Ghost Recon: Advance Warfighter - Provato!  2

Mexico City, affogata nel caldo e negli effetti da next generation, ci ha accolto per la prova in anteprima delle prime imprese Next Gen di Tom Clancy. Seguiteci per saperne di più!

Mexico City.

L’avventura, senza rovinare troppe sorprese, inizia durante una perlustrazione della periferia di Mexico City nell'anno 2013. Una banale missione di recupero che viene interrotta per un attacco terroristico ad una conferenza a cui sono presenti il Presidente degli Stati Uniti e quello del Messico, che dovremo prontamente andare a recuperare. I primi cinque minuti di gioco non sono altro che un breve tutorial, che si allunga in maniera spropositata, non tanto perché si debba fare abitudine ai controlli (prendere pieno possesso dell’interfaccia richiede un po’ di tempo), quanto perché si rimane sopraffatti da tutti gli effetti di post processing che ricoprono fondali e personaggi. HDR usato, finalmente, a proposito a simulare il bagliore del sole sulle uniformi dei soldati, sui pilastri di cemento che riflettono la luce che si propaga secca ovunque.

I primi cinque minuti di gioco non sono altro che un breve tutorial, che si allunga in maniera spropositata... perché si rimane sopraffatti da tutti gli effetti di post processing che ricoprono fondali e personaggi

Mexico City.

Ripresi da questo spettacolo, cesellato da costruzioni poligonali tutt'intorno, ecco che ci si riesce anche a ricordare che c’è una missione da compiere ed una squadra da guidare. L’interfaccia è piena di informazioni: un monitor in alto a sinistra riproduce la visuale della capo squadra di supporto, che si può far avanzare con una lieve pressione della croce digitale, dopo aver deciso se mandarla all’assalto od in perlustrazione; sulla destra il tipo di arma impugnata e quelle a disposizione, mentre a bordo visore delle frecce indicano la direzione in cui si trovano alleati ed avversari (frecce verdi e rosse). L’importanza della squadra è fondamentale, risultando spesso l’unico modo per cavarsela in situazioni di assedio totale, dove, per totale, si intendono nemici che spuntano da ogni anfratto del fondale, con una mira infallibile. Nel corso delle missioni, e sempre utilizzando questo schema di controlli, vengono messi a disposizione anche carri armati, elicotteri ed un piccolo satellite volante, da spedire in perlustrazione per individuare i nemici. Questi vengono evidenziati da una sagoma rossa, che li circonda nel torrido teatro di Mexico City, sagoma che fornisce anche il loro stato di salute fino a quando non vengono eliminati. Il fatto è che bisogna imparare a riconoscere ogni singolo beep, ogni singolo segnale che viene rilasciato dal visore in gioco, pena la morte istantanea e senza appelli. Tanto che alcune sequenze vanno ripetute fino a quando non si impara l’esatta posizione di tutti i terroristi, che i level designer hanno posizionato nelle postazioni più impensabili.

Corri soldato!

L’azione corre fluida di obiettivo in obiettivo, le mappe sono vaste e credibili, come la sensazione di trovarsi in un vero e proprio conflitto. Sono solo impressioni, dettate da una prova solo parziale, ma sono del tutto positive e segno delle possibilità che la next gen è in grado d’offrire. I programmatori sembrano essersi lanciati alla ricerca del giusto equilibrio tra impostazione rigorosa da vero Fps ed alcune dinamiche più action, senza tralasciare la tattica di scontri che si possono concludere con un colpo solo ben assestato.

I programmatori sembrano essersi lanciati alla ricerca del giusto equilibrio tra impostazione rigorosa da vero Fps ed alcune dinamiche più action, senza tralasciare la tattica di scontri

Corri soldato!

La visuale di default è quella in terza persona, doveroso omaggio al lavoro svolto dai grafici al modello poligonale del nostro soldato, ma grazie ad un’apposita opzione è possibile passare alla più classica visuale in soggettiva, senza che i comandi ne risentano in alcun modo. I controlli, infatti, sembrano funzionare a dovere in ogni frangente, anche nelle situazioni più difficili, e nonostante siano tutt’altro che semplici. È ora possibile, tra l’altro, ripararsi dietro ai muri e sporgersi lentamente per vedere cosa ci si para davanti, si può avanzare carponi o strisciando ed è pure possibile interrompere una corsa con una scivolata per cercare riparo dietro siepi ed automobili con dei veri e propri tuffi. E, chiaramente, le possibili implicazioni di tutte le combinazioni di queste abilità avranno effetti devastanti sul multiplayer, così come il corretto utilizzo dei gadget e dei mezzi di supporto.

Pronti a scendere in battaglia.

Ghost Recon: Advance Warfighter dovrebbe uscire nei negozi entro la fine di Marzo e, dopo aver passato qualche ora in sua compagnia, non possiamo che consigliarvi di tenere d’occhio il calendario. Anche il market place potrebbe essere il posto giusto da dove iniziare quest’esperienza, dato che si vocifera del rilascio di una demo a ridosso della pubblicazione e, di sicuro, sarebbe una delle occasioni migliori per scaricare contenuti da Xbox Live. Da quanto avete letto, crediamo sia chiaro che il titolo Ubisoft ci ha fatto un’ottima impressione. L’uso che gli sviluppatori fanno dell’hardware di Xbox 360 è finalmente maturo, e si svincola dal voler stupire a tutti i costi, legandosi a doppio filo alla resa di ambienti e locazioni realistici come mai prima d’ora. Bump mapping e HDR non per giustificare un hardware, ma per descrivere dei luoghi e per calarci dentro ad una guerra vera e propria. Un gioco che sembra completo, con le tante modalità online e quelle in cooperativa, su cui torneremo più avanti, e che va solo testato per verificarne bilanciamento dei livelli e longevità. Di sostanza da giocare ce n'è ancora tanta in GRAW, ma mentiremmo, se dicessimo di non aspettarci uno dei migliori giochi di questo inizio 2006...

  • Volete vedere Ghost Recon: Advance Warfighter in azione? Ecco il link a tutti i filmati!

“Tenente... fa un caldo della Madonna... non riesco quasi a respirare!” Non è possibile, siamo a Febbraio e fuori ci sono tre gradi, oltre che un’aria da natale in ritardo di un mese e mezzo. E poi non sono un tenente, ma cavolo se mi sembra faccia caldo. Una strada deserta, il silenzioso rumore del vento che spazza le palme, caldo ed asfissiante, con il sole che distorge la vista e confonde le idee. Attraverso una piazza enorme con la mia squadra, in mezzo un monumento, e tutt’intorno palazzi e grattacieli... mai visto uno spettacolo del genere. Ci ripariamo tra alcune macerie, c’è da proteggere il Presidente messicano, mentre aspettiamo i rinforzi e l’elicottero che ci porterà in salvo. “Tenente arrivano!”, va bene. “Riparatevi dietro quel muro” e scoppia l’inferno. Proiettili ovunque, bombe, carri armati e lo spettacolo next gen imbastito da Ubisoft con Ghost Recon Advance Warfighter per Xbox 360. Difficile staccarsi dalla beta che la software house ci ha mandato da provare in anteprima per venire a raccontarvi le nostre prime impressioni, di quello che promette d’essere uno dei migliori giochi del primo semestre della nuova console Microsoft. Difficile, ma estremamente piacevole.