Headhunter: RedemptionHeadhunter: Redemption 

Headhunter è tornato: venti anni dopo i fatti narrati dal primo capitolo, la società è divisa in due. Tutti i dettagli nella nostra anteprima

Headhunter: Redemption Headhunter: Redemption

C'era una volta Headhunter

Nel primo capitolo della serie, il giocatore impersona il ruolo di Jack Wade, ex agente dell'ACN (acronimo di Anti Crime Network, una polizia privata che, nel periodo in cui è ambientato Headhunter, detiene di fatto un potere enorme nella società) che vendica la morte del presidente della rete poliziesca, morto in seguito ad un omicidio. Le abilità di Jack, in quanto ex agente, sono numerose e lo aiutano ad esempio a muoversi nell'ombra così come a sparare contro i nemici con una buona precisione: a proposito della componente stealth del gioco, c'è da segnalare che nonostante l'implementazione di un radar che permette di controllare i movimenti delle persone in prossimità di Jack, riuscire a trovare il tempo giusto per eseguire una stealth kill è difficile. Il giocatore, pertanto, si ritrova spesso a sparare ed in questi casi l'azione prende il sopravvento: niente spionaggio tattico alla Metal Gear Solid per intenderci. I movimenti a disposizione di Jack sono numerosi e conferiscono ad Headhunter un look particolarmente cool, a riprova di questo fatto sono da segnalare anche le sezioni a bordo della motocicletta di Jack. Il protagonista, nel corso della sua avventura, ha a disposizione un vero e proprio arsenale ma, nel periodo in cui è ambientato Headhunter, le armi sono costruite in modo da non recare danni agli organi. Perchè? Semplice, perchè gli organi umani hanno un valore economico elevato e la società presentata dal titolo Sega, favorisce la vita dei ricchi e dei potenti che hanno così sempre a disposizione degli organi freschi per i trapianti. Ma Headhunter non è solo un gioco adatto ai virtuosi del pad oppure ai giocatori con il sangue freddo: alcuni semplici enigmi da affrontare, oltre a fare accendere il cervello, garantiscono una discreta varietà di gioco. La storia è ricca di colpi di scena e cattura il videogiocatore, non essendo mai scontata come spesso accade nei titoli di questo genere.

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Remption

Headhunter: Redemption è ambientato esattamente venti anni dopo i fatti narrati dal primo capitolo della serie e dovrebbe ripresentare il gameplay del titolo originale con delle nuove implementazioni. Sicuramente la parte centrale di Headhunter è la storia intrigante e coinvolgente più che le sezioni giocate: mai come in questo caso la filosofia del more of the same trova un terreno fertile per la sua applicazione. Una trama nuova di zecca andrà quindi a sovrapporsi ad un gameplay collaudato che ha già divertito in passato una grande quantità di videogiocatori. Ad essere sinceri, le informazioni in nostro possesso sono, eufemisticamente parlando, poco numerose: i nostri inviati allo scorso E3 hanno giocato ad una versione preliminare di Headhunter: Redemption e, da allora, Sega non ha fornito grosse indicazioni sui dettagli di questo seguito. Venti anni dopo, il mondo è diviso in due distinte e simbiontiche realtà: Sopra e Sotto. "Sopra" vive una civiltà dominata e controllata dai media e dalle potenti corporazioni che li controllano mentre "Sotto", una vera e propria colonia sotterranea, è il luogo in cui vengono spediti i criminali dalla società di "Sopra" per lavorare in cambio del diritto alla sopravvivenza. Ulteriori dettagli sulla trama non sono noti, ciò che invece si può intuire è che, con una ventina di anni in più sulle spalle, Jack potrebbe non essere l'agente di un tempo ed in questa ottica i programmatori Sega hanno introdotto un nuovo personaggio, una donna che usa lo pseudonimo Leeza X. La nostra Leeza X avrà a disposizione un set di mosse derivate da quelle di Jack e, grazie ad una visuale in prima persona, potrà anche analizzare gli oggetti nelle vicinanze. Come al solito, gli sviluppatori promettono una grafica aggiornata agli standard attuali, una storia emozionante ed intrigante ed un'esperienza videoludica di alta qualità.

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Quando e perché?

Se un tempo Headhunter era un concetto fresco, lo stesso non si può dire oggi: elementi stealth applicati ai giochi d'azione sono all'ordine del giorno e, francamente, un'inversione di tendenza è più che auspicabile. Quello che possiamo sperare è che la trama sia realmente all'altezza della situazione e che i mille problemi di Sega non abbiano portato ad un'involuzione del gameplay rispetto al titolo originale. Headhunter: Redemption uscirà nel corso della primavera nei formati Playstation 2 e Xbox

Correva l'anno 2000 e Sega, per rilanciare le sorti di un Dreamcast che l'ha portata sull'orlo del baratro dal punto di vista economico, presentò agli abitanti del nostro pianeta un certo gioco dal nome Headhunter: un "classico" (oggi lo è, nello scorso millennio il concetto appariva se non innovativo, almeno fresco e non esausto o bollito come ai giorni nostri) titolo d'azione/stealth che nei sogni degli sviluppatori avrebbe dovuto quantomeno bissare il successo di vendite ottenuto dal capolavoro di Konami Metal Gear Solid per PSOne. Ironia della sorte, dopo la pubblicazione sulla console Sega avvenuta verso la fine del 2001, il gioco uscì anche su Playstation 2 a distanza di qualche anno. Il 2004 è l'anno del seguito, chiamato Headhunter: Redemption. Vediamo insieme cosa ci dobbiamo aspettare.

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