole immensa di truppe a disposizione e par la spettacolarità delle manovre eseguibili: utilizzare le doti aeree dei mutalisk o infliggere enormi quantità di danni, magari dopo essere sgattaiolato alle spalle del fronte, con gli ultralisk è sempre divertente, ma lo è ancora di più scoprire quanto hanno da offrire le novità appositamente pensate per StarCraft II, come i roach con la loro capacità rigenerativa o gli esplosivi baneling.
Terminate le risorse o, più intelligentemente prima di restare all'asciutto, una visita alle aree adiacenti a quelle di partenza evidenzia quanto le mappe siano ricche di luoghi adatti a costruire nuovo colonie, con pochi ostacoli da abbattere per prendere possesso degli spazi strategicamente più vantaggiosi come le colline o le pochissime e quindi ambite fortezze disposte proprio al centro dell'azione.
Non è facile elucubrare in modo compiutamente sensato sul bilanciamento quando il più esperto dei presenti aveva meno di quindici ore su Starcraft II, ma generalmente sembra che i risultati raggiunti siano già più che soddisfacenti e, ancora una volta, dovrebbe essere possibile scegliere quale fazione comandare esclusivamente in base al proprio gusto personale. Come lunghezza e mediamente, ci si è assestati tra i quaranta minuti e l'ora con picchi registrati, non da chi scrive, di due ore nel tardo pomeriggio del primo giorno dell'evento, con conseguente attesa dei presenti in trepidazione per l'esito e vogliosi di andare a mangiare.

Visita guidata

A margine e quasi dimenticato in mezzo alla fittissima agenda organizzata oramai da settimane, il tour degli studi della Blizzard si è rivelato un divertente contenitore di piccole curiosità. In realtà e con grande tristezza da parte del sottoscritto non sono state le aree dove avviene lo sviluppo in sé ad essere protagoniste, ma alcuni edifici collaterali comunque di un certo interesse.
Nel museo non è possibile non rimanere stupefatti dalla quantità di premi vinti, dalla follia dei prodotti marchiati StarCraft in Corea – cellulari, bibite e patatine tanto per dirne alcuni –, mentre i copioni dell'episodio di South Park dedicato a World of Warcraft sono in bella mostra accanto ad una lettera spedita da alcuni astronauti per ringraziare lo staff del tempo speso a giocare online con le loro famiglie durante l'addestramento lontani da casa.
Usciti dall'edificio principale e passato il piccolo spiazzo che ospiterà una statua di circa sette metri dedicata ad un ancora non precisato personaggio, si entra nell'area ristoro, con i disegni di Warcraft sulle pareti ad accompagnare i pasti. Infine la palestra, con attrezzi dotati di prese per i lettori mp3 e angoli in cui giocare ai vari RockBand e Guitar Hero.

Visita guidata

Due giorni con StarCraft II, molto più che sufficienti per riaccendere l'attesa e dare sufficiente materiale di discussione fino alla prossima occasione che, fortunatamente, non si posiziona troppo lontana nel tempo essendo previsto per giugno a Parigi il nuovo Blizzard Invitational. Non ci sono invece indicazioni sulla data d'uscita ma l'insistenza nello specificare quanto i lavori non siano finiti, specialmente per il single player, allontana l'ipotesi 2008.

Gli altri due schieramenti

Se gli Zerg sono la novità, le altre due razze hanno rappresentato una piacevole conferma ed hanno aiutato a comporre un quadro d'insieme ancora più completo.
I Protoss impongono sempre un approccio piuttosto riflessivo e ponderato, con i pylon da mettere per terra così da avere un terreno su cui edificare ed un primo scudo a difendere quanto fatto, tenendo sempre in mente come la più facile chiave per la vittoria finale è e resta quella di mettere in aria la potentissima nave madre, forse l'unità in grado di provocare più danni in assoluto ma anche l'immediato oggetto delle attenzioni nemiche; basta distrarsi pochi secondi e il frutto di tanto lavoro può essere distrutto o irrimediabilmente corrotto.
I Terrains, invece, hanno il classico piglio caciarone e anche un po' ignorante, con le loro astronavi, i mezzi di terra pesantemente armati e la grande quantità di differenti marine a comporre una fanteria equilibrata e piuttosto facile da mettere in campo, per quanto ci si debba ricordare di impegnare risorse per rendere disponibile sempre più cibo. Per difendersi le torrette lancia missili e bunker sono ancora, come sempre, la primissima e imprescindibile scelta.
Qualsiasi strada si prenda, ad ogni modo, è chiaro quanto il feeling voluto per le fazioni sia assolutamente simile a quello di StarCraft, dal quale si è deciso di non allontanarsi in modo troppo consistente. Una prospettiva che acquista senso se si riflette su quanto il brand sia popolare per il pubblico coreano – che non chiede nulla se non la stessa esperienza ampliata e adattata alle attuali tecnologie- e lo stia diventando sempre più in paesi come la Russia, dove l'utenza potenziale è enorme. Tutti gli altri non faranno fatica ad accontentarsi, se così si può dire.

Prossimamente sui vostri schermi

Le quattro mappe presenti si rifacevano a tre ambientazioni principali: una foresta, un canyon e una zona vulcanica sono sfondi già visti ma rifatti ex novo e decisamente più complessi che in passato, con differenti strade ed un insieme di sali e scendi a rendere più difficoltosa la presa delle torri di controllo, in grado di rivelare istantaneamente larghi tratti di terreno. Visivamente a spiccare è la scelta cromatica piuttosto accesa – seppur ancora lontana da quella sgargiante di Warcraft -, con ottimi effetti che coinvolgono tanto i fiumi di lava quanto la vegetazione.
Le unità e tutto ciò che le riguarda sono uno spettacolo per gli occhi, con gli Zerg che spiccano grazie alle bellissime animazioni che muovono i tentacoli o che ben rendono i movimenti striscianti delle unità che entrano ed escono continuamente dal sottosuolo.
Nessuno ha infine voglia di sbottonarsi riguardo ai filmati in computer grafica tanto amati dai fan Blizzard, quello già mostrato e dedicato allo space marine è diventato un classico e altri potrebbero arrivare in seguito, sempre tenendo in mente che, così dicono, ci vuole un anno per creare sette minuti di video.

Starcraft II sarà disponibile per PC e Mac.

Dopo circa sei ore passate in compagnia del multiplayer StarCraft II, la sensazione di appagamento è davvero grandissima: difficile capire se l'estenuante attesa che lo ha separato dal predecessore possa influire obnubilandone il giudizio, ma praticamente ogni aspetto si possa prendere in considerazione analizzando seppur parzialmente questo strategico, risulta brillante.
In breve si è trattato di svolgere partite fino a sei giocatori sulle quattro mappe ad oggi disponibili, scegliendo a piacimento la razza e potendo contare sull'intero apparato di edifici ed unità; un tuffo completo nell'anima più competitiva del nuovo lavoro Blizzard, con un occhio di riguardo agli Zerg, la novità di questa due giorni passata nella sede della software house californiana. Non sono state date indicazioni a proposito di nuove modalità, l'unico tipo di match disponibile era il classico scontro senza quartiere per il dominio dell'area di gioco, senza guardare in faccia o farsi scrupoli per nessuno.