Gothic 2 - l'approfondimento di RPGPlayer  0

RPGPlayer ha preparato questo approfondimento di Gothic 2, in attesa che tutti i giocatori italiani possano giocarci nella propria lingua a partire dal prossimo autunno.

In principio fu la guerra.

Curioso vero? Come se non fosse già motivo di disgrazia nel mondo reale, anche nei videogiochi spesso tutto comincia con un conflitto.
Ci troviamo nel fantastico regno di Myrtana, un continente popolato da uomini, orchi e una miriade di mostri, animali selvaggi, e terrificanti non morti; tutto nacque da una guerra, un conflitto la cui origine si perde nella notte dei tempi e avente come protagonisti uomini ed orchi.
In modo da avere il sopravvento sull'avversario, il genere umano condotto da re Rhobar II, cercò di utilizzare la magia a proprio favore, per la precisione scoprì come sfruttare i minerali magici per forgiare armi di qualità superiore; fu così che ebbe inizio la corsa all'ore (tranquilli, non si tratta di un errore di battitura), una febbre che indusse il re a radunare a corte i migliori maghi dell'epoca, al fine di erigere una barriera magica che potesse contenere i detenuti condannati a lavorare giorno e notte nelle miniere.
Ben presto l'ordine prestabilito venne a mancare, il caos prese il sopravvento e portò alla formazione di tre grossi gruppi, i quali, forti della protezione data dall'incantesimo, si spartirono il territorio pur mantenendo contatti commerciali con l'esterno (la barriera era in grado di bloccare solamente le creature viventi che intendessero uscirne).
Ed è qui che entra in gioco il nostro innominato eroe, egli venne forzatamente introdotto nella valle mineraria, in un modo già ostile di suo e ora governato dalla peggiore feccia del regno; il suo obbiettivo è quello di sopravvivere in questo caos, cercando nel contempo una via di fuga, possibilmente sopravvivendo…
Qui si ferma Gothic 1, come sapete il protagonista deve sempre avere successo (l'alternativa di solito è un sonoro "game over"), per cui credo di non sconvolgere nessuno dicendovi che il nostro eroe riuscirà nell'ardua impresa. Passiamo ora a Gothic 2, in seguito alla caduta della barriera, i criminali prima imprigionati al suo interno se la sono data a gambe, sconvolgendo la vita delle zone circostanti, in particolare della fiorente cittadina portuale di Khorinis.
Qui improvvisamente è comparsa una nave da guerra imperiale carica di paladini, i quali in men che non si dica hanno preso il controllo sulla città e sui suoi traffici commerciali; come se non bastasse, i piccoli proprietari terrieri capeggiati dal potentissimo Onar, si sono ritrovati tra le proverbiali incudine e staffa.
Da una parte i paladini, puntuali alla riscossione di tributi ed espropri ma mai presenti durante i frequenti attacchi di animali, mostri o briganti, e dall'altra Onar stesso, il quale, per difendersi dalle angherie imperiali, ha deciso di assumere gli ex detenuti della vallata penale come mercenari.
Sia chiaro, questi sono soltanto gli eventi principali, attorno a tutte queste vicende gravitano una miriade di altre storie più piccole ma non per questo meno interessanti; esse permettono di osservare più da vicino la comunità di Gothic 2, i suoi umori e le sue paure, le sue gioie e le sue fatiche quotidiane, sarebbe veramente un peccato perdersi tutto questo seguendo solo la trama principale.
Credo che da queste poche righe si possa immaginare quanto sia complessa la situazione che si prospetta di fronte al giocatore. Stiamo parlando di un mondo complesso, vasto e ricco di spunti sia per il giocatore che ama l'azione, che per quello che predilige esplorazione o sviluppo della trama, vediamo nel dettaglio tutto questo.

All'arrembaggio!!!

Gothic 2 può essere definito un crpg single player, totalmente in real time (quindi scordatevi combattimenti a turni), con visuale isometrica e telecamera completamente gestibile dal giocatore tramite mouse.
E' possibile attivare una visuale di gioco in prima persona, sappiate però che durante combattimenti e dialoghi, la telecamera tornerà ad essere isometrica.
Come era facile dedurre dall'introduzione, l'ambientazione di questo gioco è tipicamente fantasy, il mondo in cui ci si muove non è legato ad alcun tipo di brand famoso, ciò nonostante, esattamente come nel predecessore, tutto è molto ben miscelato.
In Gothic non ci sono particolari aspetti stravaganti, il cocktail offerto al giocatore fa uso di ingredienti se vogliamo "vecchi", già noti a tutti gli appassionati e non; la cosa stupefacente è la maestria con cui la Piranha Bytes ha saputo miscelare il tutto, con equilibrio ed esperienza ha estratto un elisir che stupisce per l'intreccio delle quest, per la resa dei combattimenti, ma soprattutto per l'interazione con gli npc e la complessità delle ambientazioni. La cosa più stupefacente a mio modesto parare, è come la software house tedesca, dopo il primo grande successo, abbia saputo doppiare un'atmosfera del genere senza scadere nella banalità di un semplice data disk.
Il mondo di Gothic 2 pulsa di una propria esistenza, trasuda scripting da tutti i pori, esattamente come il predecessore; indipendentemente dalla volontà del giocatore, i personaggi non giocanti che popolano fattorie, città o accampamenti, vivono una propria esistenza, la notte vanno a riposare, la mattina tornano al proprio posto per riprendere le mansioni quotidiane, parlano tra di loro del più e del meno, se la spassano alla taverna, etc etc...
Ciò nonostante i difetti non mancano di certo, tutti si muovono contemporaneamente con cadenza quasi militaresca, se alle 8.30 del mattino la vita deve riprendere, tutti gli abitanti di una zona si sveglieranno all'unisono per tornare ai propri posti; ma non solo, un commerciante rimane pur sempre un "negozio che cammina", pertanto nel cuore della notte potete tranquillamente entrare a casa sua, svegliarlo, parlarci e barattare la vostra mercanzia, con buona pace del realismo.
A differenza del primo capitolo della serie, è interessante notare come certi comportamenti siano stati implementati anche in alcuni mostri, pertanto vi potrà capitare di trovare un temibilissimo shadowbeast teneramente addormentato nella propria tana, se possedete l'abilità per muovervi silenziosamente, potrete entrare di soppiatto e rubare qualsiasi tesoro senza svegliare il bestione.
Credo che faccia piacere a tutti quanti hanno giocato e terminato il predecessore, sapere che saranno presenti parecchi degli npc chiave della precedente avventura, pertanto ritroverete Diego, Ur Shak, Gorn, Lee, Lester, Milten, Wolf e tanti altri.

L'interazione con l'ambiente è un uno degli aspetti in cui Gothic 2 brilla maggiormente. Il gioco sostanzialmente ripropone lo schema del suo predecessore, quel fare tutto con tutto tanto agognato da gran parte della comunità crpgistica; tenete conto che stiamo comunque parlando di un gioco basato su un engine con dei forti limiti, e pertanto impossibilitato ad affrontare parecchie situazioni. Giusto per fare alcuni esempi non potrete comprare casa, cavalcare, o semplicemente "fare il pane", però potrete cuocere le vostre pietanze, creare pozioni, forgiare armi, etc etc...

Il numero di quest che sarà possibile intraprendere è decisamente elevato, ma ovviamente dipende dalle capacità esplorative del giocatore e dalla sua capacità di interagire con gli npc.
La struttura delle missioni presenta la possibilità di fallire gli obbiettivi prefissati, ciò significa che a volte si presenteranno dei bivi narrativi superabili con delle scelte, la soluzione di una quest può richiedere il fallimento di altre e tutto questo potrà influire sul rapporto tra il protagonista e alcuni npc.
È possibile risolvere un buon numero di missioni senza l'utilizzo della forza bruta, ma non solo, pensate che una volta, per risolvere una quest sono incappato in una lite tra fratelli; la cosa può sembrare banale, ma semplicemente rispondendo in un determinato modo alle loro provocazioni sono riuscito a scatenare una lite che ahimè ha avuto un risvolto tragico, a volte una lingua biforcuta fa più male di uno spadone a due mani...
Sebbene nel gioco vi siano numerose quest aventi come obbiettivi i tipici "parla con..." "cerca questi oggetti" "entra nel dungeon, uccidi il mostro e arraffa tesoro...", devo confessare di essere rimasto piacevolmente impressionato dal fatto che tali missioni sono affiancate da molte altre aventi una profondità decisamente più elevata.
In alcuni casi si tratta di vere e proprie indagini, che implicano non solo una ricerca accurata in base agli indizi a disposizione, ma anche la necessità di parlare con molte persone per ottenere informazioni, a volte addirittura convincendole con profumate "bustarelle".
Il più grosso difetto di Gothic 1 stava nella mancanza di quest secondarie una volta superati i primi capitoli; fortunatamente Gothic 2 non presenta questo problema, durante il susseguirsi delle fasi di gioco ci sarà sempre la possibilità di affiancare quest secondarie alle missioni appartenenti alla trama principale, rallentando l'avanzamento narrativo e permettendo al giocatore di godere appieno dei benefici derivanti dai passaggi di livello.

Il gioco presenta una struttura decisamente non lineare, gli obbiettivi delle quest principali sono sempre gli stessi e fungono da "paletti" narrativi, le modalità con cui li si raggiungono invece sono multiple, e spesso corrispondono alle carriere che è possibile intraprendere nel gioco.
Il finale è unico, senza alternative, e come da tradizione conclude con un chiaro riferimento al futuro seguito; a tal proposito vi ricordiamo l'annuncio da parte di Piranha Bytes sull'imminente uscita del data disk di questo stesso gioco, e dello sviluppo di Gothic 3.

I dialoghi di gioco sono a selezione multipla e sono TOTALMENTE doppiati in un ottimo inglese, con voci sempre varie e una recitazione di ottimo livello; in genere si tratta di sequenze corte che mettono il giocatore di fronte a un numero abbastanza limitato di scelte. C'è da notare come in generale la qualità dei dialoghi sia sufficiente ma non certo eccelsa; non vi sono errori o imperfezioni di sorta, diciamo piuttosto che gli argomenti trattati fanno sempre riferimento alle missioni di gioco; oltre alle solite frasi fatte che descrivono la situazione locale e a qualche striminzita informazione "stradale", i dialoghi sono uno degli strumenti per ottenere e completare le quest.

Durante l'esplorazione delle varie locazioni che compongono il gioco, è possibile trovare diversi volumi consultabili; devo ammettere di essere rimasto abbastanza deluso da questi ultimi, praticamente si tratta di piccoli manuali che spiegano alcuni degli aspetti del gioco, le caratteristiche dei mostri, la composizioni di incantesimi e pozioni.
Tutto questo però è fatto in maniera piuttosto schematica e per giunta superficiale, mi rendo conto che si tratta di aspetti tutto sommato secondari, che non influirebbero sull'andamento del gioco e che verrebbero ignorati totalmente dalla maggior parte dei giocatori, però sarebbero stati anche una piacevole aggiunta, soprattutto considerando l'attenzione riposta su questo aspetto da parte di molti altri giochi concorrenti.

Come molti altri aspetti, anche la storia che fa da sfondo alle vicende di gioco è classicamente fantasy, semplice da seguire e in alcuni frangenti abbastanza prevedibile.
Qui sta uno dei maggiori difetti di Gothic 2, il predecessore, sebbene largamente inferiore su quasi tutti gli aspetti di gioco, offriva una quantità di colpi di scena e di una tale qualità da risultare, sotto questo punto di vista, decisamente migliore del gioco in esame.
Probabilmente il fatto di aver creato un titolo così strettamente legato al predecessore ha limitato gli sviluppatori sotto questo aspetto, ciò però non può giustificare la presenza di una storia così "normale", in alcuni tratti sembra quasi di riprendere un romanzo fantasy già letto.
Mi raccomando, non fraintendetemi, la storia è bella, scorrevole e piacevole, però da un gioco così bello e con un'atmosfera così perfettamente curata, mi sarei aspettato un'esplosione di colpi di scena, di roboanti capovolgimenti di fronte, insomma qualcosa di più…

La longevità appare decisamente elevata, il gioco, per essere teminato sviluppando una delle tre possibili carriere ed esplorando con una certa cura le zone selvagge, ha richiesto la bellezza di circa 60 ore di gioco; si tratta di una quantità decisamente elevata se confrontato agli standard odierni, credo che all'interno dell'attuale panorama crpg single player, soltanto Morrowind possa vantare una durata superiore.
Va poi ricordato il fattore rigiocabilità, dato dalla possibiltà di ripercorrere l'avventura utilizzando le tre differenti classi disponibili.

Il mondo

Il gioco si sviluppa su un'area decisamente vasta, approssimativamente grande più di una volta e mezza quella di Gothic 1, le ambientazioni toccate sono varie e includono territori rocciosi, cittadini, rurali, marittimi, montani, paludosi, tutti rigorosamente intramezzati dall'immancabile wilderness tipica della serie; si tratta per lo più di grandi aree boschive, totalmente dominate da mostri e animali di vario genere, ricche di caverne e anfratti da esplorare.
Indubbiamente questo tipo di aree rappresenta la maggior parte del mondo in cui il giocatore si trova ad agire; mi rendo conto che da un certo punto di vista, l'esplorazione delle foreste possa sembrare noioso, ma vi posso assicurare che la cura nella riproduzione di questo ambiente, unita alle immancabili sorprese che si celano tra caverne, anfratti o semplici cespugli, fanno delle aree boschive uno degli ambienti meglio riusciti del gioco.
L'unica area urbana di una certa dimensione presente nel gioco è la città di Khorinis; state tranquilli e non lasciatevi prendere dal panico, la città è una sola, però la varietà e la complessità della vita al suo interno non mancheranno di sopperire alla mancanza di ulteriori insediamenti.
Come in ogni agglomerato urbano che si rispetti, Khorinis è suddivisa in varie zone in base alle attività che vi si svolgono e al ceto sociale della popolazione. Vi sono zone malfamate come il porto, dove si svolge ogni tipo di attività più o meno lecita e dove l'autorità imperiale è decisamente carente, c'è il quartiere dei "vip" dove vivono le personalità altolocate della zona, vi sono le aree commerciali, dove tra mercanti senza scrupoli e taverne potrete trovare un campionario umano decisamente ben assortito.
Come già detto, al di fuori di Khorinis vi sono numerose aree abitate, per la maggior parte si tratta di fattorie isolate, ciascuno abitata da diversi png (personaggi non giocati) alle prese coi problemi più disparati, dalla scarsa resa dei raccolti agli assalti di predatori e briganti, dai problemi con i paladini imperiali alle faide interne tra contadini e allevatori. Fa testo a se la fattoria di Onar, l'uomo più potente al di fuori dei confini di Khorinis, e il monastero di Innos, abitato dai sacerdoti del Dio del bene.

Cosa vuoi fare da grande?

Prima di parlare del personaggio principale lasciatemi premettere una cosa molto importante, in Gothic 2 il gioco parte da zero, non è possibile in alcun modo riutilizzare il personaggio del predecessore, pertanto dimenticatevi del vostro glorioso spadone a 2 mani parlante e dell'armatura antimissile che avevate trovato nella precedente avventura, preparatevi ad affrontare il più insignificante sorcio di campagna come se si trattasse di un'idra affamata.
Come in ogni crpg che si rispetti, uno dei pilastri su cui si basa il gioco è lo sviluppo del personaggio; per fare questo il mondo di Gothic ha da sempre utilizzato un sistema decisamente originale, ben diverso sia dal modello alla Fallout, alla Morrowind, o alla Baldur's Gate.
Risolvendo quest e uccidendo avversari si accumula la solita esperienza, raggiunto un certo livello di quest'ultima si passa di livello, e fin qui niente di nuovo sotto il sole; scordatevi quegli insipidi passaggi di livello tipici dei crpg basati sulle regole di D&D, in Gothic 2, ogni volta che questo accadrà, al personaggio verranno automaticamente aumentati i punti ferita e gli verranno assegnati 10 learning points (punti apprendimento), che possono essere spesi per aumentare caratteristiche, imparare incantesimi, apprendere nuovi livelli magici e addestrarsi in alcune attività particolari.
Attenzione però, per fare questo è necessario che ci sia un maestro in grado di guidarci lungo la tortuosa via della conoscenza, e questi saranno disposti a farlo solo se avremo con loro un buon rapporto, il che implica il completamento di alcune quest oppure il pagamento di un corrispettivo monetario.
In questo modo, oltre ad aumentare le statistiche del nostro eroe (forza, destrezza, mana e punti ferita), si può imparare a scassinare serrature, a muoversi silenziosamente, a borseggiare, si può imparare a creare nuove pozioni di mana o guarigione (pensate che ve ne sono alcune in grado di aumentare permanentemente le caratteristiche del personaggio), si può imparare a sezionare le prede per raccogliere denti, pelli, e ogni altri trofeo di caccia rivendibile, ci si può specializzare nell'uso di archi, armi a una o due mani, addirittura è possibile imparare a forgiare armi magiche!
Naturalmente tutto ciò richiede un numero impressionante di learning points (LP), pertanto il giocatore è portato fin dall'inizio a decidere la strada da intraprendere, in modo da creare un personaggio il più possibile specializzato, e quindi potenzialmente più letale. Non temete però, se vi dedicherete con pazienza ad esplorare buona parte del mondo a vostra disposizione riuscirete ad accumulare un quantitativo di LP sifficiente a togliervi qualcosa di più di un semplice sfizio, pensate che ho teminato il gioco al 38° livello con ben 92 LP inutilizzati; sì, avete capito bene, 92 learning point non usati, corrinspondenti a più di 9 avanzamenti di livello sprecati, purtroppo da questo punto di vista Gothic 2 non è affatto migliorato rispetto al predecessore che già soffriva di questa strana sindrome…

La selezione della classe è dinamica, il gioco non impone alcun tipo di "incasellamento" preventivo, tant'è che la creazione del personaggio in sostanza non esiste, il gioco comincia con le stesse statistiche per tutti. E' compito del giocatore scegliere il gruppo a cui appartenere e definire in tal modo il ruolo per proprio personaggio; per esempio entrando nel monastero di Innos si entra a far parte dei novizi di questo ordine, proseguendo lungo la gerarchia monastica si può raggiungere la tanto agognata carica di mago. Se preferissimo la carriera militare è possibile entrare nelle guardie cittadine per poi diventare paladino, mentre scegliendo di aderire all'esercito mercenario di Onar possiamo diventare dei provetti avventurieri. Esiste infine una gilda dei ladri alla quale possono aderire i personaggi di qualsiasi altra classe, il suo unico scopo è quello di offrire addestramento nelle abilità di scassinamento e borseggio.

L'inventario di gioco è derivato direttamente da quello di Gothic 1, e senza imbra di dubbio rappresenta uno dei punti dolenti del gioco. Si tratta di una sorta di magico baule invisibile, in grado di contenere tutto, e quando dico tutto significa veramente di tutto, anche in quantità industriali.
Pensate che prima di terminare il gioco ho dato un'occhiata al mio e vi ho contato centinaia di pozioni, decine di armi (molte di dimensioni veramente colossali), decine di pergamene, rune magiche a profusione, centinaia di trofei di caccia e ingredienti per pozioni, e questo giusto per citare il grosso del contenuto…
Indubbiamente si tratta di una scelta precisa da parte del team di sviluppo, che ha preferito eliminare la preoccupazione dell'inventario per dare vita a un gameplay più fluido e meno influenzato da fattori esterni; purtroppo da appassionato non posso che bocciare questa scelta, avrei preferito un inventario limitato sia nello spazio (magari con la classica struttura a quadretti) che nel peso (non è possibile che un personaggio che non ha nemmeno la forza di brandire uno spadone a due mani, riesca a portare sul groppone un'intera armeria…), indubbiamente questa scelta non può che essere di aiuto per i giocatori occasionali o nuovi del genere.

Il controllo del personaggio fa uso di mouse e tastiera, un connubio già collaudato dal predecessore, ma che ai tempi aveva dato vita a non poche critiche, essendo stato bollato come troppo macchinoso, soprattutto all'inizio. Per rimediare i Piranha Bytes hanno mantenuto la stessa impostazione di base cercando di limitare i danni e riuscendoci abbastanza bene. In sostanza i controlli si limitano all'uso di pochi tasti (movimento più quelli necessari ad attivare la modalità combattimento e ad accede a inventario, mappe e diario) e al mouse, il tasto sinistro funge da "tasto azione", utilizzato da solo permette di dialogare e interagire con gli oggetti, utilizzato insieme ai tasti movimento permette di combattere, lanciare incantesimi, scassinare e dare vita a qualsiasi altro tipo di azione

Fight Club

Come ben sappiamo, il combattimento è uno degli aspetti fondamentali per un crpg, e in questo Gothic 2 si distingue dalla concorrenza.
Sebbene sia possibile completare diverse quest senza l'uso della forza, spesso e volentieri è necessario ricorrere a spada e magia per farsi strada tra gli avversari, sia che si tratti di animali, mostri, uomini oppure non morti.
Il sistema di combattimento è ereditato totalmente dal predecessore, sia per quanto riguarda il controllo che per il tipo di armi. Queste ultime sono classificate in tre grandi gruppi, armi a una mano, a due mani e armi da lancio; alla prima categoria appartengono spade, mazze, martelli, asce e pugnali, alla seconda spadoni, alabarde, asce a due mani e bastoni lunghi, mentre alla terza appartengono archi di vario genere e balestre, i quali per funzionare ovviamente richiedono frecce e dardi.
L'inventario bellico è decisamente variegato e composto da un gran numero di armi, sia di fattura "standard" (in grado comunque di infliggere danni tutt'altro che indifferenti) che di natura unica, quindi particolarmente preziose e letali in battaglia. Per poter utilizzare un'arma è necessario che il personaggio soddisfi i relativi requisiti di forza e destrezza, in caso contrario non sarà possibile nemmeno brandirla.
Il combattimento è molto semplice, una volta passati alla modalità aggressiva (premendo l'apposito tasto), si deve inquadrare l'avversario muovendo la visuale col mouse, fatto questo basta tener premuto il tasto azione (tasto sinistro del mouse) e premere uno dei tasti movimento, a ciascuno di questi è associato un tipo di colpo, fendenti laterali, affondi etc etc… Addestrando il proprio personaggio nell'uso di un' arma, è possibile migliorare le sue performance, avendo così accesso a nuovi tipi di colpi in grado di dare vita a vere e proprie combo; l'aspetto più interessante della cosa è il fatto che non basta spendere learning points per diventare spadaccini provetti, ma è necessaria anche una buona dose di abilità e calma da parte del giocatore, il quale deve acquisire sia la tecnica che la giusta tempistica per dare vita alle sequenze di colpi.
La difesa del personaggio è affidata all'armatura che indossa, ai bonus derivanti dall'uso di anelli e amuleti magici, e dall'abilità del giocatore di parare i colpi portati da alcuni tipi di avversari (in genere quelli umanoidi); purtroppo non è presente alcun tipo di scudo, una mancanza tutto sommato formale ma che era stata chiesta a gran voce dai fan del primo Gothic. A dimostrazione della relativa arretratezza del reparto difensivo c'è da sottolineare anche la limitata dotazione di armature; non solo esistono pochissimi personaggi in grado di venderne (in genere le armature vengono date al protagonista in precisi momenti della sua carriera), ma non è possibile acquistare separatamente i componenti che le compongono, in sostanza un'armatura viene venduta come un kit unico (e di conseguenza in genere abbastanza costoso).

La magia

Come tutti in crpg ad ambientazione fantasy, anche in Gothic 2 c'è la possibilità di utilizzare degli incantesimi. Per far questo è possibile seguire due strade, maghi e paladini possono ricorrere all'uso di rune, mentre le altre classi possono utilizzare delle pergamene magiche.
In entrambi i casi la componente fondamentale è il mana, ovvero l'energia magica che viene consumata durante la formulazione di un incantesimo, maggiore è la potenza dell'incantesimo maggiore sarà la quantità di mana richiesta per lanciarlo.
E' possibile recuperare il mana consumato in vari modi, dormendo, assumendo pozioni, mangiando alcune erbe e radici, oppure recandosi presso i tanti santuari del dio Innos sparsi per l'area di gioco, e pregare la divinità offrendo alcune monete d'oro.
L'uso di una pergamena praticamente risulta identico all'uso di un'arma, basta possedere la quantità di mana sufficiente e l'incantesimo verrà automaticamente sprigionato.
Al contrario, l'uso delle rune è riservato solo ai personaggi di alcune classi, tra cui maghi e paladini. Una runa non è nient'altro che un artefatto magico che permette al mago di lanciare un preciso incantesimo. Questi sono suddivisi in 6 differenti livelli, il passaggio da un livello al successivo avviene sono in determinate circostanze ed è possibile solo se il personaggio ha accumulato una quantità sufficiente di esperienza.
La creazione di una runa è un processo molto complesso che implica una serie di operazioni, è necessario innanzitutto conoscere i principi del livello di incantesimi al quale la nostra magia appartiene (il che richiede 5 LP e la necessaria esperienza), avere a disposizione una runa vergine (ve ne sono poche), possedere gli ingredienti necessari per forgiare la runa, e conoscere l'incantesimo specifico desiderato (il che richiede ulteriori 5 LP).
Come avrete certamente intuito l'uso della magia in Gothic 2 non è banale, questo sistema si è dimostrato molto efficiente, unendo giocabilità con una giusta dose di complessità (ben lungi comunque dall'essere anche solo lontamente paragonabile a quella di Arx Fatalis).
In totale vi sono una cinquantina di incantesimi (tutti caratterizzati da effetti grafici notevoli) che spaziano da semplici frecce infuocate a vere a proprie tempeste di fuoco, da banali cura ferite a evocazioni di eserciti di non morti, demoni e golem.

Sotto a chi tocca!

Abbiamo analizzato le caratteristiche offensive e difensive del protagonista, ora vedremo contro chi e cosa il giocatore si troverà ad applicare tale ben di Dio.
Gli avversari che popolano Gothic 2 appartengono sostanzialmente a quattro generi, umani (banditi e briganti di vario genere), animali (lupi, topi, lucertole, insetti, etc etc…), mostri (dai classici goblin, troll, orchi, golem, agli esotici shadowbeast e dragon snapper) ed infine non morti (principalmente scheletri, zombie e shadow warriors).
Si tratta di un campionario decisamente vario anche se abbastanza classico, come già detto Gothic 2 non forza nulla, anche sotto questo aspetto riprende lo schema del tipico crpg fantasy, riproponendo i classici cliché con una piacevolezza e una freschezza disarmanti. In generale, sebbene alcuni avversari dimostrino delle capacità di combattimento decisamente buone, non tutti presentano una IA all'altezza delle aspettative; in alcune occasioni gli avversari manifestano un'ottimo comportamento, colpire un singolo elemento causa sempre l'assalto del gruppo, i goblin per esempio seguono questo schema, girando attorno al proprio obbiettivo e colpendolo ovunque, persino alle spalle. Altri mostri (soprattutto quelli solitari) attaccano a testa bassa senza alcuna logica apparente, mentre in altri casi può capitare di assistere a vere e proprie scenette da idiozia artificiale, con avversari che non possono superare determinati ostacoli e che quindi si limitano a rimanere fermi in atteggiamento minaccioso; ovviamente nel frattempo il giocatore ha tutto il tempo per farli a fettine senza che questi possano portare anche solo un attacco.
Fortunatamente tutto questo si è verificato solo in un paio di occasioni, pertanto non credo sia giusto stroncare questo aspetto del gioco per una cosa simile, tutto sommato in Gothic 2 gli avversari presi in gruppo sono abbastanza ostici, e la difficoltà degli scontri, pur seguendo lo schema tipico dei crpg occidentali (primi livelli in cui si fugge anche di fronte a una rana, mentre alla fine si sconfiggono eserciti), presenta sempre un buon livello di sfida specialmente quando gli avversari attaccano in massa.
Da notare l'utilizzo del respawn in alcune zone di gioco, specialmente in occasione del passaggio da un capitolo di gioco al successivo. Tale tecnica consiste nel ripopolare una zona di mostri dopo che il giocatore ha eliminato le precedenti presenze ostili; ganeralmente questo fenomeno viene odiato dai giocatori, in questo caso il respawn è decisamentre limitato e presente solo in zone dove il tutto ha un senso.
D'altro canto faccio abbastanza fatica ad immaginare una foresta popolata esclusivamente da qualche lupo e una manciata di insetti; in questo caso credo che l'uso del respawn non solo sia normale ma addirittura doveroso per imitare appieno il comportamento di una zona selvaggia, come può essere appunto quella boschiva.

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico il gioco in esame si difende egregiamente. L'engine che muove le scene 3d è una versione riveduta e corretta di quello utilizzato in Gothic 1, rispetto al quale si notano chiaramente texture più dettagliate, animazioni più complesse, e innumerevoli effetti che fanno uso di alcuni dei filtri di cui le recenti schede video sono dotate (per esempio le riflessioni negli specchi d'acqua, l'illuminazione di torcie e incantesimi, oppure le nebbie volumetriche).
Le ambientazioni rappresentate, sebbene spesso presentino chiari elementi bidimensionali, sono decisamente realistiche e rendono appieno in quasi tutte le situazioni, dal quartiere urbano alla selvaggia zona boschiva, dai picchi innevati alle profondità marine. Personalmente devo ammettere di essere rimasto particolarmente colpito dalle zone boschive, la cura nella riproduzione grafica di alberi e cespugli, unita alla stupende riproduzione acustica di questa ambientazione e alla conformazione del terreno, non fanno che aumentare la sensazione di tensione e mistero tipica di queste zone.
Vi sembrerà banale, ma quante volte avete visto un bosco perfettamente pianeggiante?
In Gothic 2 credo che le uniche zone perfettamente livellate siano i campi che circondano le fattorie, ciascun altro ambiente è stato riprodotto in maniera del tutto verosimile, con continue sconnessioni e saliscendi, i quali non solo aumentano la resa grafica del gioco, ma in caso di combattimenti si trasformano in preziosi fattori tattici.
Spesso si presentano errate compenetrazioni tra poligoni (le solite spade che attraversano muri e rocce), si tratta comunque di fenomeni tutto sommato limitati e che non penalizzano il giocatore.
Al di fuori della zona cittadina il gioco gira in maniera eccellente su configurazioni non proprio di fascia alta, presentando un'ottima fluidità anche in presenza di parecchi avversari; tuttavia è sufficiente entrare in città per rendersi conto di quanto la complessità delle strutture e i comportamenti dei personaggi non giocanti, influiscano sulla pesantezza del gioco. Giusto per scendere a livello pratico, la configurazione con la quale ho terminato il gioco è composta da un AMD Athlon XP 2000+, dotato di 512 MB di ram e di una Ati Radeon 9500PRO da 128 MB di ram; con questo pc e giocando sempre alla risoluzione di 1024x768 pixel, al di fuori della città ho ottenuto un framerate stellare in qualunque situazione con distanza di visuale impostata a 200% (a 300% la fluidità era comunque ottima), entrando in città, per mantenere un numero di fotogrammi decenti, ho dovuto limitare la visuale al 100%.
I requisiti di sistema minimi consigliati dalla casa sono un Pentium III 700, 256 Mb di RAM e una scheda video a 32 Mb, con i quali il gioco dovrebbe funzionare discretamente.
Il gioco occupa su disco fisso la bellezza di 2 GB netti, non certo poco ma in linea con i titoli di recente pubblicazione.
L'audio si attesta su ottimi livelli, gli effetti sonori sono campionati a una buona frequenza e sono stati selezionati con una cura certosina, tanto da ricreare perfettamente anche le situazioni ambientali più particolari (una menzione particolare per la foresta, semplicemente fantastica).
Le musiche che fanno da sfondo al gioco sono sempre d'atmosfera, di buona qualità e mai invasive.
Ricordiamo infine l'ottimo parlato, ciascuna sequenza di dialogo, dalla più importante alla più insignificante, è totalmente doppiata in modo esemplare, gli attori sembrano partecipare delle emozioni dei protagonisti, non mi sorprenderei se si fosse trattato di doppiatori professionisti.

La versione del gioco da testata (1.31) è risultata tutto sommato molto stabile, anche se a volte si sono presentati dei bug che hanno impedito di continuare l'avventura; prestate particolare attenzione ai "fuori pista" ovvero le esplorazioni in aree non previste dai programmatori, vi potrebbe capitare di rimanere incastrati tra i fianchi di una montagna oppure potreste finire "inghiottiti" dalla struttura poligonale del gioco...
Oltre a questo problema è capitato di bloccare il gioco interagendo con alcuni npc e oggetti (per esempio le incudini utilizzate per forgiare nuove armi), cliccare troppo velocemente per ripetere alcune operazioni ha portato a un blocco totale. Gli sviluppatori hanno già preannunciato l'uscita della patch per la versione inglese del gioco, pertanto credo che questi problemi vedranno presto una soluzione adeguata.

Tiriamo le somme.

Insomma, Gothic 2 merita o no di essere acquistato?
A mio avviso questo gioco non solo merita assolutamente la sudata banconota da 50 euro, ma merita di entrare insieme al predecessore nell'olimpo dei crpg.
Gothic 2 non possiede la magnificenza della trama e dei dialoghi di Planescape Torment, non possiede l'estensione e la complessità sociale di Morrowind, non trovere i complessi puzzle di Arx Fatalis ne la cura nei combattimenti di Icewind Dale 2. Questo gioco non eccelle su un aspetto particolare, è un mix perfettamente equilibrato di quasi tutti questi aspetti, prende i classici elementi del crpg occidentale di stampo fantasy e li miscela con estrema sapienza.
I difetti come al solito non mancano (pesano soprattutto la prevedibilità della trama e la facilità di alcuni scontri), ma tutto sommato scompaiono di fronte alla grandezza dell'area giocabile, al piacere dato dell'esplorazione delle zone selvagge, alla perfetta riproduzione della vita urbana nella cittadina di Khorinis.
A tutti coloro che hanno terminato il predecessore consiglio caldamente questo gioco, ne rimarranno pienamente soddisfatti; chi non l'avesse ancora fatto, parta da principio, la fretta può solo rovinare la straordinaria bellezza di questa serie.
Bel lavoro Piranha Bytes.

Ahhh i seguiti, croce e delizia di noi videogiocatori; provate a pensare a tutte le volte in cui ne avete maledetto uno, bollandolo come "clone", oppure provate a ricordate tutte le volte che avreste desiderato che un gioco potesse continuare all'infinito, seguito dopo seguito, in un continuo perpetuarsi di quella magia che vi ha portato a terminare il primo della serie. Ebbene, se non si fosse già capito dal preambolo o dal titolo di questo articolo, il gioco di cui stiamo per parlare è la naturale continuazione di un crpg (ovvero gioco di ruolo per computer).
Vediamo di ricordare le origini, due anni orsono, in piena esaltazione collettiva dopo i pluriacclamati Planescape Torment e Baldur's Gate, una sconosciuta software house tedesca chiamata Piranha Bytes, sfornò un certo Gothic.
Fin da subito il gioco dimostrò a tutti le proprie indiscutibili qualità; la profondità del mondo in cui ci si poteva muovere (seppur nemmeno paragonabile alle estensioni geografiche del vecchio Daggerfall o del recente Morrowind), una cura quasi maniacale per i particolari, una trama ricca di colpi di scena, e una realizzazione tecnica decisamente al passo coi tempi, ne fecero un successo clamoroso, gli valsero addirittura l'appellativo di "seguito ideale della serie Ultima".
Forti di questo successo, i i suoi creatori non persero nemmeno un minuto, buttandosi a capofitto nello sviluppo del gioco di cui stiamo per parlare; il fatto che ora stiano per rilasciare il data disk di quest'ultimo e stiano alacremente lavorando al terzo capitolo della serie, credo che faccia facilmente presagire la qualità insita in Gothic 2.
Un piccolo appunto prima di cominciare ad entrare nel dettaglio, questo titolo è completamente giocabile senza aver prima terminato il predecessore, tuttavia sconsiglio vivamente di seguire questa condotta; nonostante si tratti di due giochi siano distinti l'uno dall'altro, possiedono diversi elementi comuni, che se svelati in malomodo finirebbero per rovinare questa fantastica esperienza.
Siate pazienti, se non vi siete mai avventurati nel regno di Myrtana, cominciate da principio e indubbiamente ne ricaverete molta più soddisfazione.