Ghostbusters: Il VideogiocoRitorno dopo venticinque anni 

Il richiamo del marchio ma non solo, questo Ghostbusters parrebbe avere tutte le carte in regola per imporsi come uno dei migliori prodotti su licenza del 2008.

Si è tenuto a Londra l'Atari Live, evento di presentazione della line up 2009 della storica etichetta, e uno dei prodotti più interessanti della rassegna è stato quel Ghostbusters: The Videogame che fino a qualche mese fa era parte dell'offerta di Vivendi Games e che è stato messo sulla piazza dopo la fusione con Activision. Ritorno dopo venticinque anni Ovviamente il marchio non ha bisogno di presentazioni e già la primavera passata era stato possibile vederlo in movimento e descriverlo approfonditamente. Il cambio di produttore non ha modificato i piani originali che restano quindi quelli di mettere in chiave videoludica l'ideale terzo atto narrativo della serie, rilanciando così un nome che in realtà mai se n'è andato dai cuori degli appassionati e che anzi è riconosciuto anche dalle generazioni più giovani.

La libreria degli orrori

Le due versioni in sviluppo, una per PlayStation 3 e Xbox 360, l'altra per Wii, avranno in comune praticamente tutte le aree e i livelli, con pochissime differenze e la volontà di garantire una progressione praticamente identica. La demo mostrata per l'occasione ha quindi permesso di farsi un'idea di come i lavori sulle due siano stati portati avanti con lo stesso canovaccio e per farlo è stato scelto il livello ambientato all'interno della biblioteca pubblica di New York, tra le sue file di scaffali colmi di libri, i passaggi e i tunnel segreti, le cantine e poi una sorta di dimensione parallela con tanto di casa stregata, dove la presentazione si è interrotta. L'incarnazione next-gen punta quasi tutto sulla varietà e la combinazione di un'ottima fisica con le molte armi e i gadget disponibili: al cospetto di un enorme golem di libri formatosi proprio sotto gli occhi dei quattro intrepidi acchiappafantasmi, potrà essere ad esempio opportuno usare una sorta di collante o colpirlo con delle travi per rallentarlo prima di finirlo a colpi di raggi protonici e sfere d'energia, mentre la cattura delle entità ectoplasmatiche vere e proprie - i fantasmi classici, quelli trasparenti - sfrutterà la combinazione dei grilletti e degli analogici, come fosse uno sparatutto tradizionale. Su Wii i fattori si invertono e se l'azione è meno frenetica e varia, oltre che le atmosfere un po' meno cupe, assume importanza massima il momento della cattura, dove si dovranno sfruttare wiimote e nunchuck per muovere il fucile e mimare il lancio della trappola, ottenendo si spera, la massima immedesimazione possibile.
In entrambi i casi l'elemento forse più positivo è risultato l'evidente unicità dei nemici: abituati a fronteggiare soldati o mostri coperti dietro ai muri in attesa di farsi stanare, vedere il proprio avversario svolazzare in modo quasi casuale, attraversare gli oggetti e possederli, avrà sicuramente un impatto fresco e divertente. Ritorno dopo venticinque anni Più perplessi lascia invece la scelta di sfruttare un sistema simile a quello visto nei due Gears of War, dove per rianimare o farsi rianimare dopo essere rimasti a terra basta un tocco, che è apparso troppo soggetto agli umori dell'intelligenza artificiale dei propri compagni. Da verificare tutta la parte di progressione e miglioramento del proprio arsenale così come quella di gestione della mitica caserma dei pompieri rimessa a nuovo e attrezzata per i fini "spiritici". Parrebbe confermata l'assenza di sessioni a bordo della Ecto 1, mentre il multiplayer resta coperto dal più fitto riserbo, per quanto sia sicuro non coinvolgerà la campagna con una cooperativa.

Le due non si somigliano

Detta l'identità concettuale del progetto e dette invece le differenze di impostazione del gameplay, il punto in cui maggiormente differiscono le due versioni resta quello tecnico. PS3 e 360 godranno di uno stile generalmente improntato al realismo per le ambientazioni e caricaturale per protagonisti e nemici, forti di buone superfici e di ambienti ricchi di molti dettagli e piccole chicche, come gli scaffali pieni di fogli pronti a sparpagliarsi sul terreno o una gestione dei liquidi molto curata per quanto non fondamentale ai fini dell'esperienza. Ritorno dopo venticinque anni Su Wii si avrà una sorta di fumetto, estremamente colorato e con personaggi enormi rispetto all'ambiente, dove i rapporti non sono poi così importanti ma strizzano l'occhio a un'utenza che per età e percezione del videogame vuole qualcosa di più simile a un cartone animato; per il momento non si rimane a bocca aperta. L'uscita è prevista per il prossimo giugno, in occasione del 25° anniversario della pellicola cinematografica; per allora si spera si possa avere l'occasione di provarlo direttamente almeno una volta e farsi un'idea più chiara sull'efficacia di un lavoro che già per come si è visto ora, promette di non deludere i molti appassionati e i possibili nuovi seguaci.

Certezze

  • Il fascino del marchio è indiscutibile
  • Esperienza di gioco capace di ben evocare i film
  • La trama dovrebbe essere all'altezza

Dubbi

  • Venticinque anni rischiano di essere troppi per un rilancio. Soprattutto commercialmente.

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