Tom Clancy's EndWar[GC 2008] Tom Clancy's EndWar - Provato 

Abbiamo finalmente potuto provare Endwar e il suo sistema di comandi vocali. Ecco tutto quel che c'è da sapere!

Evoluzione RTS

Cosa ha consentito ad Electronic Arts di passare dal 2D al 3D con FIFA e cosa ha permesso a BioWare di ottenere lo stesso successo da NeverWinter Nights a Star Wars: Knights of the Old Republic nel portare i loro giochi su console? Secondo il team di EndWar, il segreto è stato il muovere la telecamera dall’alto a una visuale a ridosso dei personaggi e alle loro spalle, consentendo un’immedesimazione e una spettacolarizzazione che sono necessarie per fare breccia nei cuori dei giocatori più avvezzi ai pad, piuttosto che a mouse e tastiera. Questo è il concetto base dell’impostazione grafica e di gameplay di EndWar con la telecamera che si sposta radente al suolo, dietro ad ogni truppa controllata, ponendo in risalto animazioni e dettagli che sono, semplicemente, sconosciuti a qualsiasi altro RTS. Ed ecco che è possibile ammirare i soldati di terra che ricaricano i fucili, che cercano riparo dietro palazzi, che sparano i colpi e che impartiscono ordini sbracciandosi fino alla vittoria o alla morte. Senza dimenticare che, sempre grazie a questa impostazione, si può godere al massimo della grande interattività dei fondali con case e costruzioni che vanno in mille pezzi tra macerie e colonne di fumo.
Il secondo passaggio era quello di ideare un sistema di controllo che non fosse una semplice trasposizione, anche rielaborata, di quanto possibile fare con mouse e tastiera, ma un modo nuovo creato da zero per le console. E da qui è partita l’idea, innanzitutto, di richiedere al giocatore di compiere solo le azioni che il team reputa veramente divertenti, dato che il concetto base è quello di non creare un gioco in cui, per essere abili, bisogna effettuare decine di click in brevissimo tempo, ma quello di realizzarne uno in cui si facciano solo cose appaganti e in maniera innovativa. Semplificazione da un lato, quindi, e comandi vocali dall’altro, partendo da quella stessa tecnologia già implementata in Rainbow Six per Xbox e qui portata all’ennesima potenza grazie alle capacità delle nuove console. Sono decine i comandi che si possono impartire tramite le cuffie di Xbox Live e, durante la nostra prova, la console era in grado di decifrarli senza intoppi, nonostante i comandi stessi fossero piuttosto concitati e nonostante la stanza fosse ampia e con una dozzina di persone intorno che parlavano e impartivano comandi esse stesse (da notare che abbiamo potuto testare solo la versione in inglese, mentre il codice definitivo sarà localizzato in italiano).

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Tre in uno!

EndWar sarà costituito da tre modalità principali, la prima delle quali altro non sarà che lo story mode. Per la prima volta in un gioco basato su licenza Tom Clancy, le vicende non saranno narrate solo dal punto di vista degli USA, ma anche di altre fazioni, dato che il team ha immaginato un mondo diviso in tre super potenze (USA, Europa e Russia, ognuna con caratteristiche particolari) che si contendono il potere sul pianeta. Il giocatore potrà scegliere di prendere il controllo di ognuna di esse, affrontando una modalità single player diversa ogni volta, che dovrebbe durare all’incirca 20 ore. La seconda modalità sarà uno skirmish online in cui, rapidamente, poter sfidare avversari di tutto il mondo, uno alla volta, dato che così come nella modalità single player ci si scontra con una fazione sola per scontro, con il gioco online che ripete la stessa struttura. La terza, sicuramente la più interessante, è quella che metterà in scena un conflitto mondiale persistente, tutto gestito dai server Ubisoft, che terrà costantemente conto delle vittorie e delle sconfitte che ogni giocatore, in base alla fazione che deciderà di rappresentare, porterà alle diverse forze in campo. Il giocatore avrà obiettivi diversi ogni volta che si collegherà alla rete, e le sue unità cresceranno di livello mettendogli a disposizione nuovi item, armi e specializzazioni. Per un RTS ambizioso che si tinge di sfumature RPG e di Realm vs Realm, alla stregua di un Dark Age of Camelot. I tipi di missioni da affrontare si divideranno in quattro categorie: Conquest, Annihilation, Raid e Seech, e oggetto della presentazione sono state la prima e la terza. In Conquest bisogna andare a prendere possesso delle basi, all’inizio neutrali, disseminate sulla mappe. Una volta conquistate e poste al sicuro, le truppe di terra possono cominciare a svilupparle, dando vita a una serie di abilità speciali che possono crescere al massimo di 3 livelli di efficacia. Una delle capacità da sviluppare, ad esempio, è l’attacco aereo che può essere richiamato su un obiettivo ad intervalli di tempo regolari. Dedicando 3 basi al suo supporto, l’air strike sarà di livello 3, fino a un minimo del primo livello. Durante la fase di conquista starà al giocatore decidere di far crescere un’abilità in particolare, piuttosto che diversificare a seconda del proprio stile di gioco. La modalità Raid, invece, consiste semplicemente nel distruggere gli obiettivi difesi dall’avversario disseminati sulla mappa.
Molto importante, e molto semplice, l’idea alla base della combat chain, ovvero della diversa forza con cui i mezzi possono infliggersi i danni a vicenda. Questa viene continuamente ricordata durante le schermate di caricamento con un chiaro messaggio che informa il giocatore come i mezzi di terra siano efficaci contro gli elicotteri e questi contro i carro armati che, a loro volta, sono mortali contro i mezzi di terra, andando a chiudere un cerchio da tenere sempre ben presente quando, con l’aumentare dei punti azione che si accumulano durante il gioco, viene data la possibilità di chiedere nuove truppe, scegliendole, appunto, tra queste tre categorie.

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Microfono alla bocca

Il sistema vocale, come detto, sembra funzionare egregiamente e solo rare volte ci siamo visti costretti a ricorrere al pad per impartire ordini che il gioco sembrava non voler interpretare (c’è però anche da tenere in considerazione che la versione provata era in inglese), ma il risultato complessivo è sicuramente pregevole. L’azione a ridosso dei mezzi è sicuramente spettacolare e il motore offre colori, effetti di nebbia e fumo volumetrici di prim’ordine. Ci sarà necessità di prendere confidenza col gioco, perché nelle fasi più concitate, quando l’avversario incalza, il sistema di controllo non aiuta ad avere tutta la situazione sotto controllo, dato che nella piccola mappa in alto sulla destra, che inquadra porzioni più vaste del terreno, non vengono indicati i numeri che identificano le truppe avversarie. Così diventa difficile dire alla propria fanteria di assaltare l’unità che sta attaccando una certa base, dato che non si riesce a sapere di primo acchito il numero di suddetta unità avversaria. E bisogna, quindi, procedere ad uno switch continuo di telecamere da una truppa all’altra. Cosa che sicuramente si può riuscire a padroneggiare col tempo, ma che alla nostra prima prova ci ha causato qualche problema.
Impressioni in conclusione, molto positive per EndWar, per un gioco il cui sviluppo è partito su Xbox 360, ma con la versione PlayStation 3 che procede a gonfie vele e che, a detta del team, sarà identica al momento del lancio sul mercato.

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