Henry Hatsworth in the Puzzling AdventureHenry Hatsworth in the Puzzling Adventure - Provato 

Electronic Arts tira fuori dal cappello un misto tra un platform e un puzzle game, pensato per l'utenza più casual ma potenzialmente interessante per tutti. Preparatevi a conoscere Henry Hatsworth!

Capita di venir invitati a presenziare a una dimostrazione della parte più casual del catalogo di Electronic Arts e, tra balli e canti, buffi personaggi e versioni virtualizzate di famosi giochi in scatola, ci si trovi al cospetto di un titolo che davvero potrebbe attraversare tutte le utenze, forte di un'idea innovativa ma realizzato con semplicità. È questo il caso di Henry Hatsworth in the Puzzling Adventure, curioso miscuglio per Nintendo DS tra un platform classico e un puzzle game che metterà l'utente nei panni dell'omonimo archeologo all'interno del misterioso continente di Tealand, dove grazie al suo cappello magico potrà interagire con entrambi i mondi, quello reale e l'altro fatto di blocchi da mettere in fila e premi da sbloccare. Vien da sé che la storia e il suo sviluppo non saranno il pezzo forte della produzione, ma per quanto è stato possibile vedere gli accenni narrativi inseriti ben si integreranno e introdurranno i cinque diversi macro-stage a cui faranno riferimento una trentina di livelli.

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Genesi di un game designer

Come detto Henry Hatsworth in the Puzzling Adventure è un titolo estremamente interessante, che può contare dietro di sé di un team di sette persone capeggiate da tale Kyle Gray, un simpatico ragazzotto che qualche hanno fa decise di sfidarne un altro, Kyle Gabler, per vedere chi dei due riuscisse ogni sette giorni a tirare fuori dal cilindro il videogame migliore. Dopo molte sfide il risultato è il seguente: uno è ora in forza a Electronic Arts, come detto, l'altro lavora su World of Goo per WiiWare e il progetto Experimental Gameplay è ancora vivo e vegeto, ma con decine di persone che vi contribuiscono con regolarità.

Henry Hatsworth in the Puzzling Adventure - Provato

La teoria...

Due diversi gameplay per altrettanti indipendenti schermi, mai divisione fu più facile ed effettivamente quello che avverrà in Henry Hatsworth sarà una netta distinzione tra gli schemi da percorrere nei panni del protagonista, mostrati in altro, e l'insieme di quadrati relegati al touch screen. La prima parte si presenterà in modo tradizionale e, lungo una serie di ambientazioni più o meno esotiche – dalle foreste pluviali fino alle città europee – chiederà di saltare, accovacciarsi, sparare e tirare stoccate con la propria spada, uccidendo i nemici disseminati un po' ovunque e risolvendo alcuni piccoli enigmi; un classico gioco di piattaforme in 2D quindi, dotato di una grafica in stile cartoon riccamente colorata e un buon senso dell'umorismo. Eliminando gli avversari o compiendo altre specifiche azioni si riempirà una speciale barra e, una volta ricaricata a sufficienza, basterà premere l'apposito pulsante per mettere in pausa l'azione in corso e trasferirsi sul piccolo monitor inferiore dove muovendo due blocchi alla volta andranno create della catene colorate che una volta esplose toglieranno di mezzo alcuni mostri altrimenti impossibili da battere e regaleranno potenziamenti o mosse speciali uniche. Meccaniche più difficili da spiegare a parole che guardando direttamente il gioco in azione o semplicemente osservando le immagini a corredo dell'articolo, a cui si sommeranno alcune interessanti varianti come gli scontri con i boss: l'esempio mostrato vedeva il povero Henry contro un muscoloso e veloce belloccio sempre intento a balzare da una parte all'altra dello schermo, ricaricandosi l'energia vitale grazie a stuoli di fan assatanate, finché dopo avergli assestato qualche colpo e fatto esplodere un significativo numero di blocchi, non è stato possibile lanciargli addosso la versione fuori forma delle sue goupie, mettendolo al tappeto. Purtroppo tutto quanto descritto non è al momento previsto in multiplayer, competitivo o cooperativo che sia, anche se da questo punto di vista sperare è sempre lecito.

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...e la pratica

Preso in mano il DS i semplici comandi non tardano a essere assimilati e dopo pochi minuti ci si muove con grande sicurezza tra le due dinamiche offerte, scoprendo quanto frenetiche si dimostrino e quanto divertente sia immergersi in un così particolare mix. Non mancano comunque degli aspetti più bui, anche preoccupanti volendo, su tutti una certa piattezza delle sessioni a piattaforme che non sembrano avere grande varietà e mancano di un tasso di sfida accettabile, forse perché quelli sperimentati erano i primissimi livelli. Annosa anche la questione touch screen, sfruttabile per muovere i quadrati ma più scomodo della combinazione che vede le croce direzionale unita ai pulsanti a lei opposti, decisamente più rapida e precisa quando di tempo a disposizione se ne ha davvero poco. Parecchie dovrebbero essere le armi nella versione finale compreso forse qualche mezzo, si è parlato di un mech, mentre il punteggio che appare sulla parte alta dello schermo potrebbe rappresentare una sfida dentro la sfida qualora ci fossero classifiche in cui registrare i propri punteggi. Idee valide e ben realizzate con qualche aspetto ancora da registrare, così è apparso Henry Hatsworth and the Puzzling Adventure a fine presentazione, certi che il potenziale per avere una ventata d'aria fresca è presente e subito visibile, in attesa di poterlo provare con più attenzione e per una quantità maggiore di tempo magari prima dell'uscita prevista per i primi mesi del 2009.

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