[GDC 2008] Il futuro dei MMORPG  8

Alcuni giganti del settore, tra cui Blizzard e Bioware, si sono incontrati per discutere dei possibili progressi che attendono il genere più in voga del momento.

Domanda:Sempre più pressante è la diatriba su quale sistema sia migliore: sottoscrizioni o micro pagamenti per una serie di servizi in- game?
Emmert: la seconda ipotesi pare funzionare, ma la prima lo fa meglio ancora. Il concetto vincente delle sottoscrizioni è quello delle tariffe flat: pago una volta ed usufruisco di tutti i servizi. Ho tariffe flat per internet, telefono e pure al bar, perchè non in un MMORPG?!
Muzyka: è una questione di design, di scelte, ancora una volta. I micro pagamenti possono avere un senso, ma il gioco deve essere creato per ospitarli, non devono essere un aggiunta fatta in un secondo tempo.
Kin: siamo i primi ad aver fatto le micro transazioni e nessuno ci credeva. Oggi in Korea ma anche nel resto dell’oriente siamo più grandi di NC Soft. Il concetto è quello di iTunes: voglio una canzone, dell’album non mi interessa nulla, pago per quello che consumo. Se un nostro utente può spendere 100 dollari al mese in oggetti in- game, buon per lui, ma vogliamo che anche chi non ha queste possibilità possa giocare.
Pardo: è il classico problema est contro ovest. Credo che le micro transizioni possano funzionare e se ad esempio, domani ci mettessimo a vendere i gold per soldi veri, saremmo ricchi. Ok, ancora più ricchi.

Domanda: i costi di sviluppo stanno diventando sempre più alti, credete che sia possibile fare qualcosa di buono senza spendere milioni?
Emmert: attualmente siamo la gallina dalle uova d’oro del settore, o almeno così si crede, e tutti si aspettano sempre di più. C’è comunque un certo margine per far bene senza fondi astronomici.
Muzyka: è bello poter avere investimenti milionari per fare i tuoi giochi, però ci sono realtà dove non sono necessari, come in oriente. Spostandoci un momento dal seminato, il gioco dell’anno è un tale Portal che è, almeno inizialmente, il frutto del lavoro di non professionisti con pochi mezzi economici.
Kin: io credo che gli attuali ritmi non siano sostenibili nel lungo periodo, quindi quella di spendere meno per fare i MMORPG non è una semplice possibilità ma è una realtà verso la quale andare.
Pardo: volete la verità? Se fossi uno sviluppatore proverei a fare un gioco di ruolo online a basso budget, perchè altrimenti devi essere sicuro di ritornare degli investimenti e non te la dovrai vedere solo con World of Warcraft, ma anche con tutte le espansioni future, che avranno milioni di utenti prima ancora di essere uscite.

Domanda: è addirittura palese quanto il genere fantasy stia soverchiando lo sci- fi nei MMORPG, è possibile che la tendenza si modifichi?
Emmert: non credo, perchè nel fantasy l’utenza sa verso cosa va incontro, mentre nel sci- fi no. Credo comunque che ci siano delle PI con cui fare degli MMORPG sci- fi, come ad esempio Mass Effect.
Pardo: io invece credo che sia una questione di periodi. Se lo stesso genere ci fosse stato negli anni ’70, la situazione sarebbe stata invertita.

Domanda:Cosa ne pensate dei contenuti generati dagli utenti?
Emmert: certamente in futuro ci saranno. Queste iniziative danno risultati così fruttiferi nel caso degli altri genere, che prima o poi qualcuno tra noi se ne accorgerà e li introdurrà a sua volta.
Muzyka: sarà difficile ma credo che alla lunga qualcosa di buono possa saltare fuori.

Domanda: il 2007 è stato un altro anno di grandi profitti per i MMORPG. Vorrei capire se è grazie ai buoni risultati complessivi o solo perchè ci sono un paio di giochi che monopolizzano l’attenzione? C’è spazio per altri?
Emmert: da un certo punto di vista, è un genere davvero poco sano. I publisher hanno paura di confrontarsi con World of Warcraft e perdere. In realtà basta fare buoni giochi, poi il resto viene da sé.
Muzyka: bisogna essere ambiziosi e umili allo stesso tempo. Noi in generale crediamo di poter fare bene e crediamo che il genere sia il futuro. La più grossa novità in trent’anni di videogame.

Tutti nella stessa stanza

Di cosa pensate si possa parlare quando si vengono a trovare nella stessa stanza Jack Emmert di Cryptic Studios, i realizzatori di City of Heroes, Min Kin di Nexon America, famosi per Maple Story, e due autorità come Ray Muzyka di Bioware e Rob Pardo di Blizzard? Ovviamente di MMORPG e di come il loro sviluppo sempre più incredibile possa influenzarne il futuro.
Una chiaccherata davanti ad una sala gremita, quindi, con il moderatore di mmorpg.com che ha stuzzicato gli intervistati con domande piuttosto interessanti, di cui il testo che segue è un lungo estratto.

Domanda: L’utenza interessata ai MMORPG si sta allargando e cresce la necessità di avere proprietà intellettuali forti alle spalle; è possibile farne a meno?
Emmert: ai produttori le PI piacciono perchè sono una sorta di garanzia di un futuro ritorno economico e data l’esplosione di questo genere credo si useranno sempre di più, saranno sempre più fondamentali.
Muzyka: è tutta una questione di scelte: vuoi investire in un marchio o su qualcos’altro? Dipende dal contesto, capire cosa vuole l’utenza e come tu vuoi indirizzare i tuoi fondi, decidere se ne vale la pena e poi muoversi di conseguenza.
Kin: con le buone idee si può fare tutto ciò che si vuole, non è necessario spendere cifre enormi per garantirsi questo o quel marchio oppure averne già uno forte di partenza.
Pardo: per noi - Blizzard - è stato ovviamente più facile che per altri, avendo già una PI fortissima come Warcraft. Credo che se è la prima volta che provi a sviluppare un MMORPG, possa essere un’idea intelligente quella di sfruttare un brand che hai già in casa, se ce l’hai ovviamente.

Domanda:Il sempre maggior successo delle console credete che debba interessare anche il mercato console?
Emmert: ritengo si possa investire su console ed anzi è il mercato su cui è meglio spendere i propri fondi. Ad ogni modo si possono benissimo fare i soldi anche su PC, voglio dire, Blizzard ne è l’esempio migliore, credo si stia per comperare il continente africano...
Muzyka io credo che il mercato PC sia ancora migliore essendo il più variegato. Si può puntare su una fascia d’utenza che va dal casual al super appassionato ed i costi di sviluppo sono minori, non essendoci diritti da pagare e altre problematiche ad essi correlate. Comunque ci sono dei pro e dei contro, è difficile dare una risposta secca.
Pardo: stiamo valutando l’idea di muoverci anche su console - Wow, in tutti i sensi, NdR - ma per il momento siamo ben collocati nell’ambito dei PC, dove il tipo di giochi che noi facciamo rende al meglio.