Guida all'HDTV Vol.3 - Alla scoperta dei CRT in HD  0

Mai estinto, estromesso dall'Italia, il tubo catodico non si arrende e sopravvive anche all'era dell'alta definizione.

CRT: un comodo compromesso

In pochi anni, una dopo l'altra, tutte le maggiori compagnie del settore tecnologico sono entrate nell'agguerrita corsa al'HDTV. Mentre alcune compagnie hanno spianato la strada facendosi le ossa altre sono state convinte dalle scelte delle major dell'intrattenimento elettronico che, sia in campo ludico che in campo televisivo, hanno portato l'alta definizione dall'essere un lusso all'essere una necessità vera e propria. Si tratta quindi di un cambiamento che lascia poche scelte agli utenti, ora costretti a guardare il mercato dell'HDTV con attenzione, nel tentativo di evitare pericolosi errori di valutazione che spesso possono rivelarsi fatali per il conto in banca. Errori che diviene facile commettere soprattutto quando ondate di prodotti nuovi e misteriosi invadono centri commerciali e negozi hi tech. Ma fortuna e informazione non sono l'unico modo per salvarsi da pannelli difettosi, neri insoddisfacenti, prezzi spaventosi e dubbi amletici: esiste infatti la buona vecchia tecnologia a tubo catodico o CRT, da molti data per spacciata ma che invece ha ancora qualche buona carta da giocare. Purtroppo esiste un compromesso da accettare e si tratta delle dimensioni che, seppur ridotte rispetto alla generazione precedente, restano decisamente superiori a quelle di uno schermo LCD o plasma.

Pregi e difetti di una tecnologia che si adatta

Un CRT HDTV da 32 pollici di buona fattura costa tra i 600 e i 700 euro, è spesso all'incirca 40 centimetri e offre una definizione pari a quella di un LCD da ben oltre 1000 Euro e un contrasto decisamente superiore. La maggiorparte degli schermi in circolazione ha come limite la risoluzione 1080i, anche se 720p e 1080i sono attualmente le risoluzioni standard per le trasmissioni in alta definizione e ,a questo punto, sembra che saranno lo standard anche nel caso dei videogiochi nextgen nonostante PS3 abbia potenzialità teoriche superiori. Sul versante definizione e qualità il tubo catodico assicura prestazioni ottimali ed è in grado di riprodurre il segnale esattamente come lo riceve, risoluzioni entro i 1080i, neri e colori inclusi, garantendo, per esempio nel campo dei videogiochi, la possibilità di vedere un'immagine cosi com'e' stata creata all'origine. Al di là del prezzo questo è probabilmente il maggior pregio di questa tecnologia, per lo meno quando si parla di schermi che arrivano al massimo a 34 pollici. C'è infatti da specificare che il tubo catodico ha bisogno di spazio e ridurre le dimensioni dell'apparecchio si traduce nella necessità di ampliare l'angolo di deflessione del fascio di elettroni che lo attraversa, fattore che è in grado di alterare la precisione dell'immagine oltre un certo limite. Certo non esente da limiti la tecnologia CRT è però una scelta economica, collaudata e che è in grado di dare risultati qualitativamente ottimi, anche se, purtroppo, la disponibilità dei CRT Slim, in Italia, non è delle migliori e spesso è necessario affidarsi a negozi specializzati oppure ordinare all'estero.

Toshiba 26HF85 HD-Ready

Uno dei migliori CRT Slim in circolazione. L'immagine è incredibilmente stabile e brillante e lo schermo include filtri HD e permette di incrementare "virtualmente" la risoluzione dei segnali video che riceve, ammorbidendo sensibilmente l'immagine di TV e DVD. E' uno schermo estremamente robusto, forse esteticamente spartano, ma probabilmente è il più adatto per un videogiocatore che non è interessato a possedere un home cinema.

Panasonic CT-34WX15 HD-Ready

Il primo pregio di questo Panasonic è quello di avere la dimensione ottimale per un CRT slim. Anche in questo caso l'immagine è nitida anche a distanza ravvicinata. Come Toshiba anche Panasonic è ancora legata al mondo del CRT e produce schermi resistenti e qualitativamente elevati. Il CT-34WX15 mantiene questa nomea e dovrebbe essere reperibile a un prezzo di 700 euro.

Samsung WS32Z318 HD-Ready

Il più reperibile in Italia è purtroppo quello qualitativamente inferiore. Samsung al momento è impegnata in altri lidi e si vede ma se non altro ha discretamente migliorato la stabilità dell'immagine che lasciava a desiderare nei modelli precedenti soprattutto con il segnale televisivo standard. In ogni caso, nonostante perda il confronto con gli altri due modelli, il WS32Z318 resta un televisore HD-Ready accettabile e di facile reperibilità.

Philips 32PW9551 HD-Ready

Immagine brillante, nessuno sfarfallio anche alle basse risoluzioni, sempre 32 pollici ma con una qualità più elevata del Samsung e a soli 50 euro in più, a patto di trovarlo perchè fuori dalla Germania sembra che se ne vedano davvero pochi.

Mentre LCD e plasma combattono la loro battaglia, il mondo degli schermi in alta definizione è tutt'altro che fermo. Toshiba e Cannon hanno presentato una nuova tecnologia basata, come il CRT, sull'emissione di elettroni e gli schermi OLED a diodi organici sono ancora grezzi, ma promettono miracoli d'ogni sorta. In questo panorama apocalittico scegliere uno schermo è difficile, soprattutto con la consapevolezza che un televisore definitivo in grado di durare 15 anni non esiste più e probabilmente non esisterà mai più. Eppure l'HDTV presto sarà la norma, o per usare un termine ormai minaccioso, sarà lo standard. Attendere o rischiare quindi? Forse c'e' un'ancora di salvezza, una via di mezzo in grado di tenerci tecnologicamente a galla ad un prezzo adeguato.